Per la sfida alle emissioni Volkswagen prende il taxi

Nel pool che comprende le flotte dei marchi di Wolfsburg oltre ad MG ci sono la startup cinese Aiways, la casa tedesca a suo tempo candidata al Buggy elettrico e la società inglese dei taxi ibridi LEVC

Il gruppo Volkswagen ha inserito altre case nel pool col quale affronta i numeri delle emissioni di flotte europee. Schmidt Automotive Research ha scovato altri documenti pubblici depositati alla Commissione Europea dai quali risulta che LEVC, la produttrice di taxi ibridi plug-in del gruppo Geely, la startup cinese Aiways e la piccola casa tedesca Next E.Go Mobile sono tutte parte dello stesso gruppo quando Bruxelles misura il rispetto o meno dei valori di grammi di CO2 emessi al chilometro fissati per ciascuna flotta.

Secondo Matthias Schmidt, titolare della società specializzata che ha reso pubblici accordi che seguono quelli già noti con la marca MG e che valevano già nel consuntivo sui valori di emissioni 2020, la tattica potrebbe produrre i frutti sperati nel 2021.

Se nel 2020 infatti il gruppo di Wolfsburg ha mancato il traguardo prefissato di poco meno di 1 grammo/km (e dovrà quindi versare alla Commissione Europea sanzioni proporzionali) per il 2021 tra linee di produzione ID3 ed ID4 che marceranno a regime su 12 mesi e l’effetto dei nuovi aderenti al pool i manager tedeschi si attendono di essere a norma.

Ci si potrebbe chiedere perché, considerate le quote molto positive nel finale del 2020 di ID3 e l’arrivo del nuovo crossover elettrico ID4, in Volkswagen abbiano pensato di aver bisogno di far valutare nel 2021 i propri risultati sulle emissioni insieme ai taxi londinesi LEVC o ai SUV elettrici Aiways. Occorre in questo caso ricordare che il traguardo 2020 era più facile da raggiungere: perché prevedeva phase-in e super-crediti.

Ovvero: la quota del 5% dei modelli più impattanti sul clima poteva essere scorporata, mentre ogni auto elettrica pura dello scorso anno era contata come due immatricolazioni. Questa misura transitoria verrà gradualmente rimossa perciò, nonostante la gamma al 100% elettrica realizzata sui pianali MEB, il supporto di altre flotte elettriche non sarà di troppo nel contribuire a raggiungere la meta.

Le collaborazioni del pool appaiono abbastanza eterogenee: in effetti è quasi una sorpresa che siano stati inseriti i taxi LEVC, considerato che sono di proprietà del gruppo Geely: ci si sarebbe aspettato caso mai una alleanza con Daimler, che però di tale sostegno non ha avuto bisogno l’anno passato.

MG appartiene ai cinesi di SAIC, che a Shanghai costruiscono da alcuni lustri Volkswagen convenzionali e da poco anche elettriche, pertanto quella era stata la scelta che sorprende meno. Per Aiways, da poco sbarcata in Europa rispetto al già solido rientro di MG, non va scordato che la proprietà ha rapporti professionali con Roland Gumpert, da tempo imprenditore in proprio ma per decenni uomo-Audi e protagonista degli esordi della marca in Cina.

Infine Next E.Go Mobile: la piccola casa di Aquisgrana si è risollevata con una nuova proprietà olandese dalla fase più difficile che aveva previsto l’amministrazione controllata. Alla startup fondata dal professor Günther Schuh Herbert Diess pensava da affidare la realizzazione di un nuovo buggy al 100% elettrico, prima che la crisi sanitaria facesse archiviare molti progetti tra cui questo. Tuttavia il ricucirsi di rapporti tra Wolfsburg ed Aquisgrana dovrebbe forse far tenere in considerazione Next E.Go Mobile, che inizierà presto a lanciare la linea della citycar Life, per progetti del gruppo tedesco basati su piccoli numeri.

Credito foto di apertura: ufficio stampa LEVC via Newspress