Il briefing sul business che cambia la mobilità: 26 luglio – 1 agosto 2021

7 giorni di accordi, investimenti e operazioni con protagonisti Allego, Daimler, Europcar, Li Auto, Lordstown Motors, Microvast, Redwood Materials, Rio Tinto, Volkswagen

26 luglio: in questa giornata Li Auto, una delle tre più promettenti startup cinesi dell’auto elettrica e che ha consegnato i primi veicoli nel 2019, ha passato tutti i controlli previsti ed è entrata all’Hong Kong Stock Exchange, diventando la seconda del gruppo di rivali dopo Xpeng Motors ad essere presente nella borsa del grande centro finanziario asiatico. Li Auto è quotata anche a Wall Street al Nasdaq, ma come altre società sta differenziando la propria presenza, sia per le tensione trans-Pacifiche, sia per la recente stretta di Pechino su molte società, specie della tecnologia, disinvolte nel gestire capitali e business plan. L’occasione è servita a Li Auto per chiarificare la pianificazione industriale che per ora si appoggia in esclusiva al SUV di grande formato ibrido plug-in One, visibile nella foto. Nel 2022 arriverà il primo modello sulla Piattaforma X e si tratterà ancora di un SUV, poi seguito da altri due nel 2023. Per tutti la propulsione scelta è quella con range extender, ma in futuro arriverà anche una Li con batteria di trazione: la casa promette che avrà la caratteristica di poter essere ricaricata ad alta potenza e in brevissimo tempo, e sarà disponibile a partire dal 2023, su due pianali chiamati internamente Balena e Squalo.

26 luglio: tocca al produttore di batterie Microvast entrare in borsa. La fusione inversa ha avuto come partner la SPAC già quotata Tuscan Holdings Corp. e l’operazione ha raccolto $822 milioni, dei quali $282 milioni corrispondono alla precedente raccolta della società-veicolo e €540 milioni sono il frutto di un collocamento privato (una PIPE per il gergo di Wall Street) che ha trovato investiori in Oshkosh Corporation, Black Rock, Koch Strategic Platforms e InterPrivate Investment Partners. Fondata da Yang Wu, la società ha una sede europea in Germania e un impianto di assemblaggio batterie Ludwigsfelde in Brandeburgo, dallo scorso febbraio, sito dal quale fornisce gli autobus elettrici francesi prodotti dal gruppo Safra e, sempre in Francia, veicoli commerciali della società specializzata Gaussin.

26 luglio: la bistrattatissima (dalla borsa e dalle autorità americane) Lordstown Motors a sorpresa annuncia di essere riuscita ad attirare l’appoggio di un hedge fund in grado di sostenerla con $400 milioni nei prossimi tre anni. Si tratta di Yorkville Advisors, fondo che ha acconsentito ad acquistare azioni della società per l’importo indicato e al prezzo di solo $7,48 ad azione. L’intervento fornirà una vitale iniezione di denaro fresco per la startup che da tempo ha difficoltà a rispettare le promesse di realizzare già quest’anno i primi esemplari di pickup elettrico Endurance nella fabbrica che le dà il nome e che una volta apparteneva a General Motors. La società, che è indagata dalla SEC, autorità di borsa di New York e dal dipartimento federale della Giustizia per la fusione inversa con la società veicolo DiamondPeak Holdings avvenuta ad ottobre e nella quale il fondatore Steve Burns avrebbe gonfiato le prospettive di interesse di pubblico di privati e aziende verso l’Endurance, in pratica accreditandosi prenotazioni che non erano nemmeno pre-ordini.

27 luglio: la Serbia non è probabilmente il primo paese che viene alla mente riguardo all’auto elettrica, ma lo diventerà quando si parla di litio, una delle materie prime essenziali alle sue batterie. Il colosso del settore estrattivo Rio Tinto ha deciso di investire fino a $2,4 miliardi nel progetto del sito di Jadar, che assicurerà una produzione annua di 58.000 tonnellate di carbonato di litio a regime nel 2029 dopo un primo inizio nel 2026, consentendo alla multinazionale di entrare in un settore da cui era finora assente. La miniera dal sottosuolo estrarrà il litio dal minerale di jadarite, e oltre al leggerissimo metallo estrarrà tre volte quella quota di boro e cinque volte altrettanto sodio, come chiarisce un report sull’operazione della società di consulenza Benchmark Mineral Intelligence. Quaranta anni è la vita attesa del nuovo sito estrattivo Rio Tinto, che a regime potrebbe portare la società a una quota del 9% del mercato globale del carbonato di litio di qualità adeguata per le batterie, contribuendo ad alleviare una carenza di offerta che, secondo le stime BMI, potrebbe arrivare a 915.000 tonnellate annue nel momento in cui il sito serbo passerà a produzione piena.

28 luglio: chiuso round di finanziamento Serie C per Redwood Materials, trattato in questo articolo.

28 luglio: l’olandese Allego si attrezza per la crescita attesa nei prossimi anni per i protagonisti del settore dell’infrastruttura di ricarica. Entra in borsa con una fusione inversa che ha come partner la SPAC Spartan Acquisition Corp III appoggiata dal colosso del private equity Apollo Global. L’accordo valuta la combinazione delle due società $3,14 miliardi, e il denaro fresco generato dall’operazione è valutato in $702 milioni, $150 dei quali dovuti ad un collocamento presso investitori privati tra i quali spiccano Hedosophia, affiliate di Apollo Global e del gruppo ECP, oltre alla società delle auto elettriche Fisker Inc., che con Allego ha già stretto rapporti riguardanti i contratti dei servizi alla clientela del suo prossimo SUV elettrico Ocean. Fondata nel 2013 dal 2018 l’azienda delle colonnine veloci è arrivata a dispiegarne 26.000 in 12 paesi nord-europei, e nel 2018 era stata acquisita dal fondo Meridiam, che resta come investitore con una quota sostanziale.

28 luglio: un consorzio guidato da Volkswagen e che comprende anche Attestor Limited e Pon Holdings ha lanciato un’offerta amichevole di acquisto di azioni Europcar che valutano la compagnia di autonoleggio €2,9 miliardi, incluso il debito, proponendo un prezzo di €0,50 ad azione. L’operazione secondo Europcar potrebbe concludersi nell’ultimo trimestre del 2021 o nel primo del 2022. Volkswagen rimetterebbe così piede in una storica azienda attiva nei servizi di mobilità quando ancora non si chiamavano così, che ha una rete che copre 140 nazioni e una flotta di 350.000 veicoli. Di riaprire il capitolo della mobilità, che aveva preso una posizione secondaria rispetto a digitalizzazione e elettrificazione, in questo momento Volkswagen se lo può certo permettere visti i risultati appena annunciati in queste ore, con un risultato operativo che ha raggiunto un livello record a €11,4 nonostante il perdurare di condizioni globali complicate. Wolfsburg ha anche aumentato di 0,5 punti percentuali le previsioni del gruppo per il ritorno operativo sulle vendite per l’intero anno 2021, ora al 6,0-7,5% e incrementato pure le aspettative per il flusso di cassa netto.

30 luglio: il prossimo 1 ottobre gli azionisti Daimler AG voteranno sullo spinoff della divisione Daimler Truck Holding AG come entità separata, in base alla decisione di riorganizzazione aziendale risalente allo scorso febbraio e ogni azionista riceverà un’azione della nuova entità per ogni titolo attualmente in suo possesso di Daimler AG, che sarà ribattezzata Mercedes-Benz Group AG e che si concentrerà come già annunciato su auto, SUV e furgoni leggeri. L’attuale Daimler AG prevede di conservare il 35% della divisione separata, a cui fornirà liquidità per €5 miliardi fino a fine anno, e che è attualmente il maggior gruppo globale produttore di veicoli commerciali e autobus. Il 5% dell’azionariato finirà al fondo pensione della divisione autoveicoli, mentre il nuovo titolo dovrebbe già al suo esordio avere le spalle abbastanza larghe da entrare nell’indice DAX che racchiude le blue chip della borsa tedesca.

Credito immagine di apertura: sito web Li Auto