Il gruppo Renault batte ancora il 5

Luca de Meo traccia il piano strategico per far volare il suo gruppo, con una ricetta fatta di elettrificazione, software, innovazione per cui Renault si sta già attrezzando

Ci vorranno cinque anni per superare i margini operativi pre-Covid-19 secondo Renault, che mira a conseguire un livello di oltre il 5% nel 2025 con una tappa intermedia del 3% nel 2023, rispetto al 4,8% del 2019. Per arrivare a questi traguardi il gruppo transalpino diretto da Luca de Meo si prefigge di aggiungere ai risparmi previsti nel piano di ristrutturazione varato lo scorso anno altri €500 milioni portandoli a €2,5 miliardi.

La strada come già indicato passa da risparmi già avviati e che hanno iniziato a produrre i loro effetti e da una riduzione della produzione a 3,1 milioni di veicoli nel 2025, ma veicoli con migliori margini degli attuali. A monte quei veicoli passeranno attraverso una razionalizzazione della produzione e della progettazione già in corso a cui si accompagnerà uno sfoltimento delle piattaforme (80% del volume affidato alle piattaforme dell’Alleanza CMF-B/EV, CMF-CD e CMF-EV) e dei powertrain disponibili a quattro sole “famiglie”.

Nella gamma, ha affermato Luca de Meo, i veicoli elettrici avranno migliori margini di profitto di quelli convenzionali. Un traguardo che è già realtà oggi nel confronto del margine di Zoe e Clio e che per una casa generalista rappresenta un notevole successo. E in futuro anche una necessità, considerato che su 24 nuovi lanci del gruppo entro il 2025 (14 dei quali col marchio Renault) e oltre 10 saranno al 100% elettrici.

Parte della spiegazione di questa prospettiva ottimistica è nel fatto che la tecnologia che li accompagnerà è essenzialmente disponibile ora, il che consentirà di limare i costi di ricerca e sviluppo e di spese in conto capitale dal 10% all’8% nel 2025. Non che il gruppo Renault abbia intenzione di allontanarsi dai trend della nuova tecnologia per risparmiare, anzi.

La prossima Mégane 100% elettrica su cui i francesi per tornare a essere protagonisti nel segmento C sarà la prima auto completamente integrata coi servizi connessi sviluppati da Google. Un asset a cui corrisponderà un maggiore impegno nel lato digitale con la creazione di Software République, iniziativa che spazia dalla gestione dei dati della mobilità connessa alla sicurezza informatica a cui parteciperanno partner come Dassault Systèmes e ST Microeletronics, e che avrà un ruolo influente nella digitalizzazione dei futuri veicoli Renault.

De Meo e i suoi ingegneri hanno anche lavorato sulle prospettive riguardanti la propulsione a zero emissioni locali, visto che all’alleanza con l’americana Power Plug resa nota nei giorni scorsi, il manager italiano ha confermato tre assolute novità: anzitutto svelando la Nuova Renault 5 tutta elettrica, che sarà costruita sulla piattaforma CMF-B e di cui pochi minuti dopo la diffusione delle prime immagini il sito francese L’Argus anticipava già prezzi abbordabilissimi (a partire da €20.000).

Ma de Meo ha anche chiarito che Renault intende seguire l’esempio di General Motors e Volkswagen iniziando a costruire celle per i pacchi batteria dei propri veicoli insieme a partner di settore, in quel caso LG Energy Solution e Northvolt. Per Renault c’è all’orizzonte un Electro Pole nel nord della Francia, che probabilmente sostituirà in un attuale sito la produzione futura di auto come abbiamo vista destinata a contrarsi.

Considerato che LG è già fornitore Renault verrebbe da pensare che con l’Electro Pole si possa vedere una replica della joint venture Ultium Cells che equipaggerà i prossimi Hummer, Lyriq & C. Ma de Meo ha sottolineato inoltre che le batterie del gruppo avranno sia celle con chimica NMC (quella delle Zoe) che meno costose LFP (il che fa pensare che stia parlando delle Dacia Spring costruite in Cina). Come nel caso Tesla Model 3 la differenziazione delle celle serve anche a ritagliare prezzi diversi e questo contribuirebbe a spiegare come il margine possa in futuro essere così promettente per le elettriche pure.

Ma non è solo dall’auto (sulla marca sportiva di avanguardia e in futuro solo elettrica Alpine torneremo molto presto) che i ricavi del gruppo proverranno nel prossimo futuro, visto che in occasione dell’evento online Renaulution di questa mattina è stato confermato lo status di brand di Mobilize, che appena nato è già avviato a quattro “fidanzamenti”: col SUV elettrico da città Dacia Spring, con l’erede del Twizy, con una berlina adatta all’uso da servizio taxi e con un furgone per necessità “da ultimo miglio”.

Mobilize sarà protagonista in modo crescente a partire dal 2025, quando diventerà dominante dopo resurrezione e rinnovamento la terza fase del piano strategico: révolution, che spingerà sempre più il gruppo di Boulogne-Billancourt verso un ruolo di protagonista nella catena del valore della nuova mobilità.  

Da questa divisione nel 2030 dovranno provenire il 20% dei ricavi dell’intero gruppo, attraverso settori della mobilità quali come il car sharing ed il ride hailing (anche con veicoli su misura), accanto ai quali aumenterà la rilevanza di canali come il commercio dei dati e quello di energia, che sempre più spesso sarà un contratto proposto dalla rete vendita di ogni casa auto accanto al contratto di acquisto.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Renault Italia