Nissan intensifica il programma di guida autonoma con la tecnologia laser Luminar

Su prototipo Nissan Skyline modificato i giapponesi testano la tecnologia di evitamento delle collisioni di nuova generazione che prevede possa raggiungere quasi tutta la sua gamma entro fine decennio

I giapponesi sono troppo bene educati per applicare un verbo come trollare, ma se non fosse proprio una casa nipponica come Nissan a fare questo annuncio in questi giorni, verrebbe da pensare che vogliano appunto trollare Elon Musk: che come noto poco tempo fa durante l’inaugurazione della Gigafactory di Austin ha anticipato che Tesla crede di poter presentare un robotaxi funzionante nel 2023. Durante la presentazione degli utili dell’ultimo trimestre lo ha confermato, e il prossimo anno ne vuol presentare la tecnologia.

Come ben sappiamo la sfuggente piena automazione si può realizzare, secondo la casa americana, con le sole telecamere a bordo e software e computer. Soprattutto, ha sottolineato Musk, senza i LiDAR: gli avveniristici sensori laser giudicati come una “stampella” superflua nati per uso in settori come la geologia e l’archeologia che hanno invece convinto moltissimi sviluppatori di sistemi ad elevata automazione, a parte Tesla.

Così non è poi sorprendente se il produttore giapponese oggi ha annunciato che sta utilizzando una versione appositamente adattata della sua berlina Skyline per mettere alla prova e configurare adeguatamente proprio i LiDAR di Luminar: gli apparati di una startup americana che nel recente passato hanno attirato anche un estremo interesse da parte dei gruppi Volvo e Mercedes-Benz per le loro future auto premium.

Nissan ha precisato che la nuova tecnologia di assistenza alla guida, attualmente in fase di sviluppo, utilizza le informazioni con dettagli di millimetrica previsione e in tempo reale sull’ambiente circostante il veicolo per migliorare notevolmente la prevenzione delle collisioni.

Ovvero configura l’uso dei sensori laser come un passo decisivo nel migliorare la sicurezza, più che guardare alla piena automazione. Non a caso, vale la pena di rimarcare, nella nota ufficiale non si fa alcun riferimento alla tassonomia SAE dei livelli di guida autonoma.

L’Autopilot di Tesla, secondo la tassonomia, va considerata una tecnologia di Livello 2: perché si attribuisce al guidatore un ruolo permanente di supervisione. Ruolo che invece in certe condizioni, a partire dal Livello 3 in su, tocca al veicolo e ai suoi sistemi anche legalmente. Come ad esempio da pochi mesi avviena sulle ammiraglie Mercedes.

Ma solo a bassa velocità e in particolare condizioni di traffico: tipicamente la classica stau, la coda sulle autostrade e tangenziali. L’ultima versione in commercio del ProPilot di Nissan è già utilizzabile per la guida senza mani dove le condizioni lo consentono, ma solo in pochi mercati finora.

Nissan in un proprio centro ricerche sta utilizzando un veicolo di prova nel quale i sensori sono stati integrati per non pregiudicare troppo aerodinamica ed estetica, per dimostrare e sviluppare questa tecnologia. La convinzione è che il sistema di guida autonoma “Ground Truth Perception” integrato nel ProPilot Nissan di nuova generazione fornisca informazioni estremamente accurate e in tempo reale sull’ambiente circostante il veicolo per migliorare notevolmente la prevenzione delle collisioni.

La riduzione delle dimensioni, rispetto al passato, di sensori laser come quelli prodotti da Luminar consente ora ai progettisti Nissan di integrarli meglio nella carrozzeria (credito foto: ufficio stampa Nissan Motor Global)

Fa ricorso a una batteria di telecamere, di radar e sensori tridimensionali laser per determinare la forma e la distanza degli oggetti attorno al veicolo, nonché la topografia e il terreno circostanti, in modo che l’auto possa giudicare ed eseguire automaticamente le necessarie operazioni di prevenzione delle collisioni.

Grazie a questa funzionalità, i veicoli Nissan saranno anche in grado di cambiare corsia automaticamente per evitare veicoli fermi o altri ostacoli e possono fornire dati di navigazione dettagliati in aree con scarso segnale, con la possibilità di scambiare informazioni su pericoli con altri veicoli connessi.

Mentre Luminar ha gestito l’integrazione dei sensori laser nel prototipo del veicolo Nissan, lo sviluppatore di simulatori californiano Applied Intuition ha esplorato virtualmente una serie di possibili situazioni pericolose, creando multipli scenari di addestramento.

Nissan mira a completare lo sviluppo del sistema Ground Truth Perception entro la metà di questo decennio, destinandolo per primo su alcuni selezionati nuovi modelli, magari anche del marchio premium Infiniti, prima di implementarlo “virtualmente” nell’intera gamma entro il 2030, anno cui mira il business plan denominato Nissan Ambition 2030.

Si tratta di circa sei anni più tardi di quanto Tesla prometta di fare col suo robotaxi, ammesso che riesca a mantenere la tabella di marcia, ma i giapponesi non sembrano intimiditi da questo divario. Nissan non ha finora precisato cosa ha intenzione di fare riguardo al lancio di un veicolo a guida completamente autonoma. Peraltro sostiene programmi di sviluppo della tecnologia con startup in Cina e anche in Europa supporta un progetto di mobilità autonoma con sede a Londra chiamato ServCity, dove si sta testando un robotaxi Nissan Leaf a guida autonoma per le strade della metropoli inglese.

In vista del lancio di sistemi che migliorino la sicurezza invece, Nissan cercherà di migliorare la portata, la funzionalità e i costi del suo hardware, incluso quello dei partner come Luminar; il capo della ricerca e sviluppo Takao Asami ha anche notato che il margine di tempo consentirà di dimostrare alle autorità globali come una tecnologia come questa può essere utilizzata su strade pubbliche.

In Europa e in Cina solo con molta circospezione si consente quella guida a mani libere che invece in America ha debuttato con il Supercruise sulle berline Cadillac ormai cinque anni fa. Nissan, come altre case intenzionate a proporla, pensa di poter offrire dati che spieghino come il sistema sia ormai abbastanza sicuro da revisionare la regolamentazione per consentire tali sistemi in strada.

Al di là delle migliori implicazioni sulla sicurezza della sua nuova tecnologia, a Yokohama sperano che queste prove giocheranno un ruolo fondamentale nel contribuire a promuovere e “democratizzare” la tecnologia necessaria per produrre auto a guida autonoma. Se l’industria è consapevole dell’utilità di dispositivi come quelli prodotti da Luminar e dalle aziende rivali, molti più attori inizieranno ad adottare quel tipo di sistema e i fornitori saranno più motivati ​​a sviluppare e ridurre i costi, sono convinti i vertici Nissan.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Nissan Motor Global