7 giorni di novità che trasformano auto e mobilità: 13 – 19 novembre 2022

I protagonisti della settimana: Bird, BorgWarner, EMP, Geely, General Motors, Infineon, InoBat, Panasonic, Redwood Materials, Stellantis, Vale Canada, Varta, Wolfspeed

14 novembre: Infineon Technologies e Stellantis hanno firmato un nuovo accordo di programma non vincolante come primo passo verso una possibile cooperazione pluriennale nella fornitura di semiconduttori in carburo di silicio (SiC). Infineon riserverebbe la capacità produttiva e fornirebbe i chip corrispondenti ai fornitori diretti Tier 1 di Stellantis per l’uso nelle auto elettrificate nella seconda metà del decennio. Il potenziale volume di approvvigionamento e la capacità valgono oltre €1 miliardo, secondo il gruppo tedesco, che non ha specificato entro quando si attende un accordo quadro definitivo. Nello specifico sono menzionati i modelli CoolSiC Gen2p 1200 V e CoolSiC Gen2p 750 V come oggetto di interesse della trattativa. Infineon potrà contare per la produzione di metà decennio su una nuova fabbrica con tecnologia SiC a Kulim, in Malesia, che dovrebbe iniziare la produzione nel 2024; ma potrebbe esserci una produzione aggiuntiva in Germania, perché ha anche annunciato l’intenzione di costruire un nuovo impianto di chip a Dresda. Tuttavia per la decisione di investire Infineon si aspetta un adeguato finanziamento pubblico a integrazione dei €5 miliardi che graverebbero sulle sue casse: il più grande singolo investimento nella storia aziendale.

14 novembre: il produttore di batterie InoBat ha firmato una lettera di intenti col governo serbo per una fabbrica con capacità fino a 32 GWh che dovrebbe entrare in funzione nel 2025 contribuendo con una produzione annua iniziale di 4 GWh. InoBat prevederebbe di aumentare la capacità di produzione di celle dal 2025 in tranche di 4 GWh, ognuna delle quali dovrebbe costarle circa €350 milioni. Il governo serbo ha accettato di sostenerne il piano con fino a €419 milioni, comprese sovvenzioni e sgravi fiscali. L’azienda slovacca vorrebbe costruire una Gigafactory in Europa occidentale e una in Europa orientale e a ottobre aveva annunciato di aver firmato un altro accordo di programma per una fabbrica a Valladolid. Peraltro l’accordo non è vincolante e InoBat si è interessata anche ad altri possibili siti, incluso quello della travagliata Britishvolt, nel nord del Regno Unito.

14 novembre: una delle startup più note della micro-mobilità, Bird, ha dovuto ammettere con l’autorità americana di borsa di aver in passato sovrastimato i ricavi provenienti dai noleggi dei suoi monopattini elettrici condivisi per almeno due anni. Alla Securities and Exchange Commission ha in effetti confermato che da un audit dei rendiconti finanziari del 2020 e del 2021 risultavano come registrati importi ancora in mano ai clienti che li avevano precaricati ma non ancora utilizzati, e quindi quel denaro non avrebbe dovuto figurare come incasso. Tra le startup che hanno dato il via globale della micro-mobilità nel 2017, da tempo l’azienda non nuota nella liquidità e il fondatore ed ex-CEO Travis VanderZanden è anche stato da Shane Torchiana, che ha dovuto rinviare la presentazione della trimestrale dopo la scoperta del problema nei conti. A ottobre per Bird si era ritirata da tre paesi europei (Germania, Norvegia e Svezia) e da molte città in altri paesi, oltre ad avere licenziato, dall’inizio dell’anno, quasi un quarto del suo personale. A giugno inoltre, Wall Street aveva avvertito i vertici che Bird era a rischio di essere rimossa dalle contrattazioni se le sue azioni avessero continuato a essere scambiate sotto $1.

15 novembre: Il produttore tedesco di celle Varta per il momento interrompe la costruzione di una fabbrica di batterie per veicoli elettrici per motivi finanziari. In una dichiarazione ufficiale dell’azienda, le crisi globali e i conseguenti prezzi dell’energia e delle materie prime, nonché le interruzioni della produzione legate alla pandemia da parte dei clienti sono citati come i motivi. La costruzione di linee di produzione per le celle V4Drive continuerà solo dopo impegni vincolanti presi dai clienti. Per soddisfare gli ordini esistenti tuttavia l’azienda continuerà a utilizzare la linea-pilota per fornire ai clienti (tra cui Porsche) le celle previste. Nell’aprile 2021, Varta aveva presentato la cella cilindrica 21700 “V4Drive” per uso veicolare. La produzione-pilota era iniziata alla fine dell’anno e dovrebbe essere scalata alla produzione di massa entro il 2023. Secondo le stime si puntava ad almeno 2 o 3 GWh di capacità.

15 novembre: Panasonic, che aveva già un contratto per la fornitura di collettori di corrente in rame riciclato, ne stipula un altro con Redwood Materials. La società fondata dall’ex-Tesla JB Straubel le fornirà materiali catodici ad alto contenuto di nichel a partire dal 2025. L’accordo appare valere miliardi di dollari, considerato che il catodo completo può avere un valore di circa il 50% del costo della singola cella, ma i partner non hanno indicato i termini economici. Attualmente per la Gigafactory gestita in coabitazione con Tesla in Nevada, i giapponesi importano quasi tutto il materiale catodico utilizzato nella produzione di celle mentre in futuro saranno di provenienza americana e riciclati, sebbene con caratteristiche e prestazioni analoghe ai precursori originari. Nel luglio scorso Panasonic aveva dato conferma ufficiale del suo piano di costruire il secondo impianto di celle a DeSoto, Kansas, con circa €4 miliardi di investimenti previsti. Là Panasonic utilizzerà catodi ad alto contenuto di nichel forniti da Redwood, quando la produzione si metterà in moto a partire dal 2025. Redwood Materials ha oggi un organico di circa 600 persone negli Stati Uniti e stima che quel numero salirà a circa 1.500 nel momento in cui inizierà a produrre grandi quantità di materiali catodici. Entro il 2030, l’azienda prevede di produrre annualmente materiali attivi in grado di alimentare cinque milioni di veicoli elettrici.

16 novembre: il gruppo della fornitura automotive BorgWarner ha investito $500 milioni nel produttore di semiconduttori specializzati Wolfspeed e si assicura così capacità produttiva per sempre più ambiti chip in carburo di silicio (SiC) per un valore fino a $650 milioni l’anno, inoltre l’accordo è soggetto alla condizione che la domanda da BorgWarner possa aumentare a causa degli ordini dei clienti. Non ci sono dettagli sulla durata esatta dell’accordo pluriennale. Wolfspeed, che ha già nel portafoglio clienti gruppi come General Motors e Jaguar Land Rover, durante il Capital Market Day tenutosi ad ottobre aveva già annunciato un investimento del valore totale di $6,5 miliardi sull’impianto di Mohawk Valley nello stato americano della Carolina del Nord. Lì, la capacità della produzione di SiC dovrà deve essere aumentata di oltre dieci volte e il completamento della prima fase di costruzione è previsto per l’esercizio 2024. Wolfspeed e BorgWarner stanno anche esplorando una collaborazione più profonda per accelerare lo sviluppo tecnologico. BorgWarner punta a $4,5 miliardi di vendite dal settore dei veicoli elettrici entro il 2025, come parte del suo piano strategico battezzato “Charging Forward”.

17 novembre: la piattaforma elettrica SEA di Geely, che già supporta modelli a marchio cinese ma anche occidentale come Smart, è alla base del nuovo accordo di licenza sottoscritto da ElectroMobility Poland (EMP), nascente casa di veicoli elettrici sostenuta dal governo polacco che prevede di sviluppare una gamma sotto il marchio Izera. Due concept erano stati presentati a luglio 2020 e già allora si diceva che il SUV e la compatta proposte sarebbero stati realizzati sui pianali di un gruppo esterno. L’obiettivo dichiarato del progetto è stato dagli albori di sviluppare un’auto elettrica che utilizzasse il più possibile componenti di fornitori polacchi. EMP si è assicurata solo la licenza per costruire veicoli basati su SEA, ma non per acquistare componenti della piattaforma. Secondo Geely, il primo modello di Izera che utilizzerà la piattaforma Geely sarà un SUV compatto. Dopo il SUV, Izera ha piani per un’auto compatta e una station wagon. Come riportato, le auto elettriche saranno prodotte in un nuovo stabilimento a Jaworzno dal 2024. Quasi in contemporanea la marca Zeekr (una divisione Geely) al Salone Auto di Los Angeles ha presentato un prototipo del robotaxi a cui lavora insieme agli americani di Waymo e basato a sua volta sulla piattaforma elettrica SEA.

17 novembre: General Motors e Vale Canada ufficializzano un contratto col quale la seconda si impegna alla fornitura a lungo termine di solfato di nichel di qualità adeguata alle celle delle batterie di veicoli elettrici. La provenienza della materia prima dall’impianto di Bécancour, in Québec, assicura a GM la fornitura di una materia prima da un partner che rientra nella cerchia degli accordi di libero scambio degli Stati Uniti e rispetta quindi una condizione prevista per assicurare ai veicoli elettrici i sussidi federali ammessi dalla legge IRA entrata in scena la scorsa estate. Secondo i termini dell’accordo, Vale fornirà solfato di nichel a ridotta impronta di emissioni equivalente a 25.000 tonnellate l’anno; finirà nei nei catodi delle celle della joint venture Ultium per alimentare veicoli come Chevrolet Silverado EV, Blazer EV ed Equinox EV, Cadillac Lyriq, GMC Sierra EV e GMC Hummer EV. Questo nichel sarà sufficiente per circa 350.000 veicoli elettrici all’anno e le consegne dovrebbero iniziare nella seconda metà del 2026. La divisione canadese del gruppo globale leader in particolare nel minerale di ferro, aveva già stipulato un primo grande accordo per il nichel del Quebec, che aveva come controparte la svedese Northvolt, contratto sottoscritto a primavera.

Credito foto di apertura: sito web Redwood Materials