Con l’elettrico ad Alpine non fa paura il buio

La marca nata a Dieppe diventerà l’hub sportivo e di avanguardia di tutto il gruppo Renault, non solo grazie all’ibrido nelle competizioni ma attraverso una ampia presenza nel mercato al 100% elettrico

Da oggi è quindi ufficiale: Alpine sarà un marchio al 100% elettrico. E la cosa più bella del futuro della marca di Dieppe è che sarà elettrica perché elettrico è progresso, perché elettrico è avant-garde, parola che sarà la cifra della casa fondata da Jean Rédelé e che non ha bisogno di traduzione.

Nell’ottica della razionalizzazione del gruppo ad Alpine faranno capo oltre alle attività attuali di Dieppe anche i reparti Renault Sport e la divisione impegnata nella Formula 1, che si rivelerà sempre più importante non solo come strumento di marketing ma anche come fonte di know-how di frontiera e a rapida commercializzazione, un asset particolarmente importante in un’era in cui sono preziosi i dati e la capacità di maneggiarli attraverso simulazioni e programmi di intelligenza artificiale

La 64.ima slide della presentazione del piano strategico Renaulution aveva anche molto da dire su quello che offrirà un garage tutto-Alpine. Un’auto elettrica sportiva compatta, quello che potrebbe essere una Renault 5 Turbo del terzo millennio, un crossover elettrico ma con un contenuto di performance con poca concorrenza sul mercato e un’auto per il fine settimana, che potrebbe voler dire sia una sportiva a zero emissioni per divertirsi su strade… alpine, sia perfino un mezzo da usare nei popolari (fino alla pandemia) track days che portano i clienti in pista con auto stradali.

La sportiva compatta in altri termini nascerà sulla piattaforma CMF-B dell’Alleanza franco-nipponica, il crossover elettrico dalla piattaforma CMF-EV e infine l’erede del classico di casa, A110, nascerà a sua volta dalla collaborazione a sorpresa con Lotus. Un sodalizio che come Alpine ha un passato luminoso: Lotus-Renault è stato tra l’altro il primo strumento di lavoro vittorioso di Ayrton Senna in Formula 1.

Ma la nostalgia si ferma qui, visto che con la collaborazione che si apre con Lotus certamente non si guarda a riscoprire archivi e merchandising ma a ottenere risultati concreti con costi accettabili. Qui ad attirare una Alpine impegnata a creare un nuovo modello sportivo ed elettrico di vertice, crediamo che più che l’esperienza Lotus nello sviluppo della nuova halo elettrica Evija da 130 esemplari sia un altro il motivo di interesse.

Ovvero in prospettiva la possibilità della casa britannica di contare su una piattaforma modulare flessibile particolarmente indicata per le auto elettriche come la nuova SEA lanciata lo scorso anno dalla capogruppo cinese Geely.

Una versione di questa piattaforma potrebbe diventare il pianale di riferimento di modelli ultra-sportivi da numeri sostanziali e non esclusiva di collezionisti per i marchi del gruppo cinese Lotus e Polestar, ma anche per Alpine, migliorando le prospettive di redditività di tutti i partecipanti allo sviluppo di progetti condivisi. Una redditività a cui la divisione Alpine prefigura di ritornare nel 2025, costi delle competizioni in Formula 1 (e a Le Mans) compresi.

Credito immagine di apertura: slide da presentazione Renaulution, gruppo Renault