Il piano Audi per la produzione del futuro, più flessibile, più elettrica

“360factory” è la rappresentazione organica del futuro manifatturiero dei quattro anelli: entro il 2029, tutti i siti realizzeranno almeno un modello elettrico ed entro il 2033 dimezzati i costi di fabbrica

Audi è pienamente impegnata nella mobilità elettrica e aggiorna e potenzia di conseguenza la propria produzione. Una realtà che sotto la guida di Markus Duesmann è piuttosto chiara da tempo e che è stata aggiornata questa settimana con una roadmap che ha la caratteristica di spingere ancora di più sui modelli e sulla tecnologia a zero emissioni locali.

Un fatto che non piacerà ad esperti e giornalisti dell’auto italiani in trepidante attesa di ribaltoni quanto a tecnologia. Forse proprio per non “agitare” troppo questa audience passatista, il testo della nota ufficiale diffusa in Italia non inizia con la stessa frase dei comunicati stampa in tedesco (“Audi setzt voll auf Elektromobilität”) o di quella del comunicato in inglese, tanto chiara da non aver bisogno di traduzione: “Audi is all in on electromobility”.

Ma se in questo caso si è lesinato sulla forma, la sostanza è ben chiara. Il piano dei quattro anelli per la futura strategia di produzione racchiuso dal motto “360factory” prevede che entro fine decennio, il marchio di Ingolstadt costruirà modelli alimentati al 100% da energia elettrica in tutti i propri siti.

A fare da sfondo c’è la certezza da tempo delineata che Audi a partire dall’anno 2026 lancerà sui mercati soltanto nuovi modelli con propulsione elettrica a batteria e che è prevista una graduale rimozione dalle linee di produzione dei motori convenzionali entro il 2033.

Peraltro l’azienda di Ingolstadt si è lasciata la possibilità di mettere un “piede nella porta” prima di chiuderla pensando al solo mercato cinese; nel primo a livello globale i manager si attendono oggi che la domanda per alimentazioni termiche possa continuare oltre il 2033, il che potrebbe spingere a mantener oltre i traguardi previsti una fornitura di veicoli con motori a combustione dalla produzione locale.

In Europa questa alternativa non è prevista. Oggi i due poli produttivi Audi che costruiscono veicoli al 100% elettrici sono Forest (presso Bruxelles) e Böllinger Höfe, non lontana dalla storica sede ex-NSU di Neckarsulm. Come noto proprio in Belgio si era partiti col modello battistrada, da poco ribattezzato Q8 E-Tron, mentre dalla fabbrica delle sportive e super-sportive escono le E-Tron GT.

Al momento attuale, i modelli Audi che al contrario di questi due nascono sulla piattaforma modulare solo elettrica MEB, ovvero le Q4 E-Tron, nascono a Zwickau, considerabile come la “casa” della famiglia ID fin dagli albori di questa produzione.

Le informazioni di queste ore confermano che l’Audi Q6 E-Tron sarà il primo modello puramente elettrico a uscire dalla linea di produzione flessibile di Ingolstadt (accanto alle A4 ed A5) da fine 2023. Audi quindi preferisce far evolvere le proprie linee attuali, invece di creare nuovi impianti come altri rivali (ad esempio, quello BMW della Neue Klasse).

Nonostante questo riesce ad attenersi al programma, cosa particolarmente importante perché in estate è previsto il lancio della rivale diretta della prima Audi sulla nuova piattaforma PPE: BMW I5. La “cugina” Porsche aveva già confermato un ritardo al 2024 per la sua Macan elettrica lo scorso luglio.

Anche a Neckarsulm, San José Chiapa e nell’ungherese Győr la produzione di auto puramente elettriche inizierà negli anni successivi. Nel 2029, tutti i siti produttivi produrranno almeno un veicolo completamente elettrico. Non vengono specificati modelli di veicoli elettrici per le località che devono essere aggiornate per la produzione di veicoli elettrici.

Per lo stabilimento di Neckarsulm, tuttavia, la A6 E-Tron e la sua versione station wagon vengono considerati certi da esperti e dalla stampa specializzata tedesca. Se l’attuale divisione degli impianti sarà conservata, un modello compatto potrebbe essere prodotto in Ungheria (dove oggi nasce A3). Infine in Messico sono costruiti finora i SUV Q5 per i mercati globali.

La casa ci tiene a precisare che tutti i dipendenti delle fabbriche globali andranno incontro ad ulteriore formazione professionale entro metà decennio: Audi ha infatti già stanziato per questo 500 milioni di euro.

L’elettrificazione di impianti esistenti, invece che crearli da zero, non esime l’azienda dal cercare maggiore produttività: i manager si sono dati l’obiettivo di dimezzare, entro il 2033, i costi di fabbrica, e senza far pagare alcuno scotto alla clientela o all’ambiente con questa transizione.

A sostenere questa rincorsa ci sarà sicuramente il fattore della minore complessità dei futuri modelli, ma anche un processo di produzione digitalizzato più snello, con la stessa produzione tenuta in considerazione molto presto nello sviluppo dei prossimi veicoli.

Credito foto di apertura: ufficio stampa marca Audi/VW Group Italia