Le strade alternative General Motors per le batterie

Molta la carne al fuoco per il gruppo del Michigan, che insegue le possibili svolte tecnologiche e di mercato; non manca niente: dagli anodi con quota dominante di silicio, al litio metallico con elettroliti solid state e semi-solidi

Durante una conference call con gli investitori, il presidente General Motors Mark Reuss ha confermato che il suo gruppo sta sperimentando alternative per ottenere celle per i pacchi batterie dei propri veicoli meno costosi e meno soggetti alle oscillazioni di materie prime essenziali in alcune chimiche degli elettrodi quali cobalto o nichel.

Reuss, citato dall’agenzia di stampa Reuters, ha confermato che le linee di sviluppo includono tra l’altro anodi con elevate percentuali di silicio e in litio metallico, elettroliti solid state e in grado di lavorare ad alti voltaggi, nonché tecniche di rivestimento e protezione degli elettrodi a secco, privi di solventi, per la prossima generazione di batterie prodotte da Ultium Cells, attesa verso il 2025. GM aveva già dato le primissime anticipazioni di ricerca in questi campi già al suo primo evento dedicato al settore, l’EV Day che ormai risale alla primavera 2020.

Tra l’altro General Motors, che ha appena assegnato alla sua Factory Zero nei sobborghi di Detroit la realizzazione dei modelli elettrici del SUV GMC Hummer Ev e del Chevrolet Silverado, prevede di arrivare a metà decade a scendere nei costi industriali dell’intero pacco batterie ben al di sotto dei $100/kWh, rispetto agli oltre $150/kWh attuali.

Secondo i manager GM sarà allora fattibile sia attendersi dalle batterie cicli di vita da un milione di miglia e autonomie di percorrenza tra le 500 e le 600 miglia (805 e 965 chilometri). La seconda generazione di celle Ultium seguirà l’attuale che l’impianto di Lordstown, Ohio, realizzato in partenariato con LG Energy Solution inizierà a produrre in grande serie dall’anno prossimo.

Queste celle che equipaggeranno le prossime Chevrolet Bolt EV ed EUV, CMC Hummer SUV e pickup, Chevrolet Silverado, Cadillac Lyriq e Cruise Origin sono previste con tecnologia dei catodi NCMA (nichel, cobalto, manganese e alluminio), ma con tradizionali anodi in grafite ed elettroliti liquidi.

Da tempo il programma GM di produrre un milione di veicoli elettrici per 2025 ha fatto capire che solo l’impianto dell’Ohio non sarà sufficiente per coprire la fornitura. Si attende che sia confermato l’avvio del progetto di una seconda fabbrica di celle della joint venture Ultium, assegnata al Tennessee, che la collocherebbe vicina alla produzione della nuova elettrica Cadillac.

L’attesa per la conferma potrebbe anche essere dovuto alla iperattività di GM nel cercare partenariati con startup e fornitori. Tra quelli noti ufficialmente il rapporto con SolidEnergy Systems, che lavora a celle con anodi al litio metallico ed elettroliti liquidi, o per meglio dire semi-solidi.

Ma negli ultimi giorni GM avrebbe chiesto al grande gruppo Posco Chemical di creare una fabbrica per produrre precursori dei catodi direttamente in America, una richiesta supplementare all’apparenza rispetto alla fornitura di catodi NCMA e di anodi in grafite che fa già parte del libro di ordini di Ultium Cells.

Se confermata, questa ulteriore fornitura Posco potrebbe guardare alla generazione seguente di celle, per la quale GM sembra avere più fretta persino del partner LG Energy Solution, la cui rapidità nel prendere decisioni negli Stati Uniti sembra ancora “ingessata” dalle conseguenze del lungo e spinoso contenzioso legale con la rivale coreana SK Innovation.

Credito foto di apertura: ufficio stampa General Motors