Senza rosso nei risultati del terzo trimestre 2018 Tesla si attrezza per il futuro

Coi risultati del terzo trimestre 2018 Tesla ottiene il maggior utile della sua storia: $312 milioni che le permettono di rilanciare i progetti di espansione in Cina ed Europa

Iniziata poco dopo la mezzanotte italiana, la conference call di Elon Musk con gli analisti di Wall Street è stata una delle più tranquille della storia di Tesla: forse perché i risultati positivi appena presentati avevano già tolto ogni tensione all’appuntamento.

O forse perché con i risultati e gli utili che stanno arrivando Tesla smetterà di essere vista come una startup ma invece come una normale società che produce automobili e attrezzature per il mercato dell’energia.

Negli ultimi trimestri invece la casa californiana aveva presentato conti nella peggiore tradizione delle startup più ambiziose, registrando perdite rispettivamente di $770, $785 e $740 milioni. Ma coi risultati del terzo trimestre 2018 Tesla ha potuto esibire il suo primo utile in due anni, il terzo della sua storia: i conti hanno fatto salire il suo titolo quasi del 12% a $320.

Nei tre mesi chiusi il 30 settembre il profitto è stato di $312 milioni ($1,75 per azione), rispetto alla perdita di $619 milioni dello stesso trimestre 2017. Favorevole anche il dato del free cash flow, il valore corrispondente al cash prodotto dalle operazioni tolte le spese in conto capitale: $881 milioni, contro un risultato negativo per $1,416 miliardi dell’anno precedente.

Oltre ad avere un risultato favorevole finanziariamente, nel più recente trimestre dal punto di vista industriale Tesla aveva già raggiunto l’obiettivo più importante: perché riguardante la Model 3. Tra capriole semantiche ed ingegneristiche ed un diluvio di straordinari, era riuscita a produrre 53.000 auto, pur se alla produzione sono seguiti ostacoli logistici. Ieri Tesla ha indicato come consegne totali del suo modello da grandi numeri 56.065 veicoli.

Anche i ricavi hanno battuto le attese che avevano fissato un obiettivo a $6,1 miliardi: salendo a  $6,8 miliardi il totale ha più che raddoppiato quello dello stesso periodo 2017 ($2,98), un risultato favorevole anche rispetto al trimestre precedente ($4). Ora il cash custodito nelle casse è salito da $2,2 miliardi a $3.

Una cifra che rende tranquilli per le immediate scadenze ma che sarà comunque toccata visti i progetti di espansione globale, a cominciare da quelli a Shanghai dove è stato individuata l’area per la prima Gigafactory cinese, mentre continuano le voci sul sito europeo, forse tedesco.

Si tratta di progetti dalla diversa maturità: quello cinese è certo molto più avanzato e forse sarà preceduto da una fase in cui le Model 3 saranno assemblate localmente prima della produzione vera e propria. In ogni caso richiederanno ingenti spese in conto capitale, così come ne richiederà l’avvio del crossover, ancora da presentare, Model Y.

Dal punto di vista industriale i prossimi obiettivi per Tesla appaiono proprio mantenere il ritmo di gradimento della Model 3, che ha ancora numerosissimi fan americani in attesa della consegna e quelli europei ed asiatici che ancora devono ricevere le prime.

Intanto Model 3 di certo in America si è impossessata del segmento delle medie a spese dei marchi premium tedeschi. Secondo alcuni analisti Tesla sarebbe ora in grado di insidiare anche la tradizionale clientela dei marchi giapponesi.

Nutriamo qualche dubbio in proposito, visto che la media della clientela americana si rivolge a modelli affordable, mentre la Model 3 più accessibile partirà comunque da $45.000, troppi per il cliente tipico di Toyota o Honda negli States.

Forse meglio sarebbe per i californiani restare concentrati sul successo con la clientela dalle maggiori disponibilità economiche (e magari affrettare l’ingresso del crossover Model Y), anche a costo di far appassire qualche speranza troppo ottimistica negli altri segmenti di mercato.


Credito foto di apertura: AUTO21