Litio – 2022

La cronaca di tutto quello che è successo di importante quest’anno nel settore del litio

N.B. le notizie più recenti sono in fondo alla pagina.
ULTIMO AGGIORNAMENTO: NIO ACQUISISCE UNA QUOTA DEL 12% NELL’AUSTRALIANA GREENWING RESOURCES, ATTIRATA DAL PROGETTO CHE STA SVILUPPANDO IN ARGENTINA

***** GENNAIO *****

ALBEMARLE, BRITISH LITHIUM, HUIZHOU EVE ENERGY, NEO LITHIUM, RIO TINTO

British Lithium inizia il 2022 confermando di aver prodotto il primo carbonato di litio dalle miche nel suo nuovo impianto pilota vicino a Roche, in Cornovaglia, dopo un periodo di progettazione e costruzione durato sette mesi. La società ha dichiarato che avrebbe prodotto 5 chili al giorno di carbonato di litio, una quantità proveniente da un impianto-pilota finanziato dal consorzio Innovate UK sufficiente a dimostrare un valore commerciale ai clienti. L’azienda ha aggiunto che questa era la prima volta che il litio veniva prodotto commercialmente utilizzando la sua tecnologia brevettata Li-Sep per estrarre il litio per batterie dal granito micaceo in un processo di produzione sostenibile che consente l’assenza di sostanze chimiche e a basso consumo energetico produzione. Andrew Smith, CEO di British Lithium ha indicato che il processo richiederà ottimizzazione, ma già ora sta utilizzando l’acqua del sito reale e reagenti commerciali di provenienza locale. La società prevede di iniziare a costruire un impianto su vasta scala quando il processo sarà completamente sviluppato: il presidente Roderick Smith afferma che l’azienda mira a produrre 21.000 tonnellate all’anno di carbonato di litio, dopo aver intensificato le operazioni nei prossimi due o tre anni. L’impianto comprende tutte le fasi di lavorazione dall’estrazione fino alla produzione di carbonato di litio ad elevata purezza, compresa la calcinazione elettrica a basse temperature, la lisciviazione senza acidi e molteplici fasi di purificazione, incluso lo scambio ionico. British Lithium è uno dei due progetti di miniere di litio nel Regno Unito: l’altro, Cornish Lithium, punta a un inizio di produzione entro tre o cinque anni per produrre almeno 10.000 tonnellate/anno di carbonato di litio equivalente.

Il 13 gennaio Albemarle Corporation, leader globale nei materiali al litio, e 6K , leader emergente della tecnologia al plasma controllata da microonde, hanno annunciato di aver firmato un accordo di sviluppo congiunto (JDA) per esplorare l’uso della piattaforma di produzione di materiali avanzati e sostenibili brevettata UniMelt per sviluppare nuovi materiali per batterie al litio attraverso processi di produzione potenzialmente dai grandi vantaggi per la produzione sostenibile. Ad esempio, se un convenzionale impianto di produzione di catodi per batterie da 16 GWh fosse convertito alla piattaforma UniMelt di 6K, ridurrebbe le emissioni di CO 2 del 70%, il consumo di acqua del 90% e le acque reflue del 100%, sostengono i partner. A margine dell’accordo Albemarle ha effettuato un investimento non divulgato in 6K attraverso Volta Energy Technologies. Investitore finanziario presente in 6K, Volta è una società di venture capital lanciata nel 2017 che collega anche investitori strategici come Albemarle con opportunità di investimento ben studiate nel settore dell’accumulo di energia.

Il 14 gennaio un tribunale cileno ha ordinato la sospensione di un’asta di contratti sul litio che ha avuto luogo il 12 gennaio, parte di un piano di Sebastián Piñera, presidente uscente del paese sudamericano, per aumentare la produzione dell’ambito minerale utilizzato nelle batterie delle auto. Una corte d’appello ha disposto la sospensione, richiesta dal governatore regionale della regione di Atacama e dalle comunità indigene locali. Gran parte del litio cileno si trova sotto forma di salamoie nell’arido deserto di Atacama che costeggia il Pacifico. Due giorni prima il Cile aveva assegnato quote a due società: la casa automobilistica cinese BYD Co. Ltd e l’azienda locale Servicios y Operaciones Mineras del Norte per un’offerta totale complessiva di oltre $120 milioni e la possibilità per ciascuno degli aggiudicatari di estrarre fino a 80.000 tonnellate l’anno. Il tribunale ha disposto la sospensione dell’asta del litio mentre le pretese, non dettagliate nelle decisioni giudiziarie, sono risolte dalla magistratura. Il ministero minerario cileno dell’esecutivo uscente che sarà sostituito a marzo, ha dichiarato che stava analizzando la decisione. Ha aggiunto che l’ordine “non significa l’annullamento definitivo dell’asta. Implica solo che sia temporaneamente sospeso quando la pretesa legale viene risolta”.

Huizhou EVE Energy ha acquisito il 49% di Qinghai Qaidam Xinghua Lithium Salt diventandone il secondo azionista. Secondo l’ultimo annuncio, EVE Energy ha rilevato una partecipazione del 35,2857% in Xinhua Lithium Salt da Qinghai Qaidam Development Construction Investment. In questa transazione, il produttore di batterie EVE Energy ha firmato un contratto di trasferimento di capitale con Qaidam Construction Investment per l’acquisto della partecipazione a 144 milioni di yuan ($22,637 milioni). L’altra quota del 13,7143% era precedentemente detenuta da Zhai Yanhong, azionista di Xinghua Lithium Salt. Per ottenere la partecipazione, EVE Energy ha accettato di pagare 56.015.800 di yuan ($8,806 milioni). Al completamento delle due transazioni, EVE Energy deterrà direttamente il 49% del capitale di Xinghua Lithium Salt.

Il 20 gennaio il primo ministro serbo Ana Brnabic conferma che il suo paese ha revocato a Rio Tinto le licenze di esplorazione del litio per problemi ambientali, affossando il piano del gruppo estrattivo anglo-australiano di diventare il più grande fornitore europeo del metallo utilizzato nelle celle. La decisione della Serbia mentre si avvicina alle elezioni generali di aprile e con le relazioni tra Belgrado e Canberra ai minimi termini dopo l’espulsione del tennista Novak Djokovic dall’Australia a causa delle sue regole di ingresso COVID-19 non è una sorpresa: proprio Djokovic aveva criticato pubblicamente il progetto sul litio che avrebbe contribuito a rendere Rio Tinto uno dei 10 maggiori produttori mondiali. Il primo ministro serbo ha dichiarato che la decisione è arrivata dopo le richieste di vari gruppi verdi di interrompere il progetto Jadar da $2,4 miliardi che mirava a iniziare la produzione nel 2027. Migliaia di persone avevano bloccato le strade l’anno scorso in segno di protesta contro il sostegno del progetto da parte del governo, chiedendo a Rio Tinto di lasciare il paese e costringendo il comune locale a cancellare il piano di destinare terreni alla struttura. Rio aveva già speso $450 milioni in sondaggi e studi di fattibilità per comprendere la natura del deposito. A pieno regime, la miniera di Jadar avrebbe dovuto produrre 58.000 tonnellate di carbonato di litio per batterie l’anno, rendendola la più grande miniera di litio d’Europa.

Il 26 gennaio viene annunciato il completamento dell’acquisizione di Neo Lithium da parte della cinese Zijin Mining Group dopo il ricevimento di tutte le approvazioni regolamentari richieste e del soddisfacimento di tutte le condizioni di chiusura. L’acquirente, come previsto dall’accordo annunciato a ottobre 2021, ha acquistato tutte le azioni ordinarie emesse ed in circolazione della società canadese per $6,50 ad azione in contanti con un esborso complessivo di $719 milioni. A seguito dell’accordo, le azioni saranno cancellate dal TSX Venture Exchange, all’OTCQX e alla borsa di Francoforte. Zijin Mining, che ha una capitalizzazione di mercato di $40 miliardi, è stato uno dei gruppi cinesi più attivi nell’espansione nel settore estrattivo dell’attuale decennio.

***** FEBBRAIO *****

LIONTOWN RESOURCES, ROCK TECH LITHIUM, SQM, ZIJIN MINING

All’inizio di febbraio SQM presenta all’agenzia cilena di Valutazione Ambientale un progetto da $778.000 per ridurre l’uso di acqua dolce nel deserto di Atacama, in modo da mitigare l’impatto complessivo delle sue attività nel litio in uno dei luoghi più aridi del mondo. Il secondo produttore mondiale produce il metallo pompando la salamoia da sotto il deserto e concentrandola nelle piscine dove è sottoposta ad evaporazione. L’obiettivo del progetto è limitare l’estrazione dell’acqua a 120 litri al secondo dai pozzi Mullay-1, Allana-1, Socaire-5 e CA-2015 entro il 2028. Quanto alle salamoie, le acque sotterranee saline ricche di carbonato di litio, SQM mira a ridurre l’estrazione di 822 l/s nello stesso periodo. Il Cile sta attualmente vivendo la più lunga siccità degli ultimi decenni: la sola regione centrale, dove si trova la maggior parte della popolazione del paese e le principali miniere di rame, ha visto diminuire le precipitazioni di oltre il 30% negli ultimi 20 anni, colpendo anche altre attività come agricoltura e in particolare la viticoltura, il che ha indotto le autorità a riformare le norme nazionali sull’acqua della nazione. L’autorità di regolamentazione ambientale cilena nel 2016 aveva accusato SQM di aver prelevato in eccesso salamoia in Atacama, spingendo l’azienda a sviluppare un piano da $25 milioni che procede tra stop-and-go per riportare le operazioni in conformità. Quest’area cilena fornisce quasi un quarto del litio mondiale, con SQM e Albemarle unici due gruppi estrattivi presenti.

Il 2 febbraio Rock Tech Lithium e Bilfinger SE firmano un lettera di intenti con cui la società canadese affiderà a quella tedesca la fornitura dei servizi industriali indispensabili alla costruzione e all’avvio del primo sito di raffinazione di litio d’Europa, annunciato nell’ottobre 2021 e mirato a soddisfare la crescente domanda continentale proveniente dalle batterie per veicoli elettrici. L’impianto che produrrà idrossido di litio per celle è stato pianificato da Rock Tech a Guben, a sud-est di Berlino. Il progetto della raffineria avrà un costo di capitale iniziale di $560,2 milioni e si stima che produrrà ricavi per un totale di $7,6 miliardi nei 20 anni di vita prevista. L’obiettivo di produzione annuale sarà di 24.000 tonnellate di idrossido di litio da circa 178.000 tonnellate di concentrato di spodumene. La società diretta da Markus Brügmann prevede di rifornire gran parte del minerale necessario all’impianto tedesco con lo spodumene ricavato dalla propria miniera in Ontario, Canada. Il polo produttivo dovrebbe iniziare le operazioni nel 2024, hanno affermato le società. Secondo il quotidiano finanziario Handelsblatt, la società finanziata dai miliardari Peter Thiel, Christian Angermayer e Alan Howard costruirà anche una seconda raffineria in Germania, in località ancora da stabilire.

Il 4 febbraio fonti del Governo argentino annunciano che Zijin Mining Group investirà $380 milioni per costruire un sito produttivo di carbonato di litio tramite la controllata locale Liex. L’impianto di raffinazione sorgerà accanto al sito estrattivo di Tres Quebradas acquisito nel 2021 dal gruppo cinese dalla canadese Neo Lithium. Il sito nella provincia settentrionale di Catamarca sarà in grado di produrre inizialmente 20.000 tonnellate di carbonato di litio l’anno, che potranno salire fino al doppio durante il corso dello sviluppo del progetto. La costruzione dell’impianto inizierà quest’anno e sarà in grado di iniziare la produzione a fine 2023.

L’8 febbraio una divisione del gruppo statale China Nonferrous Metal Mining Group comunica formalmente che acquisirà un progetto dedicato al litio in Zimbabwe dagli attuali proprietari African Metals Management Services e Southern African Metals and Minerals. La sussidiaria, che si chiama Sinomine Resource Group Co. Ltd. ed ha una propria filiale presente nell’area deal 20029, afferma di aver preparato l’acquisizione pagando $180 milioni per una quota di controllo del 74% nella miniera di litio di Bikita, che ha già iniziato la produzione e ha riserve di minerale accertate di 29,41 milioni di tonnellate. Bikita, nelle colline della provincia di Masvingo del paese africano, è stata un sito con presenza del settore estrattivo da circa un secolo. La maggior parte del minerale di litio trattato finora proveniva da petalite, col prodotto finale destinato soprattutto all’industria della ceramica, ma negli ultimi anni Bikita Minerals si è dedicata a sviluppare la lavorazione di spodumene, più adatto a produrre materia prima per le batterie.

Tesla il 16 febbraio ha firmato un contratto vincolante quinquennale per comprare litio da Liontown, una società che sta sviluppando un sito estrattivo nella Kathleen Valley, in quel Western Australia dove altri gruppi già dispongono di miniere che ricava litio da spodumene. Il contratto dovrebbe partire dal 2024 con una capacità iniziale di 100.000 tonnellate di concentrato di spodumene, che l’azienda si aspetta salgano a 150.000 negli altri anni contrattualizzati. Si tratta di circa un terzo della produzione annua attesa a regime dal progetto che indica una presenza di minerale concentrato al 6%. Per Liontown è il secondo contratto di rilievo con un grande nome delle batterie, dopo quello già firmato con la coreana LG Energy Solution. Nel progetto è incluso valore aggiunto per i finanziatori attenti agli aspetti ESG sotto forma di energia rinnovabile responsabile del 60% dell’energia iniziale necessaria al progetto nel quale è previsto un investimento iniziale di $340 milioni in gran parte già coperti da round di finanziamento, con l’inizio della fase pratica previsto per fine 2022. A valle della produzione di concentrato di spodumene Liontown sta anche esaminando con un apposito studio di fattibilità l’insediamento di un sito di raffinazione per l’idrossido di litio in Western Australia, non ancora coperto da finanziamenti e tanto meno da contratti.

***** MARZO *****

Core Lithium ha firmato un contratto vincolante per la fornitura di concentrato di litio con Tesla, con consegne a partire dalla seconda metà del 2023. La società australiana ha iniziato a ottobre dello scorso anno la realizzazione della sua miniera di spodumene nei Northern Territory, poco più di 80 chilometri a sud-ovest della città di Darwin e prevede di iniziare a produrre entro l’ultimo trimestre 2022. La fornitura prevede un accordo su 110.000 tonnellate di concentrato di litio in quattro anni proveniente dal Finniss Project. Il maggiore azionista di Core Lithium è Sichuan Yahua Industrial Group, che ha dallo scorso anno un accordo quinquennale con Tesla per la fornitura di idrossido di litio. La materia prima proveniente dall’Australia sarà quindi raffinata in Cina, per rifornire poi la Gigafactory Tesla a Lingang, vicino a Shanghai. L’amministratore delegato di Core Lithium Stephen Biggins ha dichiarato che la fornitura alla società di Elon Musk rappresenta tra il 20 e il 25% del totale della produzione prevista dalla miniera nei prossimi quattro anni.

L’Assemblea Costituente incaricata di riscrivere la Costituzione del Cile, sabato 5 marzo approva (13 voti a favore, 3 contrari e 3 astensioni) un proposta preliminare che avvicinerebbe alla nazionalizzazione alcune delle più grandi miniere di litio e rame del globo. La proposta deve passare anche l’approvazione dei due terzi dell’assemblea plenaria perché sia inserita nella nuova Costituzione, la cui riforma sarà sottoposta a referendum popolare entro fine 2022. Il testo prevede che i progetti partiti prima del 1993 entro i prossimi tre anni siano sottoposti a nuove valutazioni di impatto ambientale, mentre concessioni vicine a ghiacciai o sulle terre indigene sarebbero revocate. Alcuni aspetti della proposta come risarcimenti irrisori alle società titolari delle concessioni sembrano echeggiare misure prese negli Anni ’60 e ’70 e che furono smantellate a favore dei privati dalla giunta militare di Augusto Pinochet. In parallelo si discute anche una nuova legge sulle royalty minerarie che le aumenterà in base a ricavi e redditività. Se la nazionalizzazione definitiva di tutte le risorse al momento appare una eventualità più remota, il nuovo regime di royalty appare molto più vicino all’introduzione, cambiando la redditività di progetti in essere e futuri per le imprese estrattive presenti nel paese andino.

Il presidente Rock Tech Lithium Dirk Harbecke, e Virgil Popescu, ministro dell’Energia della Romania, durante la firma dell’accordo di programma siglato nel marzo 2022 (credito immagine: CNW Group/Rock Tech Lithium Inc.)

A poche settimane dalla conferma di Guben, in Germania, per un sito di raffinazione che produrrà fino a 24.000 tonnellate di idrossido di litio (abbastanza capacità per equipaggiare 500.000 di auto elettriche), la canadese Rock Tech Lithium firma un accordo di programma col governo della Romania per un secondo impianto europeo nel paese danubiano, che creerebbe circa 700 posti di lavoro diretti e indiretti e produrrà quantità di materia prima analoga a quella del sito in Brandeburgo. La conversione dallo spodumene all’idrossido di litio riguarda materiale che Rock Tech Lithium vuole estrarre dal proprio progetto minerario Georgia Lake in Canada. L’accordo tra azienda tedesco-canadese e governo romeno fa riferimento a investimenti di circa €400 milioni, circa €70 milioni in meno rispetto agli investimenti previsti in Brandeburgo. Il presidente del Consiglio di Sorveglianza di Rock Tech Dirk Habecke non ha fornito dettagli sull’ulteriore calendario seguente alla firma della dichiarazione avvenuta a Bucarest. Harbecke peraltro ha affermato in termini generali nella nota che la società prevede di iniziare a costruire e gestire cinque convertitori di idrossido di litio in Europa entro il 2029, senza precisare un cronoprogramma.

Il 21 marzo il presidente del conglomerato POSCO Choi Jung-woo incontra a Buenos Aires il presidente argentino Alberto Fernandez, per festeggiare un nuovo investimento da $4 miliardi dei coreani nel paese sudamericano. L’accordo di programma firmato per l’occasione prevede che POSCO Holdings ed esecutivo argentino collaborino alla espansione di un impianto locale per l’estrazione di litio e alla cooperazione per produrre precursori, settore nel quale è specializzata la divisione POSCO Chemical. POSCO presso il sito di Hombre Muerto, nel quale ha fatto il proprio ingresso nel 2018, con la nuova fabbrica produrrà 25.000 tonnellate di idrossido di litio per aumentare i volumi argentini fino a 100.000 tonnellate per fine decennio, mentre non è stata per il momento precisata una data per l’apertura dell’attività di produzione di materiali per i catodi delle batterie. Nel business plan l’Argentina dovrebbe quindi occupare un ruolo sostanziale, equivalente a quasi la metà della futura capacità globale, visto che i coreani si sono dati un obiettivo globale per il 2030 di 220.000 tonnellate. Entro il 2024 inoltre, tutte le 91.000 tonnellate di litio necessarie a POSCO Chemical per produrre 225.000 tonnellate di materiale catodico saranno ottenute direttamente da altre divisioni del gruppo asiatico.

***** APRILE *****

FORD, LAKE RESOURCES, MINERAL RESOURCES, NORNICKEL, ROSATOM, SIGMA LITHIUM,

Sigma Lithium chiude la stagione autunnale (per il Brasile) terminando le opere di preparazione della prima fase del progetto Grota do Cirilo e annuncia che a giugno nel più grande deposito di spodumene nelle Americhe inizieranno i lavori per edificare le strutture del sito estrattivo. La Fase 1 dell’impianto è destinata a produrre fino a 240.000 tonnellate di concentrato di litio l’anno, che a inizio aprile, quando la società canadese ha reso noto l’aggiornamento, sarebbe stato l’equivalente di $257 milioni di ricavi ai prezzi del momento. L’azienda di Vancouver nella Fase 2, collocata alla fine del prossimo anno, ha in programma di arrivare a 460.000 tonnellate l’anno equivalenti a 66.000 tonnellate di carbonato di litio (l’altra materia prima richiesta per le batterie come noto è l’idrossido di litio). Sigma prevede di iniziare la produzione effettiva nell’ultimo trimestre del 2022, con il polo produttivo che potrà contare su energia assicurata da un impianto idroelettrico a 50 chilometri di distanza, non un dettaglio per i gruppi auto che ormai calcolano l’impronta delle emissioni dei veicoli elettrici sull’intero ciclo di vita, estrazione delle materie prime incluse.

Mineral Resources annuncia che sta aggiornando gli impianti di lavorazione della sua miniera di spodumene di Mt. Marion, una joint venture paritaria con la cinese Jiangxi Ganfeng Lithium. Il progetto prevede di aumentare la capacità di produzione di Mt Marion da 450.000 tonnellate all’anno a 600.000 tonnellate all’anno questo mese. Una seconda fase di espansione che incorpora un aggiornamento dell’impianto di separazione dei fluidi densi (DMS), un nuovo circuito di frantumazione e un aggiornamento del campo minerario, dovrebbe aumentare la capacità del sito fino a 900.000 tonnellate all’anno entro la fine del 2022, ha osservato la società. Situato 40 km a sud-ovest di Kalgoorlie, in Western Australia, Mount Marion contiene le seconde più grandi riserve al mondo di concentrato di litio di alta qualità.

L’11 aprile Ford firma un accordo di programma non vincolante che prevede la fornitura annua di circa 25.000 tonnellate di litio provenienti dal Kachi Project sviluppato dalla società australiana Lake Resources nella provincia argentina di Catamarca. Questo accordo è il secondo firmato da Lake Resources per il materiale che proverrà dal nuovo sito estrattivo dopo quello firmato a marzo con la giapponese Hanwa, che produce precursori e materiali catodici per noti costruttori di batterie. Entrambi i nuovi partner hanno sottolineato che il Kachi Project ha i requisiti collegati alle credenziali ESG richieste per programmi della catena della fornitura all’insegna della sostenibilità. Lake Resources grazie ai finanziamenti di questo progetto sta programmando di produrre 100.000 tonnellate di litio ad alta purezza entro il 2030. Il progetto argentino viene sviluppato grazie alla tecnologia di estrazione diretta del partner Lilac, società nella quale tra gli investitori figura anche il gruppo BMW.

La società statale russa specializzata nell’energia nucleare Rosatom e Nornickel, tra i maggiori produttori globali di nichel di alta qualità utilizzato nelle batterie dei veicoli elettrici, stanno mettendo a punto i dettagli di un piano per sviluppare il deposito di litio Kolmozerskoye nel nord-ovest del paese, ha riferito Sputnik il 25 aprile. L’annuncio arriva a circa due settimane dalla sospensione delle spedizioni di concentrato di litio da parte di Argentina e Cile, a causa delle crescenti sanzioni occidentali alla Russia seguite all’invasione dell’Ucraina. Il paese non ha miniere di litio e potrebbe presto affrontare carenze estreme di metallo delle batterie se la Bolivia seguisse l’esempio dei vicini sudamericani. Una divisione di Rosatom, Uranium One, aveva firmato un accordo per aderire come partner allo sviluppo di un progetto sul litio in Argentina a fine 2021. Come parte dell’accordo si è impegnata a spendere $30 milioni per acquistare una partecipazione del 15% in Alpha One Lithium, che detiene i diritti sul progetto Tolillar, nella provincia di Salta, parte del cosiddetto triangolo del litio sudamericano e dove è attivo in un vicino progetto il colosso minerario Rio Tinto. Una volta completato uno studio di fattibilità, Uranium One avrà un’opzione per aumentare la partecipazione nel progetto al 50% per $185 milioni, garantendosi il diritto di acquistare il 100% della produzione futura.

***** MAGGIO *****

ENERGYSOURCE MINERALS, GREEN LITHIUM, LG ENERGY SOLUTION, LIONTOWN RESOURCES, LIVENT

Liontown Resources ed LG Energy Solution hanno reso definitivo l’accordo di acquisto per la fornitura di concentrato di spodumene firmato lo scorso 12 gennaio dai partner, perfezionando i termini vincolanti previsti per la consegna del mteriale proveniente dal sito produttivo Kathleen Valley, in Western Australia. Il periodo di inizio della fornitura è collocato a partire dal 2024 e durerà cinque anni. LGES acquisterà il primo anno 100.000 tonnellate il primo anno che negli anni successivi saliranno a 150.000 (poco meno di un terzo della capacità complessiva stimata del sito). Il prezzo sarà determinato con un meccanismo di riferimento basato su una formula che guarderà ai prezzi di mercato dell’idrossido di litio monoidrato battery grade.

EnergySource Minerals ha annunciato un nuovo round di investimenti guidato da Schlumberger New Energy e TechMet Ltd. L’investimento include una partnership strategica per accelerare la messa a punto la tecnologia ILiAD (che rientra nel filone DLE di estrazione diretta del litio) e integrarla nelle attività di NeoLith Energy, impresa controllata Schlumberger New Energy. La piattaforma è stata testata su scala dimostrativa per oltre 6 anni su una varietà di salamoie in condizioni realistiche di attività. EnergySource Minerals ha sviluppato la tecnologia ILiAD per le sue operazioni di estrazione del litio presso la centrale geotermica John L. Featherstone nel deserto californiano presso il Salton Sea. ILiAD punta a una drastica riduzione di tempi, costi e impatto ambientale rispetto a metodi alternativi. Tra le altre caratteristiche, ILiAD riduce l’impronta sul consumo di acqua, non consuma reagenti, promette una rilevante durata operativa e migliori tassi di recupero del litio.

Il 3 maggio Livent presenta una serie di progetti di espansione della produzione globale mirati ad aumentare la capacità totale di idrossido di litio a 55.000 tonnellate/anno entro fine 2025 e quella di carbonato di litio a 100.000 tonnellate/anno entro fine 2030. I progetti sul carbonato di litio si concentrano sull’Argentina, che ha oggi una capacità di 20.000 tonnellate/anno e viene ampliata per aggiungere altre 20.000 tonnellate/anno entro la fine del 2023. Una ulteriore espansione, che il gruppo sostiene non richiederà accesso a riserve di acqua supplementari (materia prima controversa in quell’area) includerà ulteriori 10.000 tonnellate/anno entro il 2025, mentre la terza espansione in Argentina alzerebbe la capacità di ulteriori 30.000 tonnellate/anno entro il 2030. La società di Filadelfia ha affermato che prevede di aggiungere 15.000 tonnellate/anno di capacità in Cina in un nuovo sito entro la fine del 2023. Prevede inoltre di costruire un impianto di riciclo delle batterie in Nord America o Europa che produrrà a sua volta idrossido di litio, ha aggiunto. Entro fine anno, Livent ha dichiarato che prevede di completare l’espansione della capacità di idrossido di litio di 5.000 tonnellate all’anno presso la sua struttura di Bessemer City, nella Carolina del Nord.

Il 9 maggio: la britannica Green Lithium annuncia i piani per la costruzione della sua prima raffineria di litio nel nord dell’Inghilterra. Per il progetto, l’azienda sta collaborando con il grande gruppo globale del trading di materie prime Trafigura. Quest’ultima avrà il doppio ruolo di fornire il litio da sottoporre a raffinazione e di investitore, per un importo non rivelato, in Green Lithium. La startup inglese è già stata supportata anche da sovvenzioni pubbliche: £631.000 ricevute a fondo perduto dal consorzio britannico pubblico-privato Advanced Propulsion Center per produrre idrossido di litio per celle nel Regno Unito. La costruzione dell’impianto dovrebbe iniziare il prossimo anno e l’inizio della produzione è previsto per il 2024. Nel 2026, la fabbrica dovrebbe raggiungere la piena capacità e produrre 50.000 tonnellate di litio per celle destinati a case auto britanniche ed europee, le cui identità sono da precisare ma considerando il gap attuale tra domanda e offerta non sarà problematico trovare.

Tianqi Lithium Energy Australia (TLEA) ha annunciato la prima produzione in quantità commerciali di idrossido di litio monoidrato dal suo stabilimento di Kwinana, in Western Australia. La società è una joint venture tra il leader cinese di settore Tianqi Lithium Corporation (con una quota del 51%) e l’australiana IGO Limited (49%). L’impianto di Kwinana di TLEA ha superato i processi di certificazione interni e nel cronoprogramma ora la produzione sarà sottoposta alla certificazione della clientela nei prossimi mesi del 2022. Il Chief Operating Officer Raj Surendran ha commentato che quello TLEA ha le caratteristiche del primo impianto di produzione di idrossido di litio in Australia e del più grande al mondo ad essere costruito e gestito al di fuori della Cina, con una capacità nominale di 24.000 tonnellate di idrossido di litio per batterie all’anno. L’idrossido di litio prodotto nello stabilimento di Kwinana sarà in seguito containerizzato ed esportato dal porto di Fremantle ai clienti globali.

***** GIUGNO *****

CTR, FORD, LIONTOWN RESOURCES, SIBANYE STILLWATER, STELLANTIS

Stellantis e Controlled Thermal Resources Ltd. (CTR) il 2 giugno annunciano la firma di un accordo vincolante per la fornitura di idrossido di litio per batterie da utilizzare per la produzione dei veicoli elettrificati di Stellantis in Nord America. Il progetto Hell’s Kitchen di CTR nell’area californiana del Salton Sea, recupererà il litio dalle salamoie geotermiche utilizzando energia rinnovabile e vapore per produrre litio per celle in un processo integrato a ciclo chiuso, eliminando la necessità di bacini di evaporazione delle brines, di miniere a cielo aperto e di processi di lavorazione alimentati da combustibili fossili. L’accordo, di durata decennale ma i cui termini economici sono rimasti riservati tra i contraenti, prevede che CTR fornisca a Stellantis fino a 25.000 tonnellate di idrossido di litio all’anno: la capacità del giacimento indicata dalla società estrattiva risulta di oltre 300.000 tonnellate l’anno. A novembre 2021, Stellantis aveva annunciato un accordo di fornitura simile a supporto della sua produzione di veicoli in Europa in quel caso stipulato con l’australiana Vulcan Energy.

Il 29 giugno Liontown Resources firma un accordo vincolante con Ford. Il contratto quinquennale prevede la fornitura, a partire dal 2024, di spodumene dal progetto Kathleen Valley avviato in Western Australia. Ford ha accettato di fornire a Liontown Resources 300 milioni di dollari australiani (circa €197 milioni) in finanziamenti per lo sviluppo del progetto, che complessivamente si stima richiederne 545 milioni. In base all’accordo, la fornitura prevede 75.000 tonnellate il primo anno, 125.000 tonnellate nel secondo anno e 150.000 tonnellate in ciascuno anno da tre a cinque. Il Kathleen Valley Project è situato a 680 chilometri a nord-est di Perth, nella principale regione mineraria dell’Australia. Liontown Resources sottolinea che il progetto ha anche più del 60% di fornitura di energia rinnovabile pianificata fin dall’avvio e che la proprietà della miniera si sarebbe assicurata un forte rapporto di lavoro coi proprietari tradizionali della terra (gli aborigeni Tjiwarl).

Il gruppo estrattivo sudafricano Sibanye-Stillwater si muove per prendere il controllo del progetto Keliber che sta realizzando un impianto per la produzione di idrossido di litio. L’operazione rientra in un round di finanziamento da €446 milioni necessario ad accelerare lo sviluppo ed il completamento del sito produttivo in Finlandia. La mossa dovrebbe essere determinante per portare alla realizzazione del sito che darebbe alle case auto presenti in Europa una ancora rara fonte di litio di alta qualità per le batterie che spingeranno le loro auto elettriche, secondo programma a partire dal 2024. Sibanye Stillwater ha dichiarato che aumenterà la sua quota precedente del 30% a una di controllo appena al di sopra del 50%, investendo €146 milioni inizialmente per poi proporre agli altri attuali azionisti di andare all’80% con una spesa di altri €196 milioni.

***** LUGLIO *****

COMPASS MINERALS, GANFENG LITHIUM, FORD, IONEER, LITHEA

L’11 luglio il più grande produttore cinese di litio Ganfeng Lithium Co Ltd dichiara che acquisterà per $962 milioni Lithea Inc., puntando con l’acquisizione della società attivissima in Argentina a migliorare l’accesso a risorse abbondanti per la produzione di metalli chiave delle batterie. Lithea, di proprietà privata, possiede i diritti di due laghi ricchi di sali di litio nella provincia argentina di Salta, nota per la presenza di minerali e in cui sono presenti altri gruppi estrattivi. L’Argentina, parte del cosiddetto “triangolo del litio”, ha cercato di attirare più investitori con nuove infrastrutture minerarie e tagli fiscali. Lithea è stata finora di proprietà di LSC Lithium BV, che a sua volta è in mano all’azienda petrolchimica Pluspetrol Resource Corp.

Ford avanza nel perfezionare la catena di fornitura delle batterie 1
(credito immagine: ufficio stampa Ford Motor Co.)

Ford Motor Co. il 21 luglio presenta la più dettagliata mappa della catena di fornitura di minerali critici per le batterie: per il litio dopo i precedenti accordi col colosso Rio Tinto per minerale proveniente dal Sud America (il progetto Rincon) e con la startup Liontown Resources per materiale proveniente dallo stato di Washington, sul Pacifico rivela altri due accordi. Il primo è un MOU per il momento non vincolante ma destinato a diventare contratto se il progetto diventerà concreto, con Compass Minerals per un sito estrattivo basato ad Ogden, nello Utah, dove sono disponibili salamoie che la società valuta possano dare annualmente tra 30 e 40.000 tonnellate di carbonato di litio (adatto a batterie LFP), mentre a inizio attività, nel 2025, circa 10.000 tonnellate. Il secondo accordo Ford è invece già di fornitura: con Ioneer. Si tratta di un sito in cui Ioneer insieme al partner industriale Sibanye Stillwater ha puntato sul Nevada per fornire a partire dal 2025 7.000 tonnellate di carbonato di litio per cinque anni alla fabbrica di batterie del Kentucky di BlueOvalSK, la joint venture di Ford SK On.

***** AGOSTO *****

IONEER, LITIO PARA MEXICO, PPES, STADTWERKE SPEYER, STADTWERKE SCHIFFERSTADT, TESLA

L’australiana Ioneer il 1 agosto rivela la firma di un accordo vincolante di fornitura con Prime Planet Energy & Solutions (PPES) la joint venture delle batterie creata nel 2019 da Toyota Motor Corp. e Panasonic Corporation, per un importo non reso pubblico. Al cliente, Ioneer fornirà carbonato di litio proveniente dal proprio Rhyolite Ridge Lithium-Boron Project in Nevada. In base a questo accordo, per un periodo di cinque anni Ioneer consegnerà 4.000 tonnellate all’anno di carbonato di litio a PPES, che lo utilizzerà per produrre batterie da utilizzare nei veicoli elettrici per il mercato nordamericano. Ioneer prevede di produrre circa 20.600 tonnellate di carbonato/idrossido di litio l’anno, insieme a circa 174.400 tonnellate di acido borico nel corso dei 26 anni di vita del progetto Rhyolite Ridge. Ioneer, che ha recentemente firmato altri contratti con Ford e la coreana EcoPRo, prevede di iniziare la produzione nel 2025.

Le utility di due cittadine renane, Stadtwerke Speyer e Stadtwerke Schifferstadt, hanno ricevuto a inizio agosto l’approvazione per una domanda di ricerca per l’estrazione del litio dall’acqua termale. Il campo di esplorazione del litio chiamato “Materia” copre un’area di circa 150 chilometri quadrati includendo le cittadine di Spira, Schifferstadt e il distretto della Renania-Palatinato fino a quello confinante di Bad Dürkheim. Entro l’estate 2023 dovrebbero essere determinate le posizioni più adatte al progetto, che intende sfruttare il potenziale dell’energia geotermica nel sottosuolo dell’Alto Reno Graben non solo per generare elettricità, ma per estrarre litio. La fase iniziale affronterà i dettagli della struttura geologica del sottosuolo a una profondità di diversi chilometri, un prerequisito obbligatorio per determinare i migliori obiettivi di perforazione, che consentano un’estrazione sicura ed efficiente di acque termali.

Tesla punta alla creazione di una raffineria di litio sul Golfo del Texas. Il potenziale impianto di raffinazione dell’idrossido di litio, che Tesla sostiene essere il primo del suo genere in Nord America, trasformerà “il minerale in un materiale utilizzabile per la produzione di celle”, ha scritto tra l’altro la società in una richiesta depositata presso l’ufficio del Texas Comptroller il 22 agosto. La decisione di investire in Texas si baserà anche sulla possibilità di ottenere sgravi sulle tasse di proprietà locali, ha detto l’azienda. L’amministratore delegato Elon Musk aveva in precedenza a più riprese affermato che Tesla potrebbe dover entrare nel settore minerario e della raffinazione direttamente su larga scala, visto l’aumento dei prezzi del metallo bianco. Una volta approvata, la costruzione potrebbe iniziare nel quarto trimestre del 2022 e raggiungerebbe la produzione commerciale entro la fine del 2024, ha detto Tesla nella propria domanda. Secondo il piano, il prodotto finale dalla raffineria via camion e ferrovia affluirà a vari siti di produzione di batterie che supportano la catena di approvvigionamento Tesla.

Il Messico, dopo aver nazionalizzato le risorse di litio ha creato una società statale per occuparsi di tutto quello che riguarda il metallo, voluta dal presidente Andres Manuel Lopez Obrador con decreto emesso nella Gazzetta Ufficiale messicana il 23 agosto. Finalità della nuova società sviluppare programmi strategici a medio e lungo termine per l’esplorazione, sfruttamento uso del litio e delle sue catene del valore. La nuova società Litio para Mexico, o LitioMx, deve avviare le funzioni entro 180 giorni e il suo consiglio di amministrazione essere insediato entro i 60 giorni seguenti l’emissione del decreto. Il suo capo sarà proposto dal ministro dell’Energia e nominato dal presidente. Il Messico non ha ancora una produzione commerciale di litio, sebbene un pugno di società estere avesse già sottoscritto contratti per esplorare potenziali depositi di litio. Lopez Obrador aveva detto ad aprile che tutti i contratti sarebbero stati rivisti. I gruppi imprenditoriali che avevano avviato progetti sul litio in Messico, dopo la nazionalizzazione annunciata lo scorso aprile hanno reagito in maniera molto negativa e alcuni hanno anticipato che potrebbe innescare una disputa costituzionale.

***** SETTEMBRE *****

GREENWING RESOURCES, NIO, PIEDMONT LITHIUM

Piedmont Lithium il 1 settembre annuncia di aver selezionato Etowah, nel Tennessee, come sede del nuovo impianto di produzione di idrossido di litio pianificata dalla società. Secondo il gruppo estrattivo il nuovo polo Tennessee Lithium sarà il più grande del Nord America, a 30.000 tonnellate annue a regime, su una scala di parità con quello progettato da Tesla in Texas. Completamento e inizio della produzione sono previsti per il 2025. Questo sito convertirà il concentrato di spodumene proveniente principalmente dagli investimenti in progetti internazionali di Piedmont per espandere significativamente la fornitura statunitense di idrossido di litio, un componente chiave nella produzione di batterie per veicoli elettrici. Questo impianto dovrebbe essere tra i primi ad applicare il processo Metso:Outotec, che elimina la lisciviazione acida dello spodumene e la produzione di rifiuti di solfato di sodio, rendendo Tennessee Lithium uno degli impianti con minore impatto al mondo, secondo l’azienda. Questo polo integrerà l’operazione Carolina Lithium già pianificata dall’azienda per portare la capacità di produzione totale stimata da Piedmont negli Stati Uniti a 60.000 tonnellate all’anno entro il 2026, contro una attuale produzione totale di appena 15.000 tonnellate all’anno. Sulla base di progetti precedenti, Piedmont prevede di investire circa $600 milioni nello sviluppo dell’operazione e che il Tennessee Lithium Project guiderà un’attività economica significativa con un organico diretto di circa 120 persone.

La collocazione dell’impianto di raffinazione Tennessee Lithium nella parte orientale dello stato americano offre un accesso strategico alla rete di trasporto per far affluire il minerale lavorato alla clientela (credito immagine: sito web Piedmont Lithium)

Il 26 settembre l’australiana Greenwing Resources rende ufficiale un nuovo accordo con NIO che, attraverso la consociata Blue Northstar Limited, comporta un finanziamento in cui il giovane gruppo auto cinese pagherà 12 milioni di dollari australiani per sottoscrivere 21.818.182 di suoi titoli, ad un prezzo di 0,55 dollari australiani per azione. Il completamento entro fine anno dell’operazione (che ha avuto come effetto immediato di far salire le azioni della società quotata all’Australian Securities Exchange di oltre il 60%) prevede che la società cinese detenga una quota del 12,16% in Greenwing, entrando nel suo consiglio di amministrazione. NIO disporrà di un’opzione per acquisire una quota compresa tra il 20% e il 40% del capitale emesso di Andes Litio, una società che possiede i diritti del San Jorge Lithium Project in Argentina. Questo passo successivo se esercitato prevederebbe per NIO diritti sulla produzione sudamericana sulla base della sua partecipazione azionaria effettiva in Andes Litio. Gli australiani entro fine 2023 si sono impegnati a pubblicare un report definitivo sulle prospettive del San Jorge Lithium Project, al quale Greenwing prevede di destinare almeno l’80% dei proventi dell’attuale collocamento.

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Credito foto di apertura: ufficio stampa BMW Group