Il car sharing alla prova del fuoco: il salone del mobile di Milano

In Italia crescono gli iscritti alla mobilità condivisa: con l’app Free2Move abbiamo preso il polso all’efficienza del servizio nella giornata più caotica

In Italia ormai oltre un milione di persone ha aderito a uno o più servizi di car sharing. Una quota promettente per un servizio di mobilità che ha l’ambizione di dare un contributo significativo allo snellimento del traffico nelle città in cui la diffusione più si concentra: Milano, Roma, Torino e Firenze.

Due curiosità che avevamo da tempo sulla mobilità condivisa sono anzitutto come se la cava il car sharing nei periodi di più forte domanda; la seconda curiosità concerne l’efficacia del primo aggregatore di servizi di condivisione: l’app Free2Move che anche in Italia il gruppo PSA ha introdotto da tempo.

Non ci poteva essere test migliore della caotica settimana del salone del Mobile di Milano e degli eventi del Fuori Salone per fare un piccolo esperimento ieri, con l’avvertenza che non abbiamo avuto l’ambizione di cercare evidenza statistica ma sapevamo di limitarci all’evidenza aneddotica.

Il salone vero e proprio è fuori dall’area coperta da servizi di car sharing; non così il distretto del design di Brera, dove poco dopo le nove eravamo già in attesa di entrare per vedere la Byton concept in via Palermo.

Brera, via Lovanio: tre auto di servizi car sharing in pochi metri (credito foto: AUTO21)

A quell’ora nessun problema di reperibilità: quando accendiamo Free2Move ci sono tre Smart tra cui scegliere entro cinque minuti a piedi da dove ci troviamo ed altre auto poco più in là. Andiamo in via Statuto e non troviamo subito la Smart: è invece a pochi passi in via Lovanio, questione di GPS della vettura, probabilmente.

Free2Move ci sorprende però, perché accanto alla Smart troviamo due Fiat 500 di Enjoy che sullo smartphone non erano indicate. Ma ha ragione l’app francese a non indicarceli: quella che si vede davanti alla Smart è già stata prenotata e l’altra due posti più avanti è appena stata parcheggiata ed il cliente sta scendendo.

Parcheggio in piazza Cadorna e l’auto in attesa è pure elettrica (credito foto: AUTO21)

Facciamo un altro tentativo e questa volta ci spostiamo in zona Triennale. Di fronte alla stazione Cadorna c’è un parcheggio per motocicli e quadricicli e lì c’è il veicolo più vicino, di Sharen’go. Se da qui si volesse prenotare una Smart di Car2go e una 500 Enjoy bisogna camminare per più di cinque minuti. L’orario e la giornata del venerdì della Design Week questa volta sulla reperibilità qualche effetto lo creano.

Proviamo allora ad andare fuori dal centro, per vedere come vanno le cose. Non scordiamo che molti arrivano da fuori, magari con i Freccia Rossa o gli Italo, e dalla prima stazione di Milano arrivando da sud si può abbastanza rapidamente raggiungere ad esempio la zona di via Tortona che accoglie molti eventi.

Disponibile subito fuori dalla stazione di Milano Rogoredo (credito foto: AUTO21)

Per qualcuno che arrivasse in treno verso mezzogiorno per prendere parte ad un appuntamento nel pomeriggio nessun problema di reperibilità: ci sono quattro vetture entro cinque minuti dalla stazione, altre due dall’altro lato che si affaccia sulla sede di Sky Italia. La più vicina è una 500 di Enjoy, la cui carrozzeria ancora risente delle piogge che con lo scirocco erano cariche di sabbia.

Poco prima delle 19 abbiamo anche fatto un’ulteriore verifica dall’altro lato della città rispetto a Rogoredo: al grande parcheggio scambiatore di Molino Dorino. Per un visitatore proveniente dal Piemonte, può essere comodo lasciare l’auto accanto alla tangenziale ed andare in centro con un veicolo di solito facile da parcheggiare, se proprio non si vuole prendere la metro.

(credito foto: Auto21)

A quell’ora, come indicava la schermata, nessun problema a prenotare un’auto: la più vicina era una ZD elettrica in via Appennini a due passi dalla sede Mercedes-Benz di Milano, ma anche altri servizi di car sharing offrivano alternative.

Insomma, se è fattibile usare le auto condivise senza troppe difficoltà nella settimana del Salone del Mobile di Milano, il car sharing alla prova del fuoco è parso in grado di superare l’esame. A maggior ragione lo sarà in giornate meno caotiche di quelle che aspettano il capoluogo lombardo fino a domani.

L’app Free2Move come strumento di semplificazione fa nel complesso un buon lavoro. La comodità ovviamente consiste nel poter evitare di aprire 3 o 4 app alternative prima di trovare il veicolo più vicino.

Tuttavia Free2Move non è ancora l’equivalente degli aggregatori che già esistono per comprare i biglietti aerei o prenotare gli alberghi. Se volete, non è… Trivago.

Perché una volta trovata la vostra auto (o bici) vi rinvierà, per ipotesi, all’app Enjoy: in altri termini, una volta che avete inserito nell’elenco dell’app francese username e password dei servizi a cui avete aderito, non sperate di poter lasciare password o PIN a casa. Perciò quando Free2Move vi inoltrerà su Enjoy, ripartirà la procedura completa dell’app del gruppo ENI.

C’è da sperare, ma questo evidentemente dipenderà anche dall’evoluzione dei rapporti commerciali tra le varie aziende, che Free2Move o altri aggregatori riescano un giorno a fare da portale multi-servizi. Un sogno, quello dell’unico accesso semplificato che come sappiamo nella pubblica amministrazione con lo SPID per l’identità digitale non ha avuto finora vita facile.

Ma nelle aziende private ci possono essere incentivi di popolarità delle app più semplici che lasciano qualche speranza che alla Trivago del car sharing prima o poi si possa arrivare.

Inoltre è il mercato che inizia già a semplificare per conto suo: non ci sarà da meravigliarsi se il consolidamento di DriveNow e Car2Go in un’unica società entro pochi mesi possa portare a vedere una sola icona per le due aziende sulle schermate di Free2Move…


Credito foto di apertura: AUTO21