Comportati bene al volante: l’app ti vede

La raffica di notizie interessanti o molto interessanti degli ultimi giorni ci ha fatto trascurare qualche notizia degna di non passare inosservata. Ad esempio la presentazione alla Technology Week di Londra dell’esperimento condotto da Ford sui comportamenti alla guida: un progetto che nell’ambito dei programmi dell’azienda americana sulla smart mobility tende a creare e a calcolare un rating oggettivo e affidabile nel tracciare il profilo di chi utilizza il veicolo.

L’idea è stata di fornire ai futuri clienti uno score, una pagella affidabile che possa essere di aiuto nel compilare prezzi e caratteristiche del servizio ad aziende di noleggio, car-sharing, hail-sharing, ma anche a compagnie di assicurazione. In questo caso, come già avviene per le scatole nere già familiari ad alcuni assicurati, il profilo del guidatore viaggia verso una completa copertura dell’attività alla guida (o come passeggero nel caso dell’hail sharing). I buoni comportamenti, come avviene a programmi per la perdita di peso o per la rieducazione dopo interventi chirurgici, sono ovviamente premiati non solo con la costante comunicazione dei risultati al guidatore via app, ma anche con una riduzione dei costi dei viaggi.

Come un’app che segue l’attività fisica mostrando la distanza percorsa e le calorie che bruciamo, una pagella personale del guidatore incoraggia la gente a guidare in modo più smart”, ha detto Jonathan Scott, capo progetto del reparto smart mobility della Ford. “Volevamo capire meglio come la gente usa i nostri prodotti in modo da sostenerli nel migliorare quei comportamenti, e un punteggio, abbinato a suggerimenti, rende più facile migliorarsi”.

Per quattro mesi volontari hanno guidato quaranta Fiesta a Londra, registrando i comportamenti per oltre 160.000 chilometri, ovvero più di 4.000 0re. I dettagli sono stati registrati dalle scatole nere raccogliendo dati dai sensori che coprivano dallo sterzo all’acceleratore, oltre a informazioni sulle reazioni dei guidatori che ne seguivano battito cardiaco e movimenti degli occhi, e Ford collabora con l’università di Nottingham ad una ricerca collegata sullo stress alla guida. Il risultato sarà un profilo del guidatore nell’ambito della mobilità che potrebbe offrire significativi sconti da parte di assicurazioni o società di noleggio, dando un ulteriore impulso a comportamenti all’insegna dell’efficienza.

Quasi negli stessi giorni, i risultati di uno studio dell’università di Chicago condotto su circa 40.000 voli di piloti della linea aerea Virgin Atlantic effettuati nel 2014, hanno rivelato che semplicemente comunicando con precisione ed in modo consistente a gruppi di comandanti i dati sul risparmio di carburante, si è riusciti a ottenere risparmi di carburante oscillanti tra il 9% ed il 20%, coinvolgendo le fasi critiche del taxi a terra e del volo di crociera. I comportamenti alla guida dei partecipanti ad un programma via smartphone magari non potranno risparmiare 6.828 tonnellate di kerosene come i piloti Virgin Atlantic, ma potrebbero risparmiare per le proprie tasche.

Un aspetto importante della ricerca annunciata da Ford è che il punteggio di un guidatore dovrebbe essere realizzato in modo da essere “portabile”, ovvero gli sconti acquisiti con un programma (Ford) dovrebbero essere conservabili su un altro, con il marchio FCA, ad esempio. E’ questo un tipo di approccio in cui la casa americana si trova già in sintonia con le direttive dell’Unione Europea, che sulla falsariga di quanto avvenuto con le telecomunicazioni ha spesso messo l’accento sul fatto che programmi di monitoraggio e scatole nere di assicurazioni o in questo caso di società dell’auto vanno implementati tenendo presente come riferimento i consumatori e non la profittabilità aziendale.