BUSINESS

7 giorni di business nella mobilità: 28 gennaio – 3 febbraio 2023

Protagonisti della settimana: Ampere, AMTE Power, Aptiv, BAIC, CATL, Didi, Evergrande China, Geely, Hyundai, Lionvolt, Motional, Polestar, Renault, Volvo

29 gennaio: Il gigante cinese delle batterie elettriche Contemporary Amperex Technology e la società del ride hailing Didi hanno costituito una joint venture per lo scambio rapido di batterie. L’azienda farà affidamento sui vantaggi tecnici e sulle capacità operative delle due società per fornire servizi di scambio di batterie ai veicoli a nuova energia per il mercato dei taxi privati. Inoltre, CATL ha unito le forze con l’unità Orange Energy di Didi per promuovere la cooperazione nei settori dello stoccaggio integrato e della ricarica. La cooperazione con Didi è un importante fattore nel campo dell’infrastruttura delle batterie, ha affermato CATL, osservando che i partner apriranno rapidamente stazioni di scambio di batterie, promuoveranno modelli di auto adatti al cambio di batterie e miglioreranno l’uso delle risorse e l’efficienza delle operazioni. CATL si concentra sullo scambio di batterie per le auto da lavoro. Nel gennaio 2022, l’azienda ha varato il marchio di scambio rapido delle batterie Evogo e gli attrezzi per il battery swap: Choco-SEB (un blocco simile a una tavoletta di cioccolato che può essere utilizzato nei veicoli passeggeri e commerciali), stazioni di sostituzione rapida della batteria e un’app. Choco-SEB ha una capacità di 26,5 kWh e un’autonomia media di circa 200 chilometri. Lo scorso settembre Evogo ha aperto la sua prima stazione di servizio pubblico per lo scambio di batterie, gestita congiuntamente col gigante cinese dei servizi on-demand Meituan.

29 gennaio: un tribunale di Hong Kong ordina la liquidazione di China Evergrande a lungo il più grande e potente gruppo immobiliare cinese ed il più indebitato al mondo, a seguito di un tentativo fallito di ristrutturare $300 miliardi dovuti a banche e obbligazionisti. La mancanza di progressi da parte della società, che non aveva presentato una proposta di ristrutturazione praticabile, ha portato all’insolvenza di China Evergrande Group, il più grande tra le dozzine di sviluppatori cinesi che sono crollati dal 2020 sotto la pressione ufficiale per frenare l’aumento del debito che il Partito Comunista al potere vede come una minaccia al rallentamento della crescita economica. Le autorità di regolamentazione hanno affermato che i rischi derivanti dal fallimento di Evergrande possono essere contenuti. I documenti del tribunale hanno mostrato che Evergrande deve circa $25,4 miliardi a creditori stranieri, le sue attività totali di circa $240 miliardi sono sminuite dalle sue passività totali: circa il 90% dell’attività di Evergrande si trova nella Cina continentale. Il suo presidente, Hui Ka Yan, noto anche come Xu Jiayin, è stato arrestato per sospetti reati alla fine di settembre, complicando ulteriormente gli sforzi dell’azienda per riprendersi. Uno dei due liquidatori nominati dal tribunale dalla società di servizi globali Alvarez & Marsal, ha affermato che la priorità è quella di garantire che “la maggior parte possibile dell’attività sia mantenuta, ristrutturata e rimanga operativa”. L’ordine riguarda solo l’unità China Evergrande quotata a Hong Kong e le unità nazionali ed estere del gruppo sono entità legali indipendenti, ma il destino dell’unità più importante sembra mettere la parola fine alle speranze di rilancio dell’unità automobilistica. Lanciata con grandi ambizioni, finora non è riuscita a inserire in modo plausibile il suo marchio Hengchi (visibile nella foto di apertura il suo modello 5) in un mercato sempre più competitivo e spietato con chi non ha fondi solidi alle spalle.

29 gennaio: Hyundai rilancia sulla presenza in Cina mediante una partnership con Beijing Motor Corp. (BAIC) che lancerà un nuovo marchio di veicoli elettrici studiato appositamente per il più grande mercato globale, scommettendo sui veicoli elettrici per ripristinare il passato e sbiadito successo del gruppo coreano. La mossa arriva dopo che il piano dei due partner di produrre i veicoli elettrici Arcfox della casa automobilistica cinese nella loro fabbrica a Pechino è fallito a causa di una grande disparità in termini finanziari. Invece, il colosso automobilistico sudcoreano ha deciso di lanciare un nuovo marchio di veicoli elettrici solo per la Cina dalla sua joint venture con BAIC con il nome in codice OE RE. Questo fa parte della precedente offerta di Beijing Hyundai Motor annunciata nel giugno dello scorso anno per lanciare fino a cinque modelli di veicoli elettrici in Cina in tre anni. Il settore auto si chiede se il nuovo progetto di veicoli elettrici della Hyundai di Pechino aiuterà il colosso automobilistico coreano a ripristinare la sua quota di mercato in Cina. La sua produzione locale annuale nel mercato cinese aveva raggiunto il picco di 1,6 milioni di unità nel 2017, crollando a circa 250.000 auto da quando Pechino aveva reagito contro l’industria coreana in risposta allo spiegamento di Seoul di un sistema antimissile americano chiamato Terminal High Altitude Area Defense systemsa (THAAD). Da allora Hyundai ha anche svenduto una fabbrica a Chongqing per 1,62 miliardi di yuan ($225,2 milioni), meno della metà della cifra inizialmente richiesta , come parte degli sforzi per razionalizzare le attività in Cina.

29 gennaio: l’amministratore delegato Renault Luca de Meo deve mandare in archivio il progetto di IPO della divisione Ampere, creata per occuparsi “in modo nativo” di auto elettrica e software. L’offerta pubblica iniziale di Ampere era attesa come uno degli IPO maggiori del 2024, alla ricerca di €10 miliardi, quasi la capitalizzazione della casa madre Renault. Un ingresso in borsa di dimensioni così rilevanti peraltro cadeva dopo un 2023 che è stato il peggior anno in un decennio per gli IPO, coincidendo con la fase peggiore degli effetti dei rialzi dei tassi da parte delle maggiori banche centrali occidentali. La reazione iniziale dei mercati alla notizia è stata favorevole. De Meo intendeva presentarsi agli investitori con la strategia chiara di distinguere tra comune (o vecchio) business della divisione battezzata Horse e nuovo business appunto racchiuso in Ampere, a cui sono state già allocate risorse e anche fabbriche, tutte nel Nord della Francia. Il gruppo francese conferma che“continuerà a finanziare lo sviluppo di Ampere fino a raggiungere il suo breakeven finanziario nel 2025″. Inoltre tutti gli obiettivi annunciati nel Capital Market Day di Ampere, che si muove come unità indipendente dal novembre 2023, sono confermati.

30 gennaio: il gruppo olandese Lionvolt ha rilevato la capacità produttiva di celle AMTE Power nel sito industriale a Thurso. Il produttore scozzese di batterie è entrato in amministrazione controllata a inizio gennaio a seguito di difficoltà finanziarie. A dicembre 2023 AMTE Power aveva già preso in considerazione l’idea di entrare in amministrazione controllata. La crescente pressione alla fine ha costretto l’azienda alla via d’uscita in tribunale e il 19 gennaio sono stati nominati degli amministratori, che hanno venduto l’impianto di produzione di Thurso a LionVolt. Il sito è ora in fase di conversione alla produzione di celle da parte di LionVolt. L’azienda intende produrre batterie con elettroliti allo stato solido con la sua architettura di elettrodi 3D sulla linea di produzione esistente. LionVolt spera che ciò consentirà alla tecnologia di raggiungere il mercato più velocemente. Si prevede che l’acquisizione salverà 20 posti di lavoro nel sito produttivo.

1 febbraio: il gruppo automobilistico cinese Geely si muove per rilevare il sostegno finanziario alla startup dell’auto elettrica Polestar da Volvo Cars, che pure aveva appena presentato una trimestrale con conti da record. Geely come noto possiede anche una quota di maggioranza in Volvo, che ha gestito Polestar come un marchio spin-off di veicoli elettrici luxury e sportivi ma con tecnologia e stile simile alla casa di origine. La decisione Volvo di sospendere gli investimenti su Polestar fa seguito ai risultati 2023, con Polestar che ha mancato un obiettivo di consegne annuali che era già stato più volte rivisto al ribasso. Adesso Polestar ha bisogno di altri $1,3 miliardi di finanziamenti prima di raggiungere il punto di pareggio nel 2025. Le sue azioni sono scese dell’87% dal suo debutto sui mercati avvenuto nel giugno 2022, limitando la sua capacità di raccogliere nuovo capitale. Il numero uno Geely Li Shufu mirava ad espandere le esportazioni dalla Cina e ottenere economie di scala tra i suoi marchi, che includono prestigiose case occidentali come Volvo e Lotus, ma anche alla portata di tutti come Smart. Col pieno controllo di Polestar, Geely potrebbe razionalizzare gli investimenti e la condivisione della tecnologia, dicono gli analisti. Polestar ha accolto con favore il sostegno finanziario di Geely in una nota ufficiale. Geely ha dichiarato che “continuerà a fornire pieno supporto operativo e finanziario” a Polestar in futuro e questo non richiederà una riduzione della partecipazione attuale in Volvo Cars.

1 febbraio: Aptiv ha deciso di ridurre in modo significativo la sua partecipazione in Motional, una joint venture tecnologica sulla guida autonoma avviata con Hyundai Motor Group e non inietterà ulteriore capitale nell’impresa in perdita. Lo ha confermato Kevin Clark, presidente e amministratore delegato di Aptive, alla testata TechCrunch per gli alti costi relativi alla fornitura della tecnologia principalmente, all’interno e attorno all’hardware, che lo rendono davvero impegnativo dal punto di vista dell’adozione nel mercato della mobilità on-demand. Secondo TechCrunch i tempi esatti della riduzione della partecipazione non sono ancora noti. Aptive e Hyundai hanno investito $2 miliardi ciascuno in Motional per avviare l’impresa paritaria nel 2019. Motional gestisce un servizio di taxi con veicoli ad elevata automazione a Las Vegas appoggiandosi a piattaforme di ride hailing come Uber, Lyft e Via, con supervisori umani a bordo. Però Motional ha rinviato il lancio di un servizio commerciale del robotaxi Ioniq negli Stati Uniti da fine 2023 al 2024. Con perdite di $750 milioni, si ritiene che Motional abbia richiesto un’ulteriore iniezione di capitale ad Aptive e Hyundai Motor Group nel primo semestre di quest’anno. Ora che Aptive ha deciso di interrompere il sostegno, Hyundai Motor Group potrebbe aver bisogno di più tempo prima di decidere se accettare la richiesta di Motional di fondi freschi. Le tre unità di Hyundai Motor Group (Hyundai Motor, Kia Corp. e Hyundai Mobis) possiedono insieme una partecipazione del 50% in Motional.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Auto Shanghai 2021 via Newspress UK