7 giorni di affari e accordi che cambiano la mobilità: 15 – 21 gennaio 2023

I protagonisti della settimana: Arval, CATL, Chery, EVE Energy, Hertz, Italvolt, Lightyear, NIO, SK On, Stellantis, StoreDot, Terrafame, Tiamat, Uber, Urbix

16 gennaio: mentre Lightyear si prepara al lancio del suo primo modello da grandi volumi, la società Arval, tra le principali nel settore del noleggio a lungo termine, dimostra fiducia verso l’elettrosolare. Appena due settimane dopo la pubblicazione ufficiale delle prime immagini e dei primi dettagli di un modello che promette 800 chilometri di autonomia con un listino a partire da €40.000, la divisione del gruppo BNP Paribas specializzata in aziende e professionisti si impegna con un ordine da 10.000 esemplari per Lightyear 2 che verranno offerte ai propri clienti. Arval non è, a dirla tutta, la prima: un altro colosso europeo del noleggio a lungo termine si era già impegnato in questo secondo modello del marchio olandese. LeasePlan aveva firmato un contratto da 5.000 pezzi nel dicembre 2021. Se questi accordi sono incoraggianti per la startup del Brabante, non si sa ancora quali siano gli obiettivi di volume per questo secondo modello elettrosolare dopo la sofisticata Lightyear 1.

16 gennaio: il piano del produttore di celle Italvolt si arricchisce di una cooperazione con la startup israeliana StoreDot. Secondo i termini dell’accordo, Italvolt sarà in grado di utilizzare la tecnologia di ricarica ultraveloce (XFC) di StoreDot e i diritti di proprietà intellettuale per la produzione su licenza. Le XFC sono celle sviluppate dall’azienda fondata e diretta da Doron Meyersdorf con un anodo a predominanza di silicio. Tra le altre cose, questo dovrebbe essere caratterizzato dalla sua estrema capacità di ricarica rapida. Il primo partner di produzione è stato il produttore cinese EVE Energy, che vuole costruire celle XFC in serie dal 2024. Gli azionisti di StoreDot (e potenziali clienti) includono Volvo, Polestar e Ola Electric. La produzione di Italvolt nella fabbrica di celle a Scarmagno (nel sito ex-Olivetti nel quale ancora non si vedono segnali di concreta costruzione della Gigafactory) sarebbe la prima produzione di celle XFC in Europa. StoreDot ha in questi giorni precisato che l’elenco di società che stanno testando la sua tecnologia XFC raggiunge ora la quindicina, con potenziali partner sparsi tra Asia, Europa e America.

17 gennaio: i disperati tentativi di salvataggio di Britishvolt si arenano e l’azienda deve rassegnarsi a portare i libri in tribunale, azzerando o quasi l’organico di 300 persone della fabbrica di celle per veicoli elettrici che doveva sorgere a Blyth, nel nord dell’Inghilterra ma i cui lavori erano stati sospesi la scorsa estate dal costruttore ISG quando la liquidità si era bloccata. Britishvolt era stata fondata nel 2019 da Orral Nadjari (insieme a Lars Calstrom, ora a Italvolt) per diventare leader britannica delle Gigafactory grazie a investimenti fino a 3,8 miliardi di sterline, la maggior parte dei quali però avevano mancato di materializzarsi, nonostante alcuni accordi di programma per la futura fornitura di batterie. Accordi però con costruttori di auto sportive di nicchia dai piccoli volumi e insufficienti a occupare una capacità a regime da 38 GWh. Lo stop al piano significa secondo le previsioni della società di consulenza Benchmark Mineral Intelligence che il Regno Unito, che avrebbe dovuto contare per una quota del 2,3% della capacità totale europea di celle nel 2031 e dello 0,6% di quella globale, scenderà allo 0,3% e la fine di Britishvolt dimezza anche la sua quota in Europa. Il governo di Boris Johnson, dopo aver deciso per il bando alle auto termiche nei propri confini dal 2030 aveva promesso anche a Britishvolt contributi a fondo perduto fino a 100 milioni di sterline, ma nessuno di quei fondi era stato ancora erogato perché l’azienda non aveva ancora raggiunto gli stadi del cronoprogramma che le avrebbero consentito di riceverli.

17 gennaio: la società di autonoleggio Hertz offrirà 25.000 veicoli elettrici ai conducenti Uber europei, dopo aver già steso un progetto commerciale in Nord America nel quale le due società sono partner. Questa settimana hanno annunciato l’estensione di questo partenariato all’Europa, entro il 2025. Si inizia a Londra a partire da questo mese, poi la cooperazione sarà estesa ad Amsterdam e Parigi in questo 2023. Hertz afferma che una vasta gamma di veicoli elettrici sarà proposta agli autisti, ma l’attenzione si concentrerà su Polestar e Tesla. Hertz aveva firmato nel 2021 un ordine per 100.000 veicoli da Tesla seguito da 65.000 Polestar. Il partenariato serve agli obiettivi green di entrambe le parti. Uber mira a diventare una piattaforma a emissioni zero in Europa e Nord America entro il 2030. Hertz vuole costruire una delle più grandi flotte di noleggio elettrico al mondo. L’accordo sull’altra sponda dell’Atlantico ha successo: quasi in 50.000 hanno noleggiato una Tesla grazie a questo programma, compiendo oltre 24 milioni di viaggi al 100% elettrici per una distanza totale di oltre 400 milioni di chilometri.

17 gennaio: CATL e NIO hanno firmato un accordo di partnership strategica quinquennale a Ningde, nella provincia del Fujian, dove ha sede il gigante delle batterie. Le due parti ora vogliono costruire pacchi batterie altamente efficienti e sinergici basato su tecnologia avanzata delle batterie, sfruttando i rispettivi vantaggi, sia per i modelli auto che per la rete di cambio rapido delle batterie che usa celle CATL. L’accordo segue di poco l’arrivo di due nuovi modelli NIO a catalogo, ma non ancora consegnati, che i entrambi i casi includono CALB come fornitore di batterie. I due nuovi modelli sono EC7, che è stato lanciato al NIO Day 2022, e il nuovo ES6, che ancora attende il lancio ufficiale. Inoltre, il rinnovato SUV ES8, lanciato durante il NIO Day 2022, include anche CALB tra i fornitori di batterie nelle pagine di omologazione. NIO avrà anche una batteria con celle agli elettroliti semi-solidi e grande capacità di 150 kWh fornita da WeLion, sebbene le consegne non siano ancora iniziate.

18 gennaio: il gruppo automobilistico Stellantis e la società mineraria statale finlandese Terrafame firmano un accordo di fornitura di solfato di nichel da utilizzare nelle celle delle batterie dei veicoli elettrici. A partire dal 2025, Terrafame fornirà solfato di nichel a Stellantis per i cinque anni previsti dall’accordo; le aziende non forniscono alcuna informazione sulla quantità prevista. Terrafame gestisce uno dei più grandi impianti di materie prime per le batterie destinate ai veicoli elettrici in Finlandia che annovera già nel proprio portafoglio clienti il gruppo Renault. L’azienda finlandese afferma di avere un processo di produzione completamente integrato che inizia nella propria miniera e termina con la raffinazione di materiali di qualità compatibile con le batterie per uso veicolare. La sua produzione è completamente tracciabile: in questo modo, i partner hanno anche il pieno controllo sull’incidenza delle emissioni di CO2 nella filiera, che si dice siano tra le più piccole del settore grazie alla tecnologia di produzione finnica. Appena una settimana fa, Stellantis aveva stipulato un accordo vincolante con la società australiana di esplorazione mineraria Element 25 per la fornitura di solfato di manganese per batterie per auto elettriche. Manganese e nichel sono componenti fondamentali delle celle di ogni fattore-forma con chimica del catodo ternaria.

19 gennaio: Urbix, che negli Stati Uniti si occupa di raffinazione e trattamento della grafite usata negli anodi delle batterie, rivela un accordo di sviluppo congiunto con i coreani di SK On che vedrà la materia prima destinata alle celle che la società asiatica costruisce sia in proprio sia in joint venture. A Urbix l’accordo permetterà di accelerare i piani di un nuovo impianto commerciale di produzione di materiale per anodi negli Stati Uniti che produrrà 28.500 tonnellate di prodotti anodici all’anno entro il 2025. Questo è sufficiente per alimentare 350.000 veicoli elettrici secondo la società. La collaborazione appare rafforzare la catena della fornitura locale per questi componenti rilevanti (quasi metà per volume) delle batterie, alla luce delle disposizioni della normativa protezionistica IRA firmata come legge lo scorso agosto a Washington. Finora la maggiore capacità di trattamento e raffinazione della grafite (sintetica e naturale) a livello globale dipende in modo schiacciante dalla fornitura cinese. In America SK On ha due impianti di produzione di batterie a Commerce, in Georgia, il secondo dei quali dovrebbe essere operativo quest’anno e la joint venture tra SKO e Ford nota come BlueOval SK sta costruendo tre impianti di produzione di batterie in Tennessee e Kentucky che dovrebbero entrare in funzione dal 2025. Urbix afferma che il suo approccio alla produzione di CSPG (grafite purificata sferica rivestita) di alta qualità per veicoli elettrici è più rapido, efficiente e molto meno impattante in emissioni rispetto ai processi esistenti, utilizzando solo il 10% dell’energia e il 6% dell’acido fluoridrico.

19 gennaio: Eve Energy dichiara che investirà 15,5 miliardi di yuan ($2,3 miliardi) per costruire due nuovi poli produttivi di celle agli ioni di litio, con l’obiettivo di migliorare le sue capacità di ricerca, sviluppo e produzione e aumentare la sua influenza nel settore. Circa due terzi dell’investimento saranno destinati a una nuova base di produzione di batterie a Jianyang, nella provincia del Sichuan, con una capacità annua di 20 GWh. Gli altri 5,5 miliardi di yuan ($815 milioni) saranno utilizzati per un impianto di celle cilindriche LFP con una capacità di 23 GWh a Qujing, nella provincia dello Yunnan. La società con sede a Huizhou ha chiarito che l’impianto del Sichuan sarà costruito in due anni, con inizio da decidere in base alle condizioni di mercato. L’altro progetto, che dovrebbe essere completato in 18 mesi, inizierà la costruzione una volta concluse le procedure di approvazione, ha osservato l’azienda. Eve Energy ha rivelato per la prima volta la sua intenzione di costruire il progetto Qujin nell’estate dello scorso anno. Prevedeva di investire 3 miliardi di yuan per costruire un impianto da 10 GWh, ma grazie all’aumento della domanda da parte dell’industria dei veicoli elettrici e a nuovi contratti (incluso con la tedesca BMW) la società ha deciso di adeguare il proprio piano di investimento.

19 gennaio: la startup francese Tiamat vuole passare alla fase industriale, dopo aver iniziato dalla sua creazione nel 2017 a produrre celle basate sulla tecnologia agli ioni di sodio, molto prima che diventasse di moda quando colossi cinesi come CATL e BYD l’hanno resa di attualità. Questo spin-off del CNRS, equivalente transalpino del nostro CNR, adesso mira a creare entro il 2025, in Picardia e probabilmente ad Amiens la sua prima unità produttiva su larga scala. L’azienda conferma piani che mirano a una crescita graduale e considerato il settore del sodio non sarà necessaria una capacità da Gigafactory per puntare a una presenza rilevante. Dopo una prima tranche che punta a 1 GWh, la capacità complessiva dovrebbe raggiungere i 5 GWh, quello che corrisponde a tra 500.000 a 700.000 celle prodotte ogni giorno. Un ramp-up che a lungo termine potrà creare fino a mille posti di lavoro, secondo il presidente della società Hervé Beuffe, rispetto all’attuale ventina di unità. Per realizzare questo progetto l’azienda mira a completare entro l’anno un finanziamento di entità completamente diversa rispetto ai due precedenti round del 2018 e 2021 dall’importo complessivo di €5 milioni. Questa volta intende mobilitare non meno di €100 milioni, di cui €50 milioni di capitale proprio. La metà di questa quota, cioè €25 milioni, potrebbe provenire da aziende operanti a monte e a valle del settore, sia operatori del settore chimico che partner commerciali; pertanto nell’elenco dovrebbe figurare anche Plastic Omnium, grande gruppo francese della fornitura automotive.

20 gennaio: Chery Group firma un accordo di cooperazione strategica con CATL (nella foto di apertura) in base al quale le due parti collaboreranno in vari campi. Oltre alla fornitura di batterie e alla partnership tecnologica, le due parti intendono anche condurre ricerca congiunta per esplorare le nuove opportunità legate all’auto elettrica e al mondo dei trasporti in generale. Di particolare interesse la rivelazione che insieme lavoreranno al battery swap: il cambio rapido delle batterie in Cina è già commercialmente diffuso e normato anche nelle quattro ruote e i partner si dedicheranno al suo sviluppo applicato al trasporto pubblico locale, al trasporto pesante e anche al trasporto via mare. Chery e CATL promuoveranno l’adozione di auto, bus, camion e navi elettriche. Chery dal 1999 è stata una delle prime Case automobilistiche ad aver esplorato soluzioni di elettrificazione. Nel piano di sviluppo tecnologico Chery battezzato “457” sono incluse quattro piattaforme di propulsione del veicolo, cinque dei sottosistemi generali e sette tecnologie di base. Il piano servirà all’azienda a presidiare tutti i segmenti di mercato, dalle berline ai SUV di tutte le dimensioni, proponendo modelli ibridi, elettrici con range extender, elettrici puri e anche a idrogeno con fuel cell. La piccola Chery EQ1 è la vettura più venduta della sua categoria con 300.000 unità. Inoltre Chery ha sviluppato un moderno powertrain ibrido che le ha permesso di incrementare le vendite di vetture elettrificate, con una crescita del 2022 stimata intorno al 182%.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Chery Italy