Entro il 2024 via alla produzione Sila Nano su larga scala

Sul Pacifico, dove è abbondante l’energia idroelettrica, sorgerà l’impianto per produrre materiali a base silicio per anodi più densi, meno costosi (e meno dipendenti dalla Cina)

Nota da tempo a chi segue il panorama delle startup e anche a chi segue l’automotive grazie ad accordi con alcuni grandi gruppi, adesso una delle aziende più promettenti per capacità innovative riguardanti le batterie tiene nascosti sempre meno dettagli dei propri piani, come ha fatto oggi il suo amministratore delegato Gene Berdichevsky con l’agenzia Reuters.

L’ex-ingegnere Tesla ha infatti confermato la data di avvio della produzione di massa di materiali di nuova generazione volti a tagliare i costi, aumentare l’autonomia dei veicoli elettrici grazie alla migliorata densità di energia e ridurre la dipendenza del settore dalla Cina, considerato che la sede sarà negli Stati Uniti.

Sila Nanotechnologies investirà alcune centinaia di milioni di dollari in un nuovo impianto sul Pacifico, nello stato di Washington, che inizierà la produzione commerciale nel secondo semestre del 2024, ha sottolineato oggi il suo CEO.

Berdichevsky ha rimarcato come, da quando Tesla è stata fondata nel 2003, il prezzo delle celle che spingono le auto elettriche ormai si sia plafonato al ribasso (e stia risalendo tra fine 2021 e il 2022 in corso) piuttosto che scendere tanto quanto previsto.

Pertanto nuovi materiali come quelli di questa azienda fondata nel 2011 potrebbero aiutare a ridurre i costi per i consumatori, il che sarebbe decisivo per il successo definitivo dell’auto elettrica (a cominciare dal mercato americano) in una fase in cui c’è la maggiore inflazione degli ultimi 30 anni e i veicoli convenzionali risentono dei prezzi dei combustibili fossili alle stelle.

Non a caso lo scorso febbraio Sila ha pubblicato un white paper dal titolo “A battery-powered American energy revolution” che, in modo quasi presciente, è apparso poche ore prima di quell’invasione dell’Ucraina che ha peggiorato considerevolmente alcune tendenze che erano già in atto prima di questa svolta.

La serie storica e (indicata dal colore arancione) la proiezione fino al 2031, a sinistra relativa alla densità di energià in Wh/kg, a destra il prezzo espresso in $/kWh (credito grafici: blog Sila Nano)

Se si guarda il grafico di destra dei due inseriti nella pubblicazione, con una nuova chimica dell’anodo (l’elettrodo negativo di una cella) che si deve alla ricerca e sviluppo Sila, l’azienda conta di poter portare per il 2031 il costo di 1 kWh a $50.

Berdichevsky ha detto che Sila utilizzerà il nuovo impianto nella città di Moses Lake per produrre materiali anodici con silicio quale materiale dominante, in grado di immagazzinare il 20% in più di energia rispetto agli anodi convenzionali che costruiti in grafite, oppure grafite e piccole percentuali di silicio (molto meno del 10%).

Il 70% della grafite usata negli anodi proviene oggi dalla Cina e come noto l’esecutivo degli Stati Uniti sta facendo tutto il possibile per agevolare l’indipendenza delle catene della fornitura strategiche da partner ingombranti. La grafite oggi è nella lista dei minerali critici degli Stati Uniti, il silicio non lo è.

Mercedes-Benz Group ha dal 2019 una partecipazione azionaria di minoranza in Sila, che sta anche lavorando col gruppo BMW. Sila ha raccolto $590 milioni di dollari l’anno scorso, aumentando la sua valutazione a circa $3,3 miliardi.

La nuova struttura secondo la nota ufficiale, mira a fornire una capacità annuale di anodi a base di silicio sufficiente per alimentare 10 GWh di batterie in 100.000 veicoli elettrici, qualora si sostituisca completamente l’anodo in grafite, con l’obiettivo di aumentare la capacità per fino a 2 milioni di veicoli elettrici all’anno.

Moses Lake ha una base adeguata al potenziamento fino a volumi di produzione di materiali anodici per fornire 150 GWh di celle l’anno; per confronto, circa un terzo di quanto abbia previsto di aver bisogno per fine decennio il gruppo Stellantis, secondo il piano battezzato Dare Forward 2030.

Oggi Sila gestisce già un impianto-pilota presso la sua sede di Alameda, in California, adeguato a una produzione di materiali per batterie per circa 1.000 veicoli l’anno, ma i materiali che ne escono oggi hanno preso in invece la strada dell’elettronica di consumo, meno ossessionata dai costi rispetto all’automotive.

Credito foto di apertura: blog Sila Nano