Gli spagnoli hanno imparato la lingua della piattaforma MEB: ora tocca a Cupra Tavascan

Il concept Cupra in arrivo al Salone di Francoforte è alimentat0 da due propulsori elettrici per una potenza totale di 306 CV e dispone di un pacco batterie da 77kWh, per 450 chilometri di autonomia

La rotazione tra concept elettrici è stata sincronizzata in dettaglio tra SEAT e nuovo marchio catalano sportivo Cupra: all’El-born svelato a primavera a Ginevra corrisponderà nei prossimi giorni a Francoforte il Tavascan. In comune la piattaforma elettrica del gruppo tedesco: MEB.

Su questo concept battezzato col nome di una apprezzata località sciistica spagnola, una Cortina iberica se volete, l’obiettivo è stato coniugare la presenza di sostanza da SUV con una sagoma sfuggente da sportiva.

Il tutto cercando di distanziare la cifra di Cupra rispetto a quella SEAT, approfittando per l’occasione del primo veicolo Cupra a propulsione al 100% elettrica, un modello che segue il lancio del SUV sportivo Formentor, primo modello del marchio a imbarcare una batteria, piccola essendo un ibrido ricaricabile.

I tratti esterni del concept elettrico richiamano la ricerca di combinazione di prestazioni ed efficienza. Il design del frontale in particolare risente di linee che sono partite da un pianale modulare totalmente progettato per i modelli elettrici come MEB: il logo vagamente fantascientifico della marca sportiva catalana è in posizione ribassata, quasi a richiamare il baricentro basso dei migliori modelli sportivi.

Di sicuro pensando alla tradizione dei modelli sportivi i designer non si sono fatti influenzare nel decidere una griglia originale che non si appoggia a una calandra (inutile nelle auto elettriche) come a una coperta di Linus, ma anzi appare integrarsi bene con le prese d’aria circostanti per il raffreddamento dei pacchi batterie e dell’impianto frenante.

Il logo Cupra è bene inserito in un una fessura che circonda il bordo inferiore del cofano a tutta larghezza, come uno splitter di una vettura gran turismo, soluzione vista per la prima volta nell’approccio al design molto “Silicon Valley” dapprima della sfortunata Faraday Future e poi nella bella e ancora a tratti misteriosa Lucid Air.

Anche l’illuminazione posteriore del Tavascan è a tutta larghezza, e conferisce decisione alle linee, così come il diffusore che contribuisce in modo funzionale all’aerodinamica e quindi all’efficienza, a cominciare da quella dei consumi. E quanto a contributo all’aspetto, non passano inosservati i cerchi da 22″, su un modello elettrico che non ha esattamente le dimensioni di una… Maybach Vision.

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Il design del muso rispecchia la “personalità elettrica” della prima Cupra a zero emissioni: le prese d’aria si limitano a necessità di raffreddamento di batteria e freni. (Credito foto: ufficio stampa SEAT Italia/VW Group Italia)

Gli interni miscelano materiali racing come il carbonio e materiali nobili come l’Alcantara, con un dashboard da 13″ orientabile che spunta in modo repentino da un anacronistico tunnel della trasmissione inutile sulle auto elettriche ma dal quale i designer Cupra (contrariamente al caso della griglia sul muso) non sembrano saper ancora dire addio.

Che piacciano o meno gli interni, su un modello anzitutto sportivo come Tavascan sarà determinante il peso della performance. Cupra promette dai motori elettrici disposti su ciascun asse di poter spremere una accelerazione 0-100 km/h in meno di 6 secondi e mezzo. Sotto il pianale il concept spagnolo integra una batteria con capacità di 77 kWh, che risponderà per una autonomia fino a 450 chilometri in ciclo WLTP.

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Per gli interni del concept sono stati utilizzati colori a contrasto, carbonio e un approccio dinamico alle linee per ottenere un abitacolo leggero e flessuoso. (Credito foto: ufficio stampa SEAT Italia/VW Group Italia).

Credito foto di apertura: ufficio stampa SEAT Italia/VW Group Italia