7 giorni di novità che trasformano auto e mobilità: 29 agosto – 4 settembre 2022

I protagonisti della settimana: Berkshire Hathaway, BYD, Britishvolt, Citroën, Freyr, Honda, LG Energy Solution, Nidec, Plugsurfing, Polestar, Sparkz, Toyota

29 agosto: la stampa asiatica ne parlava fin dallo scorso gennaio; circa sette mesi dopo, Honda ed LG Energy Solution infine confermano che investiranno $4,4 miliardi in una nuova joint venture negli Stati Uniti per produrre batterie per veicoli elettrici. La costruzione del nuovo polo produttivo, con una capacità annuale a regime di 40 GWh, inizierà nel 2023, mentre la produzione di massa di celle entro fine 2025. È probabile che sia nell’area di Marysville, in Ohio, secondo il Nikkei, oppure sarà in quella di Greensburg, Indiana: lì Honda ha le sue fabbriche di modelli come Accord, CR-V e Civic. La joint venture sarà costituita quest’anno e la chiusura dell’accordo soggetta all’approvazione normativa. La nuova Gigafactory produrrà celle di tipo pouch in esclusiva per modelli giapponesi assemblati in Nord America, incluso il marchio di lusso Acura, secondo la nota congiunta. LG in America ha già un proprio impianto in Michigan, oltre a joint venture di più o meno recente costituzione con le case auto General Motors, Ford e Stellantis. Da parte sua Honda sta lavorando con GM a sviluppare veicoli elettrici sulla piattaforma Ultium degli americani tra cui SUV Honda e Acura. La Prelude dovrebbe essere in vendita a inizio 2024, presto seguita dal marchio di lusso Acura.

30 agosto: la startup norvegese delle batterie Freyr aveva anticipato lo scorso inverno di aver stretto un importante contratto di fornitura per una capacità di 31 GWh delle sue batterie LFP con elettroliti semi-solidi su licenza della 24M. Adesso scopriamo che si trattava della giapponese Nidec e che quella collaborazione è diventata qualcosa di più ampio, hanno annunciato i partner. Insieme entro la fine del 2022 creeranno una joint venture che si dedicherà al settore dello stoccaggio stazionario di energia, dove Nidec già opera in 21 nazioni con consegne finora di 1,3 GWh di sistemi alla clientela globale. Questa collaborazione comporta per la manifattura di batterie scandinava che i 31 GWh di capacità originaria passeranno entro fine decennio a 38 GWh, con la possibilità di salire a 50 GWh, che rappresenta una bella copertura (circa il 50%) del portafoglio clienti per una azienda che punta a lungo termine a un paio di centinaio di GWh di capacità nei poli norvegese e finlandese, con il primo impianto norvegese sito a Mo i Rana che dovrebbe entrare in linea nel 2024.

30 agosto: l’inizio della produzione nella Gigafactory di batterie di Britishvolt sarà ritardato dalla crisi in corso. La startup britannica pochi giorni prima aveva perso il CEO Orral Nadjari, sostituito ad interim dal suo vice Graham Hoare. Britishvolt aveva originariamente pianificato di iniziare la produzione nel nuovo stabilimento nel Northumberland nel 2023, ma questa scadenza era stata posticipata di sei mesi al 2024. Adesso l’azienda attribuendo la decisione all’inflazione dilagante e ai tassi di interesse in rapido aumento ha deciso di posticipare nuovamente fino alla metà del 2025 l’inizio della produzione, un ritardo di 18 mesi rispetto al piano originale. All’inizio di questo mese The Guardian aveva riferito di rallentamenti al lavoro in fabbrica e di sforzi febbrili per tagliare i costi. Britishvolt ha ammesso che le previsioni di produzione nel 2023-24 erano state troppo ottimistiche, tra “forti venti contrari”.

31 agosto: Toyota ha deciso di investire fino a 730 miliardi di yen (circa $5,6 miliardi) nella produzione di batterie per veicoli elettrici puri in Giappone e negli Stati Uniti. Con questi investimenti, tra il 2024 e il 2026 Toyota intende aumentare le sue capacità di produzione di batterie fino a 40 GWh in totale. Questo passo è necessario per i piani Toyota e Lexus che contemplano il lancio annunciato di 30 modelli BEV tra veicoli passeggeri e commerciali in tutto il mondo entro il 2030. In dettaglio, Toyota investirà un totale di circa 400 miliardi di yen in Giappone nello stabilimento di Prime Planet Energy & Solutions, la joint venture per le batterie di Toyota e Panasonic, a Himeji e in altri stabilimenti Toyota. 325 miliardi di yen (circa $2,5 miliardi) affluiranno anche nell’impianto di batterie degli Stati Uniti nella Carolina del Nord, annunciato lo scorso anno, per aumentare la produzione. Finora erano già stati pianificati investimenti per $1,29 miliardi per questo impianto.

31 agosto: tra poche settimane Polestar debutterà anche sul mercato italiano, dopo quelli del Nord Europa. La marca di veicoli con la presa presto riuscirà anche a entrare su quello francese, perché ha appena avuto un epilogo la guerra del logo tra Citroën e la sua concorrente sino-svedese. La stampa francese infatti conferma che i due marchi hanno raggiunto un accordo per porre fine alla situazione di stallo legale che li ha contrastati dal 2018 in avanti. La controllata di Volvo e Geely ha scelto come marchio due “galloni” posti a specchio, che disegnano così la stella polare a cui si richiama la casa. Ma Citroën aveva ritenuto questo logo fosse troppo simile ai suoi chevron sovrapposti. Il brand francese e DS avevano quindi preso la via del tribunale e nel 2020 quello di Parigi aveva ritenuto che lo stemma Polestar danneggiasse la reputazione dei marchi francesi, negandole l’accesso al mercato francese. Ma dopo una lunga battaglia i due gruppi hanno finito per trovare un terreno comune, sul quale non sono però filtrati dettagli, e la svolta consentirà a Polestar di lanciarsi anche in Francia, importando i modelli assemblati nel suo stabilimento cinese.

31 agosto: la startup americana delle batterie Sparkz Inc. ha ufficializzato il sito dove sorgerà la sua principale struttura produttiva in West Virginia: a Bridgeport, nella contea di Taylor affiancherà la sede nella parte settentrionale della California a Livermore e il centro ricerche di Knoxville, in Tennessee, che si dedica allo sviluppo e alla manifattura di celle-pilota con elettroliti solid state. Fondata e guidata da Sanjiv Malhotra, già scienziato del dipartimento dell’Energia, le sue prime attività sono state finanziate lo scorso anno dalla California Energy Commission (con un contributo a fondo perduto di $2,6 milioni) per premiare la scelta di costruire batterie di nuova generazione prive di cobalto nel catodo. Sparkz dispone in esclusiva di numerose licenze del prestigioso Oak Ridge National Laboratory che le consentiranno di proporre batterie agli ioni di litio con catodi privi di cobalto e con densità di energia circa il doppio rispetto a quelle di segmento analogo, ovvero le LFP nelle quali predomina la manifattura cinese. La capacità prevista a regime per l’impianto del West Virginia sarà di 15 GWh, circa la metà di Gigafactory di rivali tradizionali del settore, come le recenti annunciate insieme da Honda ed LG Energy Solution nel Midwest o la nuova in Oklahoma voluta da Panasonic. In West Virginia Sparkz collaborerà all’aggiornamento delle competenze della mano d’opera locale, ferrata soprattutto nell’industria estrattiva basata sul carbone: il primo gruppo di membri dello staff viene in queste settimane selezionato col supporto del sindacato minatori UMWA.

1 settembre: il gruppo finlandese dell’energia Fortum, che aveva rilevato la tedesca Plugsurfing oltre quattro anni fa, l’ha venduta al fornitore di servizi di pagamento business statunitense Fleetcor Technologies al prezzo di circa €75 milioni. Sotto Fleetcor, il fornitore di servizi di mobilità elettrica di Berlino intende effettuare ulteriori investimenti nei suoi prodotti e servizi, espandere le partnership esistenti e le relazioni coi clienti ed espandersi in nuovi segmenti. Secondo l’azienda, questa è una risposta alla crescente domanda di veicoli elettrici che Plugsurfing intende accelerare. Plugsurfing è stata fondata a Berlino nel 2012 ed era stata completamente rilevata da Fortum nel 2018 . L’azienda ha uffici a Berlino, Stoccolma e Helsinki e impiega circa 90 persone. Nel luglio dello scorso anno, la società ha rinnovato la sua partnership con Hubject, che si è assicurata un ulteriore accesso alla piattaforma di roaming Intercharge con oltre 150.000 stazioni di ricarica in Europa. Negli ultimi anni sono state concluse partnership con Jaguar Land Rover, Nissan, Polestar e Volvo, più le cinesi NIO e Xpeng. Secondo Plugsurfing, mette in relazione oltre un milione di conducenti registrati con una rete di 300.000 stazioni di ricarica, consentendo 800.000 processi di ricarica al mese.

2 settembre: la Berkshire Hathaway Inc., la società di investimento di proprietà del miliardario Warren Buffett, ha venduto 1,72 milioni di azioni quotate a Hong Kong della casa cinese produttrice di veicoli elettrici BYD per 450,83 milioni di dollari di Hong Kong (circa $57 milioni di dollari), secondo una comunicazione ufficiale pubblicata in questa data. La vendita ha abbassato la quota di partecipazione di Berkshire nel totale delle azioni H emesse dal gruppo con sede a Shenzhen al 18,87% a partire dal 1 settembre, ha reso noto il resoconto condiviso con la Borsa di Hong Kong. La società statunitense aveva già ridotto la sua partecipazione (che risale al 2008) nelle azioni del gruppo cinese all’inizio della settimana al 19,92% rispetto alla quota precedente del 20,49%, e questo aveva portato a un calo sensibile del titolo oggetto della transazione.

Credito foto di apertura: ufficio stampa BYD