Tesla fa passi avanti sulla produzione in proprio di celle agli ioni di litio

Molti segnali di crescente attività tra impianto pilota a Fremont e la sede canadese di una società specializzata acquisita lo scorso autunno suggeriscono che si stia avvicinando la fase in cui si vedranno le batterie all-Tesla

Ieri Electrek ha confermato che presso la fabbrica californiana di Fremont è ormai attivo un centro di produzione pilota per la costruzione di celle per batterie. Il sito internet noto per avere una linea diretta con Tesla non è il primo a svelare la notizia, ma il fatto che ne parli fa pensare che per la marca di Elon Musk sia, più che un ballon d’essai, un passo di un nuovo assetto industriale.

E che ora ci sia in corso una sorta di gioco a rimpiattino tra California, Canada, Texas e Giappone. Giappone, perché la crescita dell’interesse Tesla per l’autonomia nella produzione di celle è stata parallela al raffreddarsi dei rapporti con Panasonic: il gruppo nipponico è partner nell’impianto del Nevada, ma le crepe nella collaborazione sono note.

Panasonic ha da tempo deciso di non investire in Cina. Nella fabbrica di Shanghai, che ha appena riaperto dopo il trauma del virus COVID-19, le Model 3 sono equipaggiate dalla coreana LG Chem e presto lo saranno anche dalla cinese CATL.

La giornalista Lora Kolodny della rete finanziaria CNBC già nell’estate dello scorso anno aveva anticipato che per rispondere alla predilezione di Musk per l’integrazione verticale della produzione, Tesla aveva delegato alcuni tecnici ed ingegneri ad occuparsi di allestire una linea sperimentale di produzione di celle presso la sede molto discreta, per non dire segreta, di Kato Road, non distante da dove sorge la fabbrica di Fremont.

Sulle ambizioni Tesla di arrivare alla produzione di celle per batterie in proprio si erano soffermati durante la conference call con gli investitori di giugno 2019 i numeri uno del settore tecnico JB Straubel e Drew Baglino. Allora peraltro la casa americana non aveva ancora acquisito Hibar, un’azienda canadese specializzata nella realizzazione di linee di produzione per celle.

Nelle scorse ore insideEVs.com ha pubblicato un report molto interessante che attira l’attenzione sul gran numero di posizioni aperte nell’organico di Hibar nelle ultime ore, ricerche di personale che riguardano sì ingegneri ma anche posizioni blue collar, come tornitori ed esperti di magazzino. Sembra il tipo di ricerche che precedono un balzo nelle attività manifatturiere dell’azienda controllata da Tesla con sede a Richmond Hill.

Peraltro il sito americano non si spinge a ipotizzare che ci sia in vista l’apertura di una fabbrica di celle per batterie auto proprio in Ontario. Sembra più probabile che si stia mettendo a punto una preparazione per essere in grado di sostenere un imminente sforzo produttivo.

Sforzo che potrebbe avere per oggetto una nuova fabbrica di celle su larga scala, magari in grado di concretizzare il potenziale innovativo di un’altra startup acquisita: Maxwell Tecnhologies.

Dove questo possa avvenire è ancora da vedere. A Fremont, oltre all’impianto pilota, non sembra molto probabile, visti gli astronomici costi immobiliari della California.

Escludendo il Canada, troppo periferico, e improbabile il raddoppio della Gigafactory in Nevada, specie considerando che una parte in comune con Panasonic ed un’altra con batterie all-Tesla forse sarebbe complicato, cosa resta? Forse l’ipotesi-Texas, che Musk stesso ha ventilato, chiedendo platonicamente un parere ai suoi fan con un recente sondaggio su Twitter

Credito foto di apertura: press kit Tesla