L’elettrizzante dozzina: le Gigafactory in America sono una manna per i coreani

Con la scelta dell’Indiana per produrre celle Samsung SDI destinate a Stellantis, salgono a 11 le fabbriche americane di gruppi coreani: 12 inclusa quella che si installerà nel vicino Canada

Le difficoltà tra Washington e Pechino esistenti in molti ambiti si stanno da mesi traducendo in un incentivo per l’economia reale americana a cercare alternative alla collaborazione con partner cinesi. Questo, nel settore strategico delle batterie, si sta trasformando in una vera manna per i concorrenti e in particolare per quelli della Corea del Sud che stanno creando una rete di partenariati sempre più fitta che ormai sta coprendo tutta la base produttiva automotive americana.

Si tratta di una sorta di iniezione di fiducia per l’economia americana visto che inserire capacità aggiuntiva per un totale di 320 GWh complessivi, sommando i piani di LG Energy Solution, SK On e Samsung SDI, secondo i calcoli dell’agenzia Reuters comporterà per i bilanci dei gruppi coreani investimenti per oltre $13 miliardi, senza contare quelli sborsati dai partner, in base ai progetti rispettivamente GM, Ford e Stellantis.

A oggi siamo arrivati a 11 fabbriche di batterie negli States e a 12 se guardiamo al Nord America, Canada incluso. Il caso più recente è quello di Stellantis e Samsung SDI che hanno annunciato di avere sottoscritto accordi vincolanti e definitivi per la realizzazione di un impianto di produzione di batterie per veicoli elettrici a Kokomo, negli Stati Uniti.

L’impianto dell’Indiana di Stellantis e coreani dovrebbe diventare operativo nel 2025 ed avrà una capacità produttiva annuale iniziale di 23 GWh, con l’obiettivo di farlo scalare fino a 33 GWh negli anni successivi, un livello che in America è analogo a quello della Gigafactory di Tesla e Panasonic in Nevada. Questa joint venture precisa la nota ufficiale, investirà oltre $2,5 miliardi e creerà circa 1.400 nuovi posti di lavoro a Kokomo e nelle aree limitrofe.

L’investimento potrebbe aumentare gradualmente fino a raggiungere $3,1 miliardi. Il nuovo stabilimento fornirà moduli batteria per una serie di veicoli prodotti negli impianti di assemblaggio nordamericani di Stellantis. L’inizio delle attività di costruzione dello stabilimento è previsto entro fine 2022 e le operazioni di produzione partiranno nel primo trimestre del 2025.

Quella in Indiana, uno stato che è alle soglie del mondo automotive nordamericano, porta a cinque le sedi stabilite per Gigafactory che rientrano nella strategia di elettrificazione del piano Dare Forward 2030 tracciato da Carlos Tavares.

Come noto gli altri siti sono tre in Europa (Douvrin, Kaiserslautern e Termoli in partenariato con ACC, a cui partecipano anche i gruppi TotalEnergies e Mercedes-Benz) e uno in Canada nello stato dell’Ontario dall’altro lato del fiume Detroit per un progetto condiviso con LG Energy Solution.

Da poche ore è ufficiale anche la sede della prima Gigafactory negli Stati Uniti, deludendo però il Michigan che sperava di attirare il gruppo con sede ad Amsterdam. Nella Gigafactory dell’Indiana, Samsung SDI applicherà la tecnologia PRiMX ad elevata percentuale di nichel alla produzione di celle e moduli per batterie per il mercato d’America che i coreani hanno lanciato per la prima volta come tecnologie premium per le batterie al CES di Las Vegas dello scorso gennaio.

Con la definizione di Kokomo come sito produttivo, le tre principali società coreane di batterie sono coinvolte in un totale di 11 impianti di batterie, per lo più joint venture con aziende automobilistiche americane, da costruire negli Stati Uniti entro il 2026.

LG Energy Solution, il gruppo dalla più antica storia di collaborazioni coi Big3 di Detroit, è ormai arrivata a un totale di sei basi produttive di celle negli Stati Uniti da aprire entro il 2026. Non ci sono dubbi che, dei tre produttori di batterie coreani, si tratti del più attivo nell’espandere la capacità delle Gigafactory di batterie in America, piani per cui nella primavera del 2021 aveva deciso di allocare $4,5 miliardi per gli investimenti nella regione, cifra che nel tempo sarà ampliata.

LG Energy Solution come noto è co-fondatore di Ultium Cells, la joint venture che produce batterie per veicoli elettrici con General Motors e dà il nome anche alla piattaforma elettrica che supporta molti modelli americani, dal GMC Hummer EV alla Cadillac Lyriq, per citare primo ed ultimo in ordine di apparizione.

Ultium Cells sta da diverso tempo costruendo il primo impianto (capacità 35 GWh od oltre) in Ohio e il secondo impianto (35 GWh o più) in Tennessee. Il terzo impianto (oltre 50 GWh) è previsto per la produzione di massa di batterie in Michigan nel 2025, a Lansing. La discussione sul quarto impianto previsto dovrebbe perfezionarsi in modo concreto entro quest’anno.

Se gli impianti Ultium sono finalizzati a fornire veicoli elettrici GM di celle pouch con catodi dalla chimica NMCA, LG Energy Solution sta inoltre costruendo in modo indipendente da GM un impianto che produrrà celle cilindriche in Arizona.

È anche in procinto di espandere il proprio stabilimento nel Michigan ad Holland, il primo dell’elenco, nato per fornire Chevrolet Volt e Bolt. In questo caso, secondo stampa locale e quella specializzata coreana, in questo polo nasceranno celle a base ferrosa LFP.

Il secondo gruppo coreano per volumi, SK On, prevede di costruire un totale di quattro impianti di batterie negli Stati Uniti. La società sta costruendo impianti con una capacità totale di 129 GWh di celle pouch in Kentucky e Tennessee attraverso Blue Oval SK, la joint venture avviata con Ford. Sono previsti in azione nel 2025.

Inoltre, SK On sta costruendo da tempo il suo primo e secondo impianto in Georgia. Sta già investendo 3 trilioni di won nei due impianti. Poiché la settimana scorsa Hyundai Motor Group ha ufficialmente confermato investimenti con cui costruire basi di produzione di veicoli elettrici nello stato del Sud, nella contea di Bryant, non lontano da Savannah, ci sono elevate attese che la sinergia tra SK On e Hyundai si trasformi in una ennesima Gigafactory di batterie.

Credito foto di apertura: ufficio stampa General Motors