MATERIE PRIME

Accordo a sorpresa tra aziende di Cina e Marocco sui materiali per le batterie LFP

Nel paese del Nord Africa il gruppo dei precursori per batterie e delle materie prime CNGR Advanced Material trova un alleato nella famiglia reale: così accorcerà molto la filiera per le auto elettriche del mercato occidentale

Due bandierine sul tavolo alla cerimonia della firma: quella della Repubblica Popolare Cinese e quella del Marocco. La foto che accompagna la notizia è indicativa dell’espansione e degli aspetti inconsueti che è destinata ad assumere la filiera delle batterie in un mercato globale che si contrae (o per meglio dire si regionalizza) e allo stesso tempo cresce.

Ma occorre anzitutto identificare i protagonisti della notizia: CNGR Advanced Material, produttore cinese di precursori per materiali catodici attivi per batterie agli ioni di litio e il fondo di investimento marocchino Al Mada, che fa capo alla famiglia regnante.

I cinesi prevedono di costruire un impianto di produzione e riciclo di materiali per batterie in Marocco con una partnership tradottasi in una joint venture che mira a produrre precursori per celle ternarie nonché per celle litio ferro fosfato (LFP) e a riciclare la massa nera dalle batterie usate.

L’inizio della costruzione dell’impianto nella località di Jorf Lasfar è previsto già quest’anno, mentre il via alla produzione con crescita graduale della capacità ha per obiettivo il quarto trimestre del 2024. La capacità annuale prevista include materiale per le batterie di oltre un milione di veicoli elettrici, con 120.000 tonnellate annue destinate ai precursori CAM, 60.000 tonnellate per celle a base ferrosa e 30.000 tonnellate per il riciclo della massa nera.

L’aspetto finanziario dell’accordo prevede che CNGR Morocco New Energy, controllata di CNGR, detenga una quota di maggioranza del 50,03% nella joint venture, mentre la controllata di Al Mada NGI acquisisce il 49,97%. Secondo Bloomberg l’investimento a Jorf Lasfar dei due partner richiederà capitali per $2 miliardi.

Un investimento di questa entità fa di questo polo industriale il più grande collegato alla filiera della mobilità elettrica in Marocco, dopo la Gigafactory approvata dal produttore cinese (partecipato da Volkswagen) Gotion High-tech, che lo scorso maggio ha deciso di investire nel paese dell’Atlante $6,3 miliardi.

La nuova società sino-marocchina è attualmente in trattative con OCP, azienda del paese nordafricano leader nel settore delle forniture di fosfati e fertilizzanti, per ottenere sali di fosfato di altissima qualità per la produzione di precursori per celle LFP e con catodi ternari. Il Marocco è uno dei principali produttori mondiali di sali di fosfato: le riserve del paese rappresentano il 71% delle riserve mondiali.

I due aspetti interessanti di questo nuovo investimento per quanto riguarda CNGR, che come ricorda il sito finanziario Yicai Global ha già Tesla ed LG Chem nell’elenco dei clienti riguardano da un lato accorciare la filiera regionale e dall’altro diversificare la catena della fornitura.

Dal punto di vista della filiera delle batterie infatti per i cinesi la produzione in Nord Africa rappresenta un estremo taglio alle distanze percorse dai materiali nell’avvicinarsi alle Gigafactory d’Europa. E come sappiamo oltre alla futura possibilità di dazi su auto elettriche cinesi per contrastare politiche di dumping, anche l’accesso ai bonus all’acquisto potrà essere legato all’impronta di emissioni che produrre batterie richiede.

Costruire le celle, ci ricordano i bonus all’acquisto francesi che entreranno in vigore a inizio 2024, produce emissioni e se si avvicina la produzione all’Europa (come sarà il caso dell’altro lato del Mediterraneo specialmente se si utilizzeranno energie rinnovabili) il totale dei gas clima-alteranti dalla produzione di componenti delle batterie sarà destinato a calare con benefici per tutti, dai clienti dell’auto elettrica all’ambiente.

Ma c’è anche un altro aspetto che riguarda come detto la catena della fornitura: quello della corsa alle risorse. Come ricordava in una recente intervista ad AUTO21 il Professor Stefano Passerini, docente di Chimica a La Sapienza, nel settore delle sempre più richieste batterie LFP c’è ancora un punto interrogativo: riguarda i fosfati, come appare confermare la notizia recente sull’impianto in Marocco.

Oggi la maggior parte dei fosfati proviene da Cina e Vietnam: per un produttore di materiali per batterie LFP trovare nuove fonti di approvvigionamento (come sarà il Marocco) per i materiali che saranno destinati a finire nei pianali delle auto elettriche europee senza rischiare competizioni troppo accese per una materia prima importante anche e soprattutto per agricoltura ed alimentazione umana si annuncia una necessità primaria e le mosse di questi giorni sono una conferma.

Credito foto di apertura: sito web CNGR Advanced Material