7 giorni di novità che trasformano auto e mobilità: 20 – 26 novembre 2022

I protagonisti della settimana: ABB, Autonomy, Cubonic, Hyundai, LG Chem, Lingotto, Moove, Qualcomm Ventures, Renault, SK On, SVolt, Ultraviolette Automotive, VinFast

21 novembre: il gruppo svizzero-svedese ABB ha raccolto 200 milioni di franchi (oltre €203 milioni) per la sua divisione E-Mobility, una società a cui fa capo anche il polo produttivo italiano che realizza le colonnine di ricarica HPC nel sito toscano di Terranuova Bracciolini e da lì sono commercializzate con crescente successo globale. Le azioni per raccogliere questo capitale sono emesse nell’ambito di un collocamento privato pre-IPO a cui partecipano Interogo Holding, Moyreal Holding e Michael Halbherr, quest’ultimo nominato presidente di ABB E-Mobility lo scorso mese di febbraio. ABB manterrà una partecipazione di circa il 92% nella società. La transazione dovrebbe concludersi entro la fine del 2022 e il capitale sarà utilizzato per implementare la strategia di crescita aziendale. Il grande gruppo della tecnologia e dell’elettrotecnica aveva originariamente pianificato l’IPO per il secondo trimestre del 2022, ma l’ha posticipato la scorsa estate. Con l’occasione è stato precisato che nel consiglio di amministrazione ABB E-Mobility oltre al presidente Halbherr siederanno tre figure designate da ABB stessa insieme a tre membri indipendenti: l’economista tedesca Annette Köhler, l’investitore Peter Molengraaf e l’ex-amministratore delegato Volvo Cars Håkan Samuelsson.

21 novembre: LG Chem ha confermato che spenderà $3,2 miliardi per costruire un impianto di produzione di materiali catodici nel Tennessee. L’azienda punta a 120.000 tonnellate di produzione di catodi all’anno entro il 2027, che ne farebbe il più grande della categoria in Nord America e secondo i calcoli dell’azienda petrolchimica coreana sarebbe adeguato a equipaggiare le celle che conterranno l’energia di 1,2 veicoli elettrici con una autonomia media di 500 chilometri ciascuno. Portare a compimento con successo l’impianto di Clarksville che produrrà materiali catodici NCMA (nichel, cobalto, manganese, alluminio) per le batterie Ultium di nuova generazione, raddoppierebbe il totale potenziale di materiali catodici prodotti nel Nord America. L’annuncio è l’ultimo investimento estero diretto e il più grande finora nella storia del Tennessee, consolidando ulteriormente la crescente posizione dello stato del Sud come hub chiave delle batterie negli Stati Uniti e arriva quando la crescita dei prezzi dei materiali catodici attivi e delle loro materie prime continua ormai da due anni.

21 novembre: la società cinese di batterie SVOLT dopo aver in passato fatto ricorso con successo a collocamenti privati, ha presentato una offerta pubblica iniziale per l’equivalente di $2,1 miliardi alla borsa valori di Shanghai, diventando l’ultimo dei sei maggiori produttori di batterie cinesi a quotarsi e seguendo CALB, che l’aveva preceduta di poche settimane. La società nata come divisione del gruppo auto (presente anche in Italia) Great Wall Motor ha dichiarato che intende vendere il 25% delle sue azioni per raccogliere 15 miliardi di yuan dall’IPO, che dovrebbe confermare una valutazione di mercato dell’azienda a 60 miliardi di yuan (circa $8,3 miliardi). I proventi saranno utilizzati per ampliare i siti di batterie dell’azienda a Changzhou, Huzhou e Suining, costruire il centro di ricerca e sviluppo a Wuxi, sviluppare i progetti di batterie al litio ternario ad alta densità energetica, nonché materiali catodici privi di cobalto di seconda generazione ed integrare il capitale circolante. La bozza del prospetto accredita SVOLT di ricavi per 4,474 miliardi di yuan ($624,8 milioni) nel 2021, con un costante movimento al rialzo. Per la prima metà del 2022, la società ha visto le sue entrate semestrali raggiungere circa 3,7 miliardi di yuan ($522 milioni). SVOLT ha registrato una spesa annuale di ricerca e sviluppo di 724 milioni di yuan ($101 milioni) l’anno passato, indicando una crescita del 90,43% anno su anno. Nei primi sei mesi del 2022, le spese di ricerca e sviluppo dell’azienda ammontavano a 571 milioni di yuan ($79 milioni).

22 novembre: la startup indiana della moto elettrica Ultraviolette Automotive ha raccolto nuovi investimenti col suo ultimo round di finanziamento Serie D, a cui hanno partecipato Qualcomm Ventures e Lingotto. Qualcomm Ventures investe in società focalizzate su 5G, AI, automotive, IoT ed ha oltre 150 società in portafoglio in portafoglio gestendo oltre $2 miliardi di asset negli Stati Uniti, Cina, India, Israele, Europa, America Latina e Corea. Lingotto ha preso il posto di Exor Capital come società orbitante attorno alla famiglia Agnelli che detiene partecipazioni importanti o di controllo in società quali Ferrari, Stellantis, CNH Industrial, Iveco Group, gruppi dell’editoria e nella Juventus. I fondi freschi saranno utilizzati dalla società fondata e guidata da Narayan Subramaniam per accrescere la presenza in India e puntare a una successiva espansione nei mercati internazionali e al rafforzamento delle capacità tecnologiche del marchio. Il primo modello, la versione a tiratura limitata in 77 esemplari della Ultraviolette F77 è stata subito esaurita appena aperti gli ordini. L’azienda della città di Bangalore, in pratica la Silicon Valley del Sub-continente indiano, a questo modello ha accreditato una autonomia di 307 chilometri omologati, che la ditta si aspetta valere 261 chilometri in condizioni reali, 152 km/h di velocità massima e accelerazione 0-60 km/h in 2,9″.

22 novembre: VinFast, che ha appena iniziato a consegnare i primissimi modelli elettrici negli Stati Uniti, rivela di aver ricevuto un grosso ordine da Autonomy, startup specializzata negli abbonamenti ai veicoli elettrici, per oltre 2.500 veicoli VF 8 e VF 9. Si tratta del più grande ordine aziendale di VinFast fino ad oggi e uno dei più grandi ordini di veicoli elettrici di Autonomy, che nel recente passato si era concentrata negli abbonamenti alle Tesla ma lo scorso agosto aveva fatto notizia ordinando ben 23.000 veicoli elettrici da 17 diverse case automobilistiche globali per rispondere alle richieste di servizi di abbonamento. Nel bel mezzo dell’estate Autonomy prevedeva di ordinare 400 auto alla casa vietnamita, ma da allora quell’ordine è lievitato a oltre 2.500 esemplari. I clienti interessati a sottoscrivere un abbonamento a un modello VinFast (o a un altro) tramite Autonomy si registrano tramite l’immancabile app e ricevono l’auto direttamente dai numerosi punti di ritiro della rete di concessionarie multimarca AutoNation, affiliata con la startup. Il pagamento mensile dell’abbonamento di Autonomy copre i tradizionali costi di proprietà, compresa la manutenzione ordinaria, l’assistenza stradale (con limitazioni) e l’usura standard degli pneumatici. I pacchetti di abbonamento auto di Autonomy sono inoltre completamente integrati con l’assicurazione per gli abbonati qualificati.

23 novembre: solo poche settimane dopo aver avviato la procedura per il concordato, Moove GmbH (e ancora prima nota come E.Go Moove GmbH) col curatore fallimentare Dirk Wegener ha presentato al tribunale di Aquisgrana un progetto di riorganizzazione praticabile per salvare l’azienda specializzata in autobus elettrici di dimensioni medio-piccole. Secondo quanto riferito alla testata tedesca specializzata in mobilità elettrica electrive.com è già stato avviato il trasferimento delle attività da Moove GmbH alla neonata Cubonic GmbH, col supporto del precedente azionista Mitenyi Biotec, che intende ripartire con l’attività. Amministratore delegato della nuova Cubonic GmbH è Günter Butschek, già dall’aprile di quest’anno amministratore delegato di Moove GmbH, società che dalla fondazione in partenariato tra ZF e E.GoMobile all’uscita del grande gruppo tedesco della fornitura automotive aveva assistito a una sorta di valzer di proprietari e di business plan che finora non sono ancora riusciti a portare l’azienda renana a partire con una regolare produzione di navette elettriche.

24 novembre: il gruppo Renault annuncia tre importanti accordi di collaborazione che contribuiscono a chiarire la portata dell’impegno necessario a un grande gruppo globale della manifattura per raggiungere la decarbonizzazione nell’ambito del settore energetico. Con Voltalia è stato stipulato il più grande contratto di fornitura di elettricità verde in Francia, per coprire fino al 50% del consumo elettrico delle sue attività di produzione nel 2027 con l’installazione di pannelli fotovoltaici. Dalla potenza di 100 megawatt a partire dal 2025 la capacità messa a disposizione del gruppo auto aumenterà costantemente negli anni successivi, fino a raggiungere un totale di 350 megawatt nel 2027 coprendo il fabbisogno elettrico di Cléon, ma anche tutte le esigenze di energia elettrica sostenibile di ElectriCity, il polo di produzione di veicoli elettrici che si prefigge l’obiettivo di produrre 500.000 veicoli all’anno entro il 2025. Insieme al gruppo Engie è stato sottoscritto l’accordo su un progetto di geotermia profonda, realizzato per la prima volta in Europa, per coprire il 70% del fabbisogno di gas dello storico stabilimento di Douai (dove nascerà R5) entro il 2025. Con Dalkia, una filiale del Gruppo EDF, parte una partnership per installare una caldaia a biomasse in grado di coprire il 65% del consumo di gas dello stabilimento di Maubeuge, la “casa” della prossima R4L. I tre partenariati strategici costituiscono una nuova fase del Piano Clima del Gruppo e consentiranno di raggiungere l’obiettivo netto zero carbonio per gli stabilimenti del Centro ElectriCity in Francia nel 2025, in Europa nel 2030 e in tutto il mondo nel 2050.

25 novembre: alla nuova joint venture di Hyundai ed SK On che punta ad una Gigafactory americana abbiamo dedicato questo articolo completo.

Credito foto di apertura: sito web Ultraviolette Automotive