Rivelata a sorpresa una trattativa sulle batterie tra Volkswagen e SK Innovation

Il gruppo di Wolfsburg ha già investito nelle batterie per auto elettriche di nuova generazione; una joint venture coi coreani di SK Innovation riguarderebbe invece produzioni più imminenti

Rivelazione interessante quella contenuta in un articolo del periodico finanziario tedesco Manager: il gruppo Volkswagen starebbe preparando un ingresso nella produzione su larga scala di celle per batterie in collaborazione con un partner coreano. Non i due principali player del settore LG Chem o Samsung SDI, ma il “terzo incomodo” SK Innovation.

Sebbene la joint venture sia ancora alla fase di trattativa (le due società interessate non hanno commentato la voce), l’obiettivo esplicito della collaborazione sarebbe arrivare alla realizzazione di una o più Gigafactory europee di batterie per auto elettriche.

Questo accordo confermerebbe il rovesciamento della posizione sul tema del gruppo Volkswagen sotto l’attuale amministratore delegato Herbert Diess rispetto a quella del predecessore Matthias Müller, nettamente contrario all’eventualità di impegnarsi nello sviluppo e produzione di celle per i cospicui investimenti necessari.

Finora però il dottor Diess ed i suoi manager avevano esplicitamente accennato alla prossima generazione di batterie solid state, con una finestra temporale che guarda al 2024/2025, e per questo il gruppo tedesco ha da poche settimane acquisito la startup americana Quantumscape attiva proprio in quel campo.

Invece, una trattativa sulle batterie tra Volkswagen e SK Innovation che conducesse ad una reale collaborazione coi coreani, implicherebbe la produzione di celle in un futuro molto più prossimo, nella prima metà della prossima decade e con tecnologie non radicalmente dissimili dalle attuali.

In Europa SK Innovation, divisione del colosso petrol-chimico SK, ha già un progetto per una fabbrica ungherese con capacità di 7,5 GWh. Un impianto che è solo un mattone di un piano industriale molto ambizioso che ha come traguardo fissato al 2030 una quota del mercato delle batterie per veicoli elettrici del 30%, rispetto al 3% raggiunto nel corso del mese di agosto.

Una quota molto distante da quella attuale e che quindi richiederà crescita sia forniture sia produzioni che la portino a superare il ruolo di terza forza coreana dietro ad LG Chem e Samsung SDI.

Negli otto mesi da gennaio ad agosto SK Innovation ha prodotto 428,9MWh di celle per auto. Molto più dei 160MWh nello stesso periodo del 2017, ma ancora lontani dai rivali ai vertici del settore. In Cina, ad esempio, quest’anno uno dei principali produttori globali di veicoli elettrici e batterie come BYD prevede di produrre per l’equivalente di 28 GWh.

SK Innovation entro fine anno dovrebbe portare la capacità del suo impianto coreano di Seosan a 4,7 GWh. A questo e a quello ungherese occorre aggiungere un altro impianto cinese da 7,5GWh: sommandoli tutti la capacità dovrebbe arrivare a regime nel 2022 a 20GWh.

Si tratta della capacità necessaria per dotare di energia 670.000 auto elettriche, ma ancora lontano da una posizione dominante sul mercato. La possibilità di collaborare in modo stretto con il gruppo Volkswagen amplierebbe per i coreani opportunità di far valere economie di scala e ruolo da protagonista nell’accedere alle materie prime.

Se non è ancora nota per un ruolo dominante nel mercato delle celle per batterie auto,  invece SK Innovation si è fatta notare per i passi avanti nella tecnologia: le sue celle basate su chimica NCM 811, a basso contenuto di cobalto, erano molto attese e a suo tempo l’azienda ne aveva promesso l’arrivo già in questo 2018.

Ma poi l’azienda, come la rivale LG Chem che a sua volta puntava al primato in questa fresca soluzione tecnologica, ha rinviato al 2019 le consegne del nuovo tipo di celle. Il risultato immediato è stato che SK Innovation ha perso la possibilità di equipaggiare il nuovo SUV elettrico Mercedes-Benz EQC.

Sul prodotto della stella a tre punte (contrariamente a quanto anche AUTO21 aveva riportato a settembre) saranno invece montate celle LG Chem con chimica NCM 622, le stesse cui fanno ricorso le rivali dirette dell’EQC: Jaguar I-Pace e Audi E-Tron quattro.

Peraltro voci di stampa tedesche hanno riportato nei giorni scorsi che LG Chem, subissata di ordini di gruppi che stanno varando nuovi modelli elettrici, avrebbe già chiesto ad Audi una modifica al contratto di fornitura di celle per l’E-Tron più onerosa del 10%. Uno dei motivi dello slittamento di un mese dell’arrivo nelle concessionarie del nuovo SUV elettrico dei quattro anelli.

Non è da escludere che l’interessamento di Wolfsburg ad una collaborazione con SK Innovation, probabilmente trattativa di vecchia data, possa ora accelerare dopo la recente svolta, che impatterebbe in modo significativo sui listini delle auto elettriche del gruppo.


Credito foto di apertura : ufficio stampa SK Innovation