Una proposta per veicoli autonomi solo a zero emissioni

La California potrebbe essere la prima area a fissare l’obbligo della propulsione elettrica per tutti i veicoli a guida autonoma avanzata circolanti su strade pubbliche

Il mese scorso una proposta di legge, SB 500, è stata sottoposta alla legislatura di Sacramento: firmata dal senatore Dave Min e sostenuta dalla nota associazione di difesa dell’Ambiente Union of Concerned Scientists, farebbe della California la prima regione a rendere obbligatorio dal 2025 che i veicoli a guida autonoma avanzata che circoleranno su strade aperte al pubblico siano elettrici o fuel cell.

La decisione avrebbe effetti rilevanti non solo sui veicoli passeggeri, che probabilmente saranno una minoranza nella quota complessiva di veicoli ad elevata automazione, ma soprattutto su settori come il ride hailing, le consegne a domicilio, i trasporti merci, prevedendo per ciascuno l’impiego di veicoli a zero emissioni locali.

La proposta si inserisce nel quadro normativo dello stato del Pacifico che prevede già numerosi programmi di promozione dei veicoli elettrici e fuel cell, quali Clean Vehicle Rebate Project o Charge Ahead California Initiative e che sono state fonte di attriti costanti con la precedente amministrazione alla Casa Bianca.

La differenza che farebbe il passaggio della proposta di legge al parlamento californiano non è affatto di dettaglio: il governatore Gavin Newsom, che ha spinto per definire l’obbligatorietà di vendite di soli veicoli passeggeri elettrici per il 2035, non aveva mai fatto cenno ai veicoli commerciali, né ai robotaxi.

Per una parte delle aziende impegnate nella guida autonoma avanzata questo potrebbe costituire un ostacolo. E allo stesso tempo uno sprone per la produzione di veicoli elettrici. Sebbene alcune aziende come Cruise (divisione GM) impieghino già soltanto veicoli elettrici puri, sono numerose quelle che hanno preferito scegliere ibride, tra le quali Argo AI, Voyage, e la maggioranza delle startup cinesi che hanno sedi e permessi per i test in California.

La stessa Waymo, generalmente considerata quella leader per la tecnologia di guida, impiega per i propri robotaxi sia Chrysler Pacifica ibride, sia Jaguar I-Pace al 100% elettriche. Quando i robotaxi saranno molto più numerosi la differenza non sarà irrilevante: se l’americano medio guida tra le 11.000 e le 13.000 miglia l’anno, un autista di Uber guida 30.000 miglia (48.000 chilometri) l’anno, e le società che disporranno di veicoli privi di conducente saranno incentivate a tenere in attività quei mezzi il più a lungo possibile, quindi oltre quella soglia.

Secondo il senatore Min, la sua SB 500 servirà a mettere in sintonia il settore con il resto delle iniziative californiane, nonché a rendere le zero emissioni lo standard prima che le flotte di questi veicoli autonomi diventino quantitativamente un fattore rilevante.

Uno studio basato sull’area di Washington suggerisce che l’effetto di veicoli autonomi sul trasporto della regione, in particolare in alternativa a quello pubblico, per il 2040 potrebbe portare a un incremento delle percorrenze fino al 66% in più.

In effetti tuttavia non è facile prevedere quali saranno le svolte future in alcuni settori: il delivery ad esempio, dove operano startup come Nuro e Refraction AI, sono già fortemente orientate a usare piccoli veicoli autonomi in grado di evitare le strade principali, il che sarebbe un ulteriore contributo allo stato della congestione metropolitana in parallelo alla loro propulsione a zero emissioni.

Brad Templeton, futurologo, imprenditore seriale ed ex-membro del team della Google car, in un commento su Forbes scrive che chi ha: “flotte di robotaxi è già fortemente motivato ad essere elettrico semplicememte perché è più conveniente. I consumi e la manutenzione di auto elettriche sono molto più economici del carburante. Se non fai trasporti merci autostradali, ma ti occupi di attività giornaliere in città, l’elettrico è già la scelta giusta. Nessuna legge è necessaria, né si dovrebbe scriverne una per risolvere un problema che non esiste davvero”.

Secondo Templeton limitare la disponibilità dei sistemi ad elevata automazione sui robotaxi e sulle auto passeggeri a quelle elettriche potrebbe essere controproducente, escludendo prima del tempo ibride ed altri modelli dalla opportunità di migliorarne in misura significativa la sicurezza nel traffico.

Un altro aspetto che può valere la pena di considerare è che almeno per i prossimi anni la coesistenza tra veicoli autonomi ed elettrici presenterà anche un conto in termini di accesso alle risorse di energia delle batterie. Il fitto programma di test di Argo AI ha mostrato l’influenza dei sistemi di bordo, sensori, chip e software sull’autonomia dei veicoli elettrici: secondo John Davis di Ford Autonomous Vehicles possono portar via fino al 50% dell’autonomia ad un mezzo elettrico puro considerato in un servizio di taxi.

Uno studio che sarà presto pubblicato, opera di ricercatori (incluso il docente italiano Giovanni Circella che ci ha gentilmente messo al corrente del contenuto) dell’Institute of Transportation Studies presso l’università di California Davis e da quella di Berkeley, ha simulato la disponibilità di robotaxi (simulato perché in effetti sui mezzi c’erano autisti) con alcune famiglie dell’area di Sacramento.

Il paper ha confermato la già nota tendenza alla decrescita dell’uso del trasporto pubblico con la disponibilità di alternative a costi contenuti, vista in un precedente studio a San Francisco che ha portato alla pubblicazione dell’articolo intitolato “Projecting travelers into a world of self‑driving vehicles: estimating travel behavior implications via a naturalistic experiment”.

Inoltre, il che è particolarmente rilevante per il tema delle emissioni che riguardano e riguarderanno i veicoli autonomi, nel periodo in cui le famiglie partecipanti hanno avuto la disponibilità dei robotaxi simulati, le VMT (miglia viaggiate per veicolo) sono cresciute del 60% rispetto al normale e soprattutto oltre la metà delle percorrenze aggiuntive hanno riguardato viaggi privi di passeggeri.

Ovvero: la futura disponibilità di robotaxi a costi contenuti non solo potrebbe comportare un aumento della congestione per le maggiori percorrenze, ma un effetto analogo potrebbe manifestarsi quanto al numero di veicoli appartenenti a flotte pubbliche o private che circoleranno vuoti sulle strade delle aree urbane.

Lo stesso fenomeno potrebbe manifestarsi con scenari che riguarderanno veicoli privati: se i parcheggi in centro città continueranno ad essere più costosi di quelli in periferia, nella prossima decade potrebbe essere comune che una volta raggiunto il centro un automobilista mandi la propria auto (vuota) verso quelli più economici della periferia. Il genere di scenario che la legislazione californiana vorrebbe evitare avvenisse, limitandolo a veicoli che durante il tragitto non abbiano effetti sulle emissioni locali.

Credito foto di apertura: sito web Cruise