Una scossa da €20 miliardi per lanciare un’auto elettrica al mese

Müller annuncia che gli impianti impegnati nella produzione di auto elettriche del gruppo Volkswagen passeranno dai 3 attuali a 9 nel 2020 e a 16 nel 2022

I venti miliardi di euro di contratti già siglati per le sole batterie per auto annunciati oggi alla conferenza stampa annuale del gruppo Volkswagen sono un valore che supera di sei miliardi quelli siglati finora dalla stessa Tesla.

Per il gruppo tedesco si tratta non tanto di stabilire record, ma del ruolino di marcia a cui non può sottrarsi chi lo scorso autunno ha annunciato (con la propria Roadmap E) l’intenzione di produrre fino a tre milioni di veicoli elettrici all’anno entro il 2025 e commercializzare 80 nuovi modelli a batteria.

In pratica questo comporta che dal 2022 in poi i vari marchi si alterneranno nel lancio di nuovi veicoli elettrici al ritmo di uno al mese.

Mentre agli otto modelli elettrici e ibridi plug-in già disponibili, nel corso del 2018 se ne aggiungeranno altri nove, tre dei quali nativi elettrici.

Per ritmi parossistici di questa portata ovviamente non basteranno i tre impianti attualmente destinati alle auto elettriche (Bruxelles, Dresda e Zwickau).

Altri 9 entro il 2020 ed in tutto 16 entro il 2022 dovranno convertirsi al verbo della batteria. Su quali cadrà la scelta dipenderà da quali mercati alimenteranno la “scintilla” elettrica con maggior vigore (dazi della Casa Bianca a parte).

A parte un rigurgito nostalgico sulle prospettive future dei motori diesel il numero uno del gruppo tedesco Matthias Müller ha anche confermato in modo definitivo che il prototipo di veicolo pienamente autonomo Sedric passerà alla produzione.

Una scossa da €20 miliardi
Matthias Müller e Frank Witter festeggiano per i conti del gruppo Volkswagen mettendo in produzione lo shuttle autonomo Sedric (credito foto: ufficio stampa Volkswagen AG)

Questo comporta che dalle mani collettive del gruppo passerà ad uno dei marchi, e forse nel toto-marchio sarebbe bene ricordare che oltre ai marchi auto ormai ne esiste uno della mobilità: Moia, sul quale punteremmo i nostri ultimi €2, pensando che il Sedric nasce con una carta d’identità da robo-taxi.

Non ci potrebbe essere probabilmente periodo migliore di questo, con il gruppo di Wolfsburg al miglior utile operativo di sempre malgrado le voci straordinarie, per avviare programmi che richiedono spese in conto capitale significative.

Peraltro il rapporto tra le spese totali sostenute in ambito ricerca e sviluppo in percentuale rispetto ai ricavi della divisione auto è sceso al 6,7% (dal 7,3%). Ed anche il rapporto capex/fatturato si è abbassato significativamente, passando al 6,4% (6,9) come era nei piani.

Il gruppo diretto da Mueller punta al 6% entro il 2020. Il che aiuta a capire perché i miliardi delle batterie andranno all’esterno. Alla cinese CATL, come è stato confermato oggi proprio lo stesso giorno in cui ha annunciato di aver superato la giapponese Panasonic nella produzione mondiale di batterie auto.

Ma, oltre a CATL, anche alle coreane Samsung SDI e LG Chem, che hanno già rispettivamente stabilimenti in Ungheria e Polonia. CATL aprirà anch’essa un impianto in Europa per fornire le case auto europee, e puntando inizialmente ad una produzione di 15 GWh entro il 2020, 2021 potrebbe diventare presto il maggior produttore di celle del Vecchio Continente, almeno fino a quando non sarà completata la Gigafactory della svedese Northvolt.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Volkswagen AG