Dagli airbag ai pirofusibili, la sicurezza passa dai chip anche per tagliare la corrente

Bosch annuncia che il suo circuito integrato CG912 è pronto anche per un impiego negli impianti delle auto elettriche: in caso di gravi incidenti consentirà soccorsi immediati senza rischi

In passato più volte è stato sollevato l’interrogativo sulle modalità appropriate di intervenire in soccorso a veicoli elettrici o ibridi coinvolti in incidenti di entità rilevante per assicurare la massima sicurezza ad occupanti e personale addetto ai soccorsi. Il gruppo Bosch ora propone una soluzione basata su un principio e strumenti già familiari e con nuove applicazioni.

Secondo una nota diffusa questa settimana i ricercatori Bosch sono arrivati alla conclusione che è possibile arrivare all’obiettivo con una serie di micro-esplosioni su veicoli danneggiati da massicci impatti. Questi scoppi impedirebbero immediatamente che gli impianti elettrici ad alto voltaggio (400 volt nella maggior parte dei casi ma già si diffondono i primi sistemi ad 800 volt come sulla Porsche Taycan) possano trasferire la corrente sulla carrozzeria, il che potrebbe essere un serio problema per chiunque si avvicinasse in quel caso al veicolo danneggiato.

Per evitare questi rischi il gruppo tedesco della fornitura propone nuovi chip nel settore degli interruttori di sicurezza per circuiti elettrici, brevemente denominati piro-fusibili, un campo già presidiato da altri protagonisti (dalla rivale tedesca Infineon alla svedese Autoliv).

I chip possono avviare calcolate micro-esplosioni in grado di interrompere istantaneamente il transito della corrente e ripristinando la situazione appropriata per consentire l’intervento del personale di soccorso.

Nella nota stampa il vice-presidente dell’associazione tedesca dei vigili del fuoco DFV ha dichiarato: “Di fronte al crescente numero di veicoli elettrici che potrebbero essere coinvolti in incidenti tali sistemi sono assolutamente essenziali se vogliamo compiere la nostra missione di aiutare e soccorrere le vittime di incidenti stradali nel modo più rapido e sicuro possibile”.

Il chip Bosch con funzionalità di piro-fusibile è il CG912: questo circuito integrato era stato originariamente sviluppato per gonfiare istantaneamente gli airbag, un altro campo nel quale micro-esplosioni giocano un ruolo fondamentale per assicurare la sicurezza.

La rapidità dell’interruzione della corrente può essere anche un fattore decisivo non solo nel proteggere occupanti e personale di primo intervento, ma in alcuni casi interrompere il processo a cascata che innescano il surriscaldamento delle celle noto come thermal runaway che porta alla combustione della batteria.

La soluzione dei piro-fusibili può andare ad integrare la gamma di prevenzione dei nuovi rischi che sorgono dalla categoria ancora minoritaria di veicoli elettrici ed ibridi. Se Bosch o le sue concorrenti propongono di evitare direttamente i rischi della corrente ad alto voltaggio per evitare gli incendi, i costruttori auto hanno iniziato da tempo a collaborare con i vigili del fuoco.

Renault da oltre un lustro collabora con un reparto specializzato francese e il risultato è che sulle sue Zoe sono presenti coperchi termofusibili (noti anche come firefighting access) che in caso di combustione delle celle consento spegnimenti, con acqua, di straordinaria rapidità.

Dagli airbag ai pirofusibili, la sicurezza passa dai chip anche per tagliare la corrente
Il chip Bosch CG912 utilizzato per gli airbag sarà in grado di interrompere la corrente ad alto voltaggio in caso di incidenti ad auto elettriche o ibride (credito foto : ufficio stampa Robert Bosch GmbH)

Credito foto di apertura: ufficio stampa Robert Bosch Italia