L’auto sostenibile in Spagna non lascia indietro piccole e medie imprese

Consorzio tra Volkswagen, SEAT e 62 aziende della filiera automotive si organizza per ottenere in fretta sostegni economici alla transizione: e il gruppo tedesco dà il buon esempio ampliando gli investimenti di €3 miliardi

Due notizie interessanti provengono dalla Spagna, il secondo paese europeo per volumi di manifattura auto alle spalle della Germania: entrambi riguardano programmi per una produzione innovativa e sostenibile.

Anzitutto oggi a Sagunto, in occasione della visita al sito in cui lo scorso marzo è stato deciso di costruire la terza Gigafactory europea del gruppo Volkswagen, alla presenza del primo ministro spagnolo Pedro Sanchez l’amministratore delegato Herbert Diess ha rivelato che la sua azienda investirà nell’area €3 miliardi più di quanto inizialmente previsto.

Per il gruppo di Wolfsburg quindi l’impegno per creare un polo produttivo che si accompagni a quello svedese di Skelleftea e a quello tedesco di Salzgitter sarà di €10 miliardi complessivi, per arrivare a regime nel 2026 a una capacità di 40 GWh annui. Volkswagen ha anche rivelato un partenariato con l’utility spagnola Iberdrola, che nella zona della regione di Valencia costruirà un parco solare in grado di alimentare, almeno in parte il nuovo impianto, le cui celle approvvigioneranno le fabbriche auto di Martorell e Pamplona.

Se le tre Gigafactory già decise su sei complessive per fornire una capacità totale di 240 GWh nel 2030 saranno soprattutto destinate ad alimentare la gamma sempre più elettrificata Volkswagen (che poche ore fa ha confermato che gli ordini relativi alla produzione di elettriche per il 2022 si possono considerare esauriti in Europa e Stati Uniti), in futuro le cose potrebbero anche cambiare. Proprio per la Gigafactory di batterie spagnola è possibile che parte della capacità serva anche al partner strategico Ford, pure presente in Spagna con ampia capacità produttiva.

Ma nelle notizie riguardanti la Spagna non ci sono solo colossi come Volkswagen o Iberdrola. Una conferma molto interessante è quella dell’avvio dell’iniziativa Future: Fast Forward, che se è sì guidata dal gruppo tedesco e in particolare dal marchio catalano SEAT, è riuscito a raccogliere ben 62 aziende di vari settori automotive con sedi distribuite in ben 11 comunità autonome, e rappresenta il più grande raggruppamento di aziende nella storia dell’industria automobilistica in Spagna.

Partner grandi e piccoli hanno fatto domanda di inclusione in un programma “Strategic Project for Economic Recovery and Transformation program” (che in castigliano forma la sigla PERTE -VEC) che si è dato l’obiettivo di rendere la Spagna un hub per l’auto sostenibile in Europa, contribuendo alla loro trasformazione e alla futura prosperità anche e soprattutto con sostegni economici. Proprio quanto chiesto all’esecutivo ripetutamente a partire dall’occasione del 70° anniversario di attività SEAT.

Sebbene l’iniziativa riguardi oltre alla casa di Martorell alcuni nomi noti della catena della fornitura che hanno poli produttivi nella penisola iberica (da Bosch a Valeo) secondo la nota stampa SEAT il 61% delle aziende che hanno aderito sono piccole e medie imprese, proprio quelle che sono considerate più minacciate da una transizione industriale rapida dall’auto convenzionale a quella innovativa.

Premesso questo aspetto importante, che offre uno spunto per iniziative analoghe magari a cominciare dall’Italia, il gruppo che punta ad attingere ai fondi del PERTE-VEC sarà peraltro guidato da un rappresentante dell’azienda catalana: Marc Riera, il direttore della strategia di acquisto e nuovi progetti di SEAT.

E’ stato nominato presidente dell’Assemblea Generale e del comitato delegati di Future: Fast Forward. Il progetto ora presentato, in pratica su quattro pilastri principali riserva il primo, guidato da SEAT e dal gruppo Volkswagen, all’elettrificazione delle fabbriche di Martorell e Pamplona.

Il secondo pilastro è la creazione di un ecosistema di batterie per auto elettriche in Spagna, che va dall’estrazione del litio all’assemblaggio delle batterie, e riguarda anche la Gigafactory di Sagunto appena visitata da Sanchez e Diess. Il terzo pilastro prevede la localizzazione di componenti essenziali per i veicoli elettrici in Spagna e il quarto copre settori legati alla formazione, alla digitalizzazione e all’economia circolare.

Le case auto che fanno parte del progetto e la filiera della fornitura e i poli accademici di Spagna membri del consorzio sono concordi nel ritenere il sostegno economico del programma PERTE come pre-requisito essenziale per portare a compimento gli obiettivi per un’auto sostenibile nei vari settori. Dalla comunicazione ufficiale tuttavia non è immediatamente chiaro quando sia prevista la formalizzazione dei primi finanziamenti.

Credito immagine di apertura: ufficio stampa Bosch