FAW investe in Byton: un matrimonio tra un colosso e una startup

Il grande gruppo statale cinese FAW non si accontenta più dei tradizionali partner come Volkswagen, GM e Toyota e cerca idee nuove e fresche

Quando stamattina abbiamo visitato lo stand allestito in zona Brera da Byton per vedere il concept del primo SUV della loro gamma (atteso in produzione dal 2020) non avevamo idea che in Cina prima dell’alba il co-fondatore ed amministratore delegato della startup dell’auto elettrica Carsten Breitfeld fosse stato da poco protagonista di una conferenza stampa.

Mentre nell’insolitamente calda Milano della settimana del design questa e numerosissime altre marche si sono inventate eventi ed iniziative, l’agenzia Reuters rilanciava infatti l’annuncio dato da Breitfeld che il gruppo FAW investirà in Byton.

La startup cinese, ma dal feeling tedesco, riceverà un’iniezione di capitale dal più antico gruppo nazionale. L’investimento del gruppo di proprietà statale, partner di lunghissima data di Volkswagen e di lunga data per General Motors e Toyota, non è stato quantificato dall’ex-manager BMW, che ha però detto trattarsi di una quota che non consentirà a FAW di acquisirne il controllo.

La cosa che interessa a FAW, tradizionalmente un marchio considerato rigido e burocratico, è avere accesso alle tecnologie dell’auto elettrica su cui sta lavorando per dar vita ad una propria marca elettrificata che potrebbe presentarsi sul mercato coi marchi Hongqi o Bandiera Rossa (Ai manager cinesi e apparentemente anche ai clienti sembra piacere poter scegliere tra brand sempre nuovi).

Non è semplice capire, visto che è da poco che le autorità regolatrici cinesi hanno annunciato la possibilità per gruppi stranieri di avere oltre il 49% delle quote di joint venture locali abolendo una norma che durava dal 1004, se la decisione di FAW sia una delle prime reazioni cinesi per cercare di creare filiere tutte locali, facendo a meno dei partner esterni.

Se c’è chi ha sostenuto che il nuovo assetto potrebbe sfavorire in futuro le startup cinesi come NIO, Byton o WM Motor, sono però forse proprio le aziende cinesi che hanno agganci e partenariati globali ad essere più interessanti in prospettiva.

Byton non ha sedi ai quattro angoli del globo come altre aziende dell’auto, ma ad esempio nel settore della guida autonoma ha già intrecciato una collaborazione con l’americana Aurora. Al partenariato con Byton il gruppo FAW potrebbe apportare economie di scala, specie su eventuali forniture di batterie condivise.

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Presentata al CES 2017, il concept con trazione integrale ha batteria da 95 kWh, due motori da 470 CV e 710 Nm di coppia e range di 520 chilometri (credito foto: AUTO21).

Credito foto di apertura: AUTO21