Bosch svilupperà internamente componenti per elettrolizzatori di idrogeno

La tecnologia per la generazione di idrogeno verde entrerà in produzione nel 2025, e Bosch investirà fino a mezzo miliardo di euro per supportare questa nuova manifattura

Bosch al contrario di altri grandi gruppi industriali tedeschi crede ancora fermamente nell’idrogeno come combustibile del futuro, per cui continua a lavorare su celle a combustibile stazionarie e mobili, e prevede di utilizzare i sistemi fuel cell che realizzerà entro fine anno in Franconia, a Bamberg, inizialmente su veicoli commerciali, facilitando la la logistica di merci e beni a impatto zero sul clima.

Dispositivi fuel cell consumano idrogeno e per quanto riguarda l’idrogeno verde, Bosch sta progettando non solo di utilizzare questo carburante, ma anche di diventarne una delle aziende produttrici. Così oggi ha confermato che si sta impegnando nello sviluppo di componenti che utilizzano l’elettrolisi per dividere l’acqua in idrogeno e ossigeno.

Idealmente, l’elettricità per questo scopo è generata da fonti rinnovabili come l’energia eolica o fotovoltaica, che è ciò che qualifica in questo caso il risultato come verde, al contrario di quello di altre fonti con maggiore impatto e differenti colori a contrassegnarlo, incluso il controverso idrogeno blu il cui impatto sul clima non convince esperti di settore, che hanno pubblicato studi al riguardo.

“Non possiamo permetterci di ritardare ulteriormente l’azione per il clima, quindi puntiamo a utilizzare la tecnologia Bosch per sostenere la rapida espansione della produzione di idrogeno in Europa”, ha dichiarato Stefan Hartung, il presidente del Consiglio di Amministrazione Bosch, durante la conferenza stampa seguita alla presentazione dei conti.

Per fare questo, faremo leva sul nostro know-how nella tecnologia delle celle a combustibile”, ha aggiunto Markus Heyn, membro del Consiglio di Amministrazione di Bosch e alla guida della divisione Mobility Solutions. A questa divisione Bosch sarà demandato lo sviluppo dei componenti per questo nuovo business: l’investimento previsto nel prossimo decennio è di €500 milioni.

Alla luce della diversificazione energetica, dell’allontanamento dai combustibili fossili e della necessità di ridurre le emissioni di CO2, valuta il gruppo tedesco che è anche il primo nella fornitura globale auto, la domanda di idrogeno verde sta crescendo rapidamente.

Non solo nelle industrie energivore come l’acciaio, la chimica e il trasporto pesante, ma anche nel settore immobiliare privato. Secondo l’Unione Europea, la domanda è destinata a salire a circa 10 milioni di tonnellate all’anno entro il 2030.

Bosch prevede un volume globale di circa €14 miliardi per il mercato dei componenti per elettrolizzatori, con i tassi di crescita più elevati proprio nel Vecchio Continente. Affinché le imprese e la società possano diventare più indipendenti dai combustibili fossili e sfruttare nuove energie, Bosch intende investire circa €3 miliardi nei prossimi tre anni in tecnologie a impatto climatico zero come l’elettrificazione e l’idrogeno.

Come nella cella a combustibile, il componente chiave di un elettrolizzatore è uno stack che comprende diverse centinaia di singole celle collegate in serie. In ciascuna di queste celle, l’elettricità viene usata per scindere l’acqua in idrogeno e ossigeno.

Si tratta del processo contrario rispetto a ciò che avviene in una cella a combustibile, dove l’elettricità viene generata combinando idrogeno e ossigeno. In entrambi i casi, la reazione chimica è facilitata da una membrana a scambio protonico (PEM). Bosch non sembra invece interessata alla tecnologia alternativa a cella elettrolitica alcalina, oggi più diffusa: ha prestazioni meno elevate della PEM, ma costi inferiori e una prevedibile vita operativa maggiore.

Bosch sta collaborando con diversi partner per combinare gli stack dei suoi elettrolizzatori PEM con un’unità di controllo, elettronica di potenza e vari sensori per creare un modulo intelligente. L’obiettivo dell’azienda è offrire i propri Smart Module ai gestori di impianti di elettrolisi e ai fornitori di servizi industriali a partire dal 2025. I primi impianti pilota entreranno in funzione già il prossimo anno.

Attraverso un processo semplice, Bosch incorporerà un certo numero di moduli compatti che possono essere utilizzati sia in elettrolizzatori più piccoli, con capacità fino a 10 megawatt, sia in impianti onshore e offshore con capacità di gigawatt, come in progetti di nuova costruzione e in impianti esistenti per la conversione alla produzione di idrogeno verde.

Per massimizzare l’efficienza della produzione di idrogeno e prolungare la vita utile dello stack, i moduli intelligenti devono essere collegati al cloud Bosch. Allo stesso tempo, l’uso di un design modulare per gli elettrolizzatori dovrebbe rendere la manutenzione più flessibile: qualsiasi lavoro programmato richiederà lo spegnimento solo di alcune sezioni dell’impianto, invece dell’intera struttura.

Bosch sta anche lavorando su concetti di servizio che includeranno il riciclo dei componenti di elettrolizzatori al fine di promuovere processi di economia circolare. A differenza di molti dei componenti dell’elettrolizzatore attualmente sul mercato, gli Smart Module Bosch puntano a generare rispettabili economie di scala, generando un effetto positivo sulla loro diffusione.

Due fattori chiave sono coinvolti nella diffusione della produzione di idrogeno: velocità e costi”, ha detto Heyn. “Qui è dove possiamo giocare i nostri punti di forza, grazie alla nostra esperienza nella produzione di massa e al nostro know-how in campo automotive.”

Bosch intende avviare l’industrializzazione il più rapidamente possibile in diversi poli industriali: oltre a Bamberg anche Feuerbach (Germania), Tilburg (Olanda), Linz (Austria) e České Budějovice (Repubblica Ceca).

La trasformazione dell’industria automobilistica rappresenta per l’intero settore una sfida enorme: Bosch è convinta di poterla affrontare puntando sull’innovazione. L’ampliamento della divisione Mobility Solutions con questa nuova area di business, rappresenta una opportunità anche per l’organico.

Mentre alcune aree produttive legate ai processi dell’auto convenzionale creano gravi incertezze (anche in Italia, ad esempio presso la fabbrica di Bari), nel corso dei prossimi anni l’espansione in aree come i componenti per elettrolizzatori dovrebbe creare centinaia di posti di lavoro, promettono i tedeschi.

Se vi incuriosisce approfondire la concorrenza attuale nel settore degli elettrolizzatori per idrogeno verde, qui potete trovare un chiaro quadro di massima e un paio di pratici grafici appena usciti sul blog pubblicato dal consorzio di ricerca e sviluppo spagnolo CIC energiGUNE.

Credito immagine di apertura: ufficio stampa Bosch