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Margine in calo per Tesla nel terzo trimestre 2023

Tesla svela un margine operativo del 7,6% rispetto al ricco 17,2% dello stesso periodo 2022, con “guerra dei prezzi” ed economia globale a fare da freno

Gli utili Tesla comunicati con la trimestrale ieri sera alle dieci (ora italiana), quando Wall Street ha chiuso le contrattazioni, hanno riservato agli azionisti 66 centesimi di dollaro per ogni titolo quotato, rispetto alla media delle previsioni che si aspettava 73 centesimi per il terzo trimestre 2023.

Nei sondaggi effettuati dalla società di consulenza specializzata LSEG (che fino a poche settimane fa si chiamava Refinitiv) il fatturato atteso era di $24,1 miliardi e Tesla non è andata troppo lontana con $23,35 miliardi, ritornando al livello del primo trimestre del 2023 dopo il record di ricavi del secondo.

Di quei ricavi la maggior parte, $19,63, è ancora una volta da attribuire al settore auto, che ha festeggiato nel periodo alle spalle momenti come la milionesima Model Y prodotta (visibile nella foto di apertura).

Da segnalare anche che i crediti da compensazioni sulle emissioni che la casa di Elon Musk vende ad altri gruppi auto nel bilancio sono risaliti a $554 milioni rispetto ai $282 del trimestre precedente. Come i margini operativi 2023, su base annua sono scesi anche gli utili per azione, che nel terzo trimestre 2022 erano di $1,05 su $21,45 miliardi di ricavi.

Il reddito netto GAAP è stato di $1,85 miliardi ovvero $0,53 ad azione e il profitto lordo è sceso del 22% su base annuale. A pesare sono stati ovviamente la “guerra dei prezzi” partita dal mercato cinese ed allargatasi a macchia d’olio, ma anche lo stop alla produzione per adeguare gli impianti a veicoli in via di aggiornamento come Model 3 prima e a seguire anche Model Y, il che ha pesato sulle consegne scese del 7%.

Ma ci sono anche grandi variazioni nelle spese per ricerca e sviluppo , salite dai $733 milioni del 2022 ai $1,16 miliardi del trimestre passato con importanti sforzi nell’intelligenza artificiale, in particolare per far finalmente prosperare la guida autonoma ma anche il progetto del robot Optimus.

Durante la call con gli analisti svoltasi in piena notte (per il nostro meridiano) Elon Musk ha in qualche misura dato pochi motivi di immediato ottimismo esprimendo la volontà dell’azienda di concentrarsi su veicoli più accessibili a un maggior numero di automobilisti in un contesto di elevati tassi di interesse che sembrano destinati a non sparire a breve termine.

Una intenzione motivata anche dalla crescente concorrenza cinese nei segmenti citycar e compatte in cui Tesla è assente ma a cui appare guardare con interesse, e che sembra diventata una necessità dopo che Stellantis ne ha appena dimostrato la percorribilità anche per i costruttori occidentali, presentando la sua nuova Citroën E-C3.

Musk non ha dato prospettive ottimistiche nemmeno per l’atteso Cybertruck, riguardo al quale ha detto che non potrà contribuire positivamente al cash flow Tesla per almeno una anno o un anno e mezzo dall’avvio della più volte rinviata produzione.

Una produzione che ora è arrivata alla fase pre-serie, con le prime consegne alla clientela previste per il 30 novembre dalla fabbrica in Texas. La produzione a regime di Austin sarà di 125.000 o più esemplari e per il veicolo è stata ufficialmente confermata l’architettura a 800V.

Credito foto di apertura: slide da presentazione Tesla agli investitori