La promessa di BMW, Mobileye e Intel: auto autonome tra noi nel 2021

Oggi pomeriggio è diventato ufficiale quello che l’annuncio di una conferenza stampa congiunta programmata a Monaco di Baviera di BMW, Mobileye ed Intel lasciava da qualche giorno immaginare: le tre società collaboreranno insieme ad un progetto di guida autonoma destinato a renderla una realtà già nel 2021. Forse poteva essere scelto un momento migliore, visto che si è appena avuta notizia dell’indagine della NHTSA americana sul primo incidente mortale verificatosi ad una Tesla mentre la funzione di guida semi-autonoma Autopilot era inserita. O magari è vero il contrario, visto che un sondaggio della Volvo americana (recentissimo ma precedente alla notizia dell’incidente) ha appena riferito che nove californiani su dieci e l’86% dei newyorchesi lo gradisce, l’arrivo dell’auto a guida autonoma.

Di fatto la marcia verso le auto-robot ha raggiunto ormai un tale ritmo che nessuno vuole essere lasciato indietro. E questo sembra valere soprattutto per Intel, che pur essendo a pieno titolo un gigante della Silicon Valley è indietro rispetto ai concorrenti Infineon e NXP come fornitore di chip per l’industria dell’auto. Secondo Junko Yoshida del sito di elettronica EE Times le prospettive attraenti per Intel risiedono soprattutto nella gestione dell’infrastruttura e del cloud che dovrà gestire una enorme mole di dati di una mobilità eternamente interconnessa.

Non ci sono invece dubbi di sorta sul ruolo di BMW nell’alleanza: la casa bavarese è anche all’avanguardia nelle soluzioni green, l’ultima delle quali prevede la riusabilità totale delle batterie auto come la i3 per soluzioni domestiche di stoccaggio di energia. Nemmeno sul ruolo dell’israeliana Mobileye ci sono punti interrogativi: è una leader in quei sistemi anti-collisione che sono un fattore determinante della sicurezza sia delle auto convenzionali che dei futuri veicoli a guida autonoma e di quello che starà in mezzo fra i due.

Come era prevedibile, il primo protagonista di questa svolta sarà iNEXT, il già annunciato modello BMW con cui il gruppo tedesco intende fondare la strategia della guida autonoma, chiave per ogni futuro sviluppo, miscelando guida in ambienti autostradali con soluzioni urbane di ride hailing. Lo scopo di BMW, Intel e Mobileye è quindi sviluppare tecnologie e standard condivisi (aperti anche a altri partner per il momento da stabilire) che rendano i trasporti leggeri più semplici e sicuri, portando sui veicoli soluzioni ben collaudate che permettano in sicurezza quello che oggi si “vieta” a chi sta al posto di guida: non solo togliere le mani dal volante ma anche lo sguardo oltre il parabrezza, fino al passo successivo di far diventare normali (col livello 5 della guida autonoma) veicoli che sappiano agevolmente spostarsi senza alcun essere umano a bordo, ad esempio mentre lo vanno a prendere. Nella conferenza stampa di oggi il professor Amnon Shashua di Mobileye ha sottolineato che se li immagina possibili nel 2021, magari in aree cittadine delimitate da “steccati” realizzati mediante GPS.


Credito foto di apertura: BMW Global media website

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