7 giorni di business che cambia la mobilità: 17 – 23 gennaio 2022

I protagonisti della settimana: Bosch, Britishvolt, Honda, Luminar, Mercedes-Benz, Next.e.GO Mobile, Nikola, Proterra, SES, V2X Suisse, Volkswagen, Wayve

18 gennaio: la startup britannica Wayve ha raccolto $200 milioni di dollari dagli investitori (tra cui D1 Capital Partners, Moore Strategic Ventures, Linse Capital, Microsoft e il gruppo dei supermercati Ocado) in un finanziamento Serie B, riporta l’agenzia Reuters. L’investimento aiuterà la società londinese a potenziare la sua tecnologia di guida autonoma a livello globale e a lanciare più progetti-pilota con partner di flotte commerciali: in altri termini l’azienda appare una concorrente di TuSimple o Aurora, piuttosto che di Cruise o Argo, considerato il settore a cui si sta dedicando. Il CEO Alex Kendall ha fondato la società nel 2017: si concentra sull’intelligenza artificiale e sull’apprendimento automatico per addestrare sistemi per veicoli autonomi, piuttosto che sui sensori o regole codificate a mano. Finora, Wayve ha raccolto oltre $258 milioni di finanziamenti e recentemente ha collaborato col colosso dei supermercati Asda per condurre una prova di consegna autonoma di generi alimentari.

18 gennaio: al partenariato tra Bosch e Volkswagen riguardante una nuova joint venture, che sarà attiva negli impianti per la produzione di celle per il mercato automotive, abbiamo dedicato questo articolo.

18 gennaio: l’americana Nikola ha firmato un contratto pluriennale con Proterra per la fornitura di batterie; pertanto i veicoli commerciali Nikola Tre in versione BEV e FCEV ospiteranno immediatamente i sistemi di batterie della società californiana, che consegnerà i primi sistemi in forma di prototipo a partire dal secondo trimestre 2022. I primi mezzi di serie spinti dai pacchi batterie Proterra saranno costruiti nel quarto trimestre del 2022. I due partner non hanno fornito dettagli sulla durata dell’accordo o sulla quantità totale di batterie interessata. Nikola aveva consegnato i suoi primi camion elettrici a batteria negli Stati Uniti lo scorso dicembre alla società di logistica TSSI, attiva nei porti californiani di Los Angeles e Long Beach. Anche il cliente che ha rotto il ghiaccio per Nikola in Europa appartiene allo stesso settore, visto si tratta del porto di Amburgo con un ordine fino a 25 camion BEV, prodotti nella sede tedesca IVECO di Ulm, che ha collaborato anche a ultimare alcuni veicoli pre-produzione. La settimana precedente Nikola aveva annunciato di aver firmato un accordo di programma con il Covenant Logistics Group, con sede nel Tennessee, per la fornitura di 40 Tre a idrogeno e 10 in versione al 100% elettrica. Questi ultimi saranno consegnati per primi, a partire dal secondo trimestre 2022, mentre la consegna dei camion fuel cell è collocata nel 2023. In precedenza Nikola aveva concluso accordi per un totale di 300 camion BEV con le società Heniff Transportation Systems, USA Truck e Saia TL Freight. Con la domanda per i veicoli Nikola in crescita per i Tre BEV e FCEV il CEO Mark Russell ha preferito appoggiarsi a un secondo partner per le batterie, dopo Romeo Power con cui aveva raggiunto un accordo nell’estate del 2020.

19 gennaio: dopo progetti analoghi che hanno avuto per teatro in particolare Danimarca e Paesi Bassi, anche in Svizzera cresce l’interesse per l’applicazione della tecnologia di ricarica bidirezionale V2G integrata nella rete elettrica. Sette aziende hanno unito le forze nel progetto V2X Suisse che avrà per protagoniste 50 Honda E che appartengono alla società del car sharing Mobility. In particolare i partner sono interessati alle soluzioni per moderare la crescita dei consumi di elettricità generata dalla quota di auto elettriche e gli effetti sulla stabilità della rete. Il project manager Marco Piffaretti sottolinea che in Svizzera non ci sono ancora conoscenze pratiche per quanto riguarda le sfide tecniche, normative e organizzative della ricarica bi-direzionale V2G e V2X Suisse intende fare da pioniere con un programma-pilota sostenuto dall’Ufficio Federale dell’Energia (UFE). Honda R&D Europe ed Honda Motor Europe forniscono i veicoli (che non necessitano di modifiche hardware o software), la svizzera EVTEC sta costruendo le colonnine bi-direzionali, Sun2Wheel sviluppa il software che via cloud offre all’aggregatore Tiko energia disponibile e Novatlantis (in collaborazione col Politecnico di Zurigo ETH) è coinvolta come acquirente di flessibilità e rappresentante della comunità scientifica. Il via è previsto entro settembre 2022, con l’installazione di stazioni di ricarica bi-direzionali in circa 40 località Mobility in tutta la Svizzera: un wallbox CC da 10 kW di potenza e una nuova variante EVTEC con 2 connettori Combo CCS CC da 10 kW che, se viene utilizzato un solo stallo, può ricaricare bi-direzionalmente fino a 20 kW. Da notare che specie quando è la batteria che cede l’energia alla rete, le alte potenze non sono una priorità, al contrario delle colonnine autostradali, ad esempio. Col progetto che si spingerà alla fine del 2023, i sette partner di V2X Suisse vogliono esplorare come questa tecnologia può stabilizzare la rete elettrica e come le sedi con impianti fotovoltaici possono ottimizzare il proprio consumo.

19 gennaio: Honda si è presa una bella pausa prima di annunciare che, a dicembre 2021, ha firmato un accordo di sviluppo congiunto con SES Holdings Pte. Ltd., startup americana delle batterie specializzata in celle ibride con anodi al litio metallico. SES prevede di quotarsi alla borsa di New York tramite un’operazione di fusione inversa con una società veicolo mentre attraverso un collocamento privato, tecnicamente definito offerta PIPE Honda prevede di acquisire circa il 2% delle azioni di SES AI Corporation, la società che sarà quotata. Riconoscendo le tecnologie avanzate di SES, Honda ha firmato un accordo di sviluppo congiunto con SES con l’obiettivo di stabilire un buon rapporto con SES e generare rapidamente risultati sostanziali attraverso le nostre attività di ricerca congiunte. Honda continuerà peraltro a stabilire rapporti di collaborazione con aziende che dispongano di tecnologie avanzate, se necessario, per offrire veicoli elettrici altamente competitivi e attraenti alla clientela. Gli stessi rapporti aperti adotta SES, che ha già accumulato una lista di partner e investitori di alto profilo, tra cui i gruppi Geely, General Motors, Hyundai, Kia, Koch, LG Energy Solution, SK Innovation, Tianqi Lithium e Vertex Ventures.

20 gennaio: Luminar, già partner di alcuni gruppi automotive tra cui Daimler Truck, diventa partner anche di Mercedes-Benz, con un accordo che include la fornitura di sensori laser per i veicoli luxury della casa di Stoccarda e la raccolta di dati dal vero per migliorare la guida ad elevata automazione. La stella a tre punte ha anche acquistato una piccola partecipazione nella società tecnologica di Orlando, Florida: 1,5 milioni di azioni. Il LiDAR della serie Iris sarà integrato nella futura piattaforma Mercedes di prossima generazione per migliorare la sicurezza e aiutare i veicoli ad operare in modo autonomo durante la guida in autostrada dove la capacità del LiDAR di vedere oggetti a centinaia di metri di distanza è fondamentale, ovvero per impieghi di Livello 3 SAE o superiore: Mercedes-Benz ha già lanciato un modello, l’elettrica EQS, con proprietà di guida autonoma di Livello 3 SAE, ma avrà bisogno di sensori sempre più potenti ed efficienti per consentire ai modelli della seconda metà della decade di far controllare la guida al computer anche a velocità elevate, cosa non ancora consentita dalle normative, anche in Germania dove oggi è permesso a bassa velocità. I dettagli dell’accordo, inclusi i modelli specifici che utilizzeranno il LiDAR Luminar e quando saranno disponibili per la vendita ai clienti non sono stati divulgati. Il CEO americano Austin Russell, a 26 anni uno dei più giovani miliardari nella lista di Forbes era già riuscito a stringere partenariati oltre che coi tedeschi con Volvo Cars ed i cinesi di SAIC Motor, alleati GM e Volkswagen in patria. Tutti i principali sviluppatori di tecnologia di guida ad elevata automazione, ad eccezione di Tesla, si stanno affidando ai sensori laser, più o meno evoluti.

21 gennaio: il produttore britannico di batterie Britishvolt ha ricevuto finanziamenti di oltre £1,7 miliardi dagli investitori privati ​​Tritax e Abrdn che saranno fondamentali per la costruzione della sua Gigafactory a Blyth, in una zona portuale nel Northumberland. Anche il governo di Sua Maestà supporterà il piano con, si dice, fondi per £100 milioni attraverso l’Automotive Transformation Fund, fornito dal governativo Advanced Propulsion Center. L’ATF è un programma di finanziamento pubblico che mira a creare una catena della fornitura dell’auto sostenibile nel Regno Unito e contribuire a realizzare il piano in 10 punti del governo Johnson per una rivoluzione industriale verde e la de-carbonizzazione dei trasporti. Abrdn, che dispone di asset globali e elevata capacità di investimento, possiede una partecipazione del 60% in Tritax Management, che si concentra sugli investimenti nel Regno Unito e nel settore logistico europeo. Il produttore di batterie sta costruendo una Gigafactory da 30 GWh per fasi: produrrà annualmente abbastanza celle per oltre 300.000 pacchi batterie per veicoli elettrici, equivalenti a circa il 25% dell’attuale produzione di veicoli nel Regno Unito. Secondo l’Advanced Propulsion Center il Regno Unito avrà bisogno di una capacità annua di oltre 90 GWh per automobili e furgoni elettrici entro il 2030, oltre l’11% della domanda totale europea. Britishvolt sta continuando le discussioni con clienti, case auto (tra cui dovrebbe esserci Lotus) e altre società e ha affermato che si accinge a fare una serie di annunci nelle prossime settimane.

21 gennaio: secondo gli ambienti della stampa finanziaria tedesca la startup delle citycar elettriche Next.e.GO Mobile pianifica una quotazione in borsa nella prima metà del 2022, ma non avrebbe ancora deciso tra le alternative dell’IPO convenzionale o la scorciatoia della fusione inversa con una società-veicolo, detta anche SPAC. Secondo il quotidiano Handelsblatt l’azienda dovrebbe essere valutate intorno a €1,5 miliardi e il denaro fresco sarebbe vitale per finanziare le fasi di crescita pianificate, inclusi ambiziosi piani di espansione che riguardano Messico e Bulgaria. Il presidente del consiglio di amministrazione di Next.e.GO Mobile, Ali Vezvaei, ha confermato alla testata tedesca che il momento di diventare una società pubblica ormai non è lontano. Next.e.GO Mobile non sarebbe la prima società tedesca di veicoli elettrici ad essere quotata in borsa tramite una fusione con SPAC: lo scorso novembre era toccato allo sviluppatore di auto elettro-solari con sede a Monaco Sono Motors che è entrata alla borsa della tecnologia Nasdaq, raccogliendo nuovo capitale e scongiurando una possibile insolvenza, dopo che la startup aveva già superato un primo complicato cambio di proprietà.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Britishvolt