A Stoccarda Factory 56 porta in fabbrica più computer, 5G e batterie

La fabbrica del futuro si mette in moto insieme alla nuova Mercedes Classe S, in attesa di lanciare la EQS che porterà la gamma luxury della casa tedesca a quota 100% elettrico

La Classe S è la tradizionale gallina dalle uova d’oro della casa della stella a tre punte; ci si sarebbe quindi aspettato che il lancio odierno della W223 fosse una festa di questo modello iconico dalle dimensioni generose, una vedette lunga 5,18 metri in versione, si fa per dire, corta e 5,30 in quella con carrozzeria allungata.

I tempi tuttavia cambiano anche a Stoccarda e oggi la stella dello show della stella a sorpresa è parsa essere altrettanto se non più della nuova prestigiosa vettura tedesca la sua fabbrica: l’avanzatissima Factory 56 di Sindelfingen di cui abbiamo già avuto modo di occuparci un mese fa.

Un rinnovato sito produttivo su cui il gruppo Daimler ha investito €730 milioni con un’opera durata due anni e mezzo e dove 1.500 dipendenti lavoreranno su 220.000 metri quadri, 30 campi di calcio, in quello che sarà un impianto il 25% più efficiente del precedente, accompagnando il gruppo verso i propri futuri traguardi carbon neutral.

Qui nascerà subito la Mercedes-Benz Classe S, tra pochi mesi la cugina Maybach (che a sua volta in futuro proporrà le batterie) e l’anno prossimo l’attesa EQS che aprirà alla propulsione al 100% elettrica il segmento del lusso, nel quale la casa tedesca proprio grazie alla Classe S è leader globale.

Quanto le cose stiano cambiando in fretta anche per la casa che rivendica di aver inventato l’auto grazie a uno dei suoi fondatori, lo ha rivelato Ola Källenius mostrando le nuove immacolate linee di montaggio. Il manager svedese ha sottolineato come un tempo il momento magico nella catena fosse quello in cui avveniva l’approdo del cuore, il motore, nel suo telaio.

Mentre ora ha indicato nell’inserimento del cervello (la piattaforma MBUX) nella vettura il nuovo momento fondamentale dell’auto connessa e digitale. Non ci vorrà molto per vedere anche un terzo matrimonio fondamentale nelle linee della Factory 56 quando arriverà il momento delle batterie.

Quanto ci tenga Källenius all’interfaccia MBUX arrivata alla seconda generazione e ora aggiornabile via etere si spiega facilmente. La componente digitale della dotazione di bordo è qualcosa che le case tradizionali sentono di dover fare altrettanto bene del riferimento (a torto o a ragione) Tesla. Alcuni, come Volkswagen, qui hanno già inciampato.

Così guardando da vicino Classe S riteniamo corretto partire dalla presenza dello schermo OLED da 12.8″, con il 64% di spazio in più rispetto alla versione presentata nel 2013. È montata sul tunnel centrale e accompagnata da un sistema di riconoscimento vocale che è arrivato a gestire 27 lingue .

Non basta, perché sulla Classe S ci sarà un head-up display a realtà aumentata che proietterà apparentemente le informazioni sopra il cofano. Una soluzione che si comincia a vedere anche in modelli generalisti come l’iCockpit Peugeot. Va ben oltre la curiosità, la presenza del Drive Pilot per guida semi-autonoma di Livello 3 SAE, che meriterà un articolo a parte.

Quanto allo stile esteriore la Classe S punta molto all’eleganza basata sull’understatement, tanto che riduce anche gli aggettivi, aggettivi che nel lessico del design automotive spesso corrispondono alle cromature. Il cromo in effetti non abbonda sulla carrozzeria della Classe S, quasi a confermare la teoria di sostiene che oggi l’illuminotecnica è il nuovo cromo.

E il responsabile dello stile Gorden Wagener come immaginate non si è dimenticato di sfruttare le opportunità sempre più generose di giocare con la luce in tutte le sue forme e di adattare gruppi ottici principali e secondari alla cifra di questa generazione Classe S.

Dettagli che possono contribuire ad aiutare il piano Mercedes-Benz di rafforzare il primato di segmento, specie nella Cina che non ha sentito quasi la crisi in questa nicchia, di una Classe S che arriva primo sul mercato con una nuova versione rispetto alle rivali di sempre BMW Serie 7 e Audi A8, i cui lanci risalgono rispettivamente al 2019 e 2017.

Per trasformare in realtà il piano Mercedes-Benz ha anche colmato una lacuna cui le rivali avevano invece già rimediato: offrire anche la possibilità di circolare a zero emissioni con una opzione ibrida plug-in con autonomia in modalità solo elettrica di circa 100 chilometri. Ma solo dal 2021, pertanto la casa sveva ci offrirà l’occasione di tornare sull’argomento.

La nuova generazione Mercedes-Benz Classe S che subentra a quella lanciata nel 2013 avrà anche una versione ibrida ricaricabile con autonomia in modalità elettrica di circa 100 chilometri, ma solo a partire dal 2021 (credito foto: ufficio stampa Daimler AG)
Credito foto di apertura: ufficio stampa Daimler AG