Lucid Motors porta tra le elettriche una ventata di Air

Attesa al varco la casa californiana non delude, con un prototipo solido e ricco di spunti: sarà la Lexus dei V.E.?

Nel panorama non di rado caotico e confuso delle nuove case produttrici, o aspiranti produttrici, di auto elettriche e autonome sembra che si stia iniziando a separare il raccolto dagli scarti. E anche a fare un po’ di chiarezza. Così, mentre non si può negare che manchino gli scivoloni, spuntano anche sorprese positive. Prendete la startup Lucid Motors, fino a pochi mesi fa ancora nota come Atieva.

Presentando in California (a Fremont, in casa della Tesla Motors!) la sua berlina di lusso Air, ha soffiato via senza grossi rimpianti cammuffamenti e trucchi per sviare l’attenzione. Fin dai primi passi effettuati allo scoperto aveva promosso se stessa come azienda di luxury mobility. Quasi a far intendere che le sue auto sarebbero stata dedicate ad un innovativo car sharing orizzontale, quel noleggio tra pari che sta ipnotizzando anche Tesla, Mercedes-Benz, Toyota.

Ma, passando dalle voci alla concretezza, la nuova Air pare invece pronta ad attirare una clientela di proprietari molto verticale, tradizionale. Specie col prodotto al top: una versione da oltre $160.000 con batteria (realizzata insieme a Samsung SDI9 da record. 130kWh capaci di percorrere 400 miglia. Avrà 1.000 cavalli distribuiti su due motori e punta ad iniziare le consegne dal 2019, quando dovrebbe essere dotata anche di guida autonoma di Livello 4, capace di limitare al minimo l’intervento umano.

Ma se la versione con batteria da 130 kWh sarà un fiore all’occhiello, per far uscire dal prossimo stabilimento in Arizona quelle 50.000-60.000 che Lucid Motors si è posta come obiettivo, la maggior parte delle vendite dovrà arrivare dalla versione più accessibile, attorno ai $100.000. Che in America si può già ordinare versando una cauzione di $25.500, se si vuole una delle prime auto, o di $2.500 se si è invece disposti ad aspettarne una prodotta dalla duecentocinquantacinquesima in poi.

Mentre si legge con facilità che un modello elettrico abbia nel mirino di rivaleggiare con Tesla, la Air sembra invece voler sfidare gli incumbent: le case tedesche o Lexus. Una strategia che grazie alla novità progettuale offerta dall’elettrificazione e dall’autonomia alcuni stanno sfruttando per sfidare le case tradizionalmente forti. Ovviamente Elon Musk, le cui Model S sono già le auto di fascia alta più vendute in America, ma anche più recentemente Jaguar, che con la I-Pace ha indicato ben di voler approfittare quanto più possibile della svolta.

Non che sia facile esordire partendo col piede giusto. Al salone di Parigi, quando il numero uno Volkswagen Herbert Diess ha presentato la concept car I.D. l’ha definita un’auto con gli ingombri della Golf ma lo spazio interno della Passat. Vero, ma non proprio una frase motivante. I primi video e le prime reazioni sulla Air fanno trapelare paragoni analoghi ma molto più attraenti: il prototipo di Lucid Motors ha le dimensioni esterne di una Classe E e quelle interne di una Classe S. Più accattivante, non credete?

E Lucid sembra anche aver evitato altre trappole da debuttante. Il suo designer Derek Jenkins, forse perché proviene da un marchio come Mazda per il quale il passato non è un macigno, mettendosi al lavoro sulla Air ha lavorato su un foglio bianco con una meritoria capacità di non pagare gabelle non dovute a simboli del lusso barocco come griglie o calandre oppure fari imponenti che la tecnologia led rende sempre più anacronistici. La linea della Air è quanto di più fluido ci si potesse aspettare, con a malapena pochi richiami al minimalismo scandinavo.

Dove la Air riesce a trasmettere meglio la sua impronta di modello collocato in una fascia alta è nei dettagli: il comfort ad esempio, con materiali e sedili che nel caso della parte posteriore sembra volersi misurare più con le postazioni business delle linee aeree del Golfo che con rivali dell’auto, oppure nella semplicità e facilità di accesso dei tre schermi dell’abitacolo, che ha correttamente preso come punto di riferimento Apple, più che i marchi premium tedeschi.

Lucid Motors Air

Insomma, forse con Lucid Motors, più che una nuova Tesla potrebbe essere nata un’altra Lexus: una nuova protagonista inattesa ma che lascia parlare i fatti. Dove la casa americana, ma con capitali multinazionali, avrà però più difficoltà, superato lo scoglio dell’accoglienza dei suoi prototipi, è nel trasferire in produzione un prodotto interessante.

Passare dal piccolo ed unito gruppo al lavoro su studi e prototipi alla produzione, anche se inizialmente, nel 2018 almeno, limitata, non è un compito facile per Lucid. Ma viene voglia di riportare quello che ha scritto Roberto Baldwin su Engadget: “Se riescono a mettere in strada queste auto coi tempi giusti, il mercato dei veicoli elettrici luxury sarà molto più eccitante


Credito foto di apertura: Lucid Motors press kit