Sul crossover di successo Toyota CH-R arriverà la versione ibrida «plug-in»

I giapponesi continuano il rinnovo della gamma e dopo Prius 5 ora è il turno della seconda generazione C-HR a rivelarsi: avrà la presa ma non sarà al 100% elettrica

Toyota ha alzato il velo sul futuro sostituto del CH-R in occasione del “Kenshiki Forum”, evento su design e tecnologia della casa giapponese dove per gli invitati una parte del tempo è stata dedicata alla nuova Prius quinta generazione. Se il modello ibrido che è stato pioniere di questa tecnologia sarà solo plug-in in Europa, nella gamma per gli anni a venire la nuova generazione CH-R si spinge ancora oltre in cifra stilistica e guadagna un gruppo ibrido ricaricabile.

La prima generazione del CH-R è andata incontro a un vistoso e duraturo successo. Il modello giapponese, a metà strada tra la categoria dei SUV urbani e compatti, ha venduto infatti quasi 600.000 unità dal 2016 ad oggi nel Vecchio Continente. Il suo stile dalle linee decise che non passano inosservate e il propulsore ibrido hanno ampiamente contribuito a questo gradimento della clientela.

La sua sostituzione, presentata sotto forma di un prototipo chiamato “CH-R Prologue”, dà alcune indicazioni di quella che sarà la seconda generazione prevista per il 2024 e che dovrebbe avere ancora le stesse dimensioni dell’attuale, che è lunga circa 4,36 metri. Come il primo CH-R, è stato progettato in Francia, da uno dei centri stile Toyota Europe con sede a Sophia Antipholis, un polo tecnologico che attrae numerose startup e grandi aziende vicino a Nizza.

Le linee guida per i progettisti erano di non perdere le peculiarità del primo CH-R e si può dire che questo obiettivo sia stato centrato. Per la verità, sembrano piuttosto essere altri modelli recenti Toyota ad averne appreso quella lezione estetica, come nel caso dei nuovi modelli full electric della famiglia BZ, e quindi nel nuovo CH-R si vedrà un’aria di famiglia tra nuovi rappresentanti della gamma BEV e queste ibride in versione convenzionale o PHEV.

Quello che si vede nelle immagini pubbliche al 90% dovrebbe corrispondere a quello che sarà il modello di produzione previsto per l’inizio del 2024. Ritroviamo la silhouette coupé molto marcata con fianchi rialzati e una specifica colorazione tricolore che aggiunge vigore alla linea avvolgendo tutta la parte posteriore della vettura, come sull’ultima Aygo X.

Il frontale che nel gruppo giapponese chiamano “hammerHead”, ispirandosi alle forme sottili ed aerodinamiche della testa dello squalo-martello, è composto da una aggressiva griglia tridimensionale protesa in avanti e da una firma luminosa molto sottile.

Gli specchietti retrovisori sostituiti da fotocamere probabilmente non li troveremo nel modello di produzione, mentre restano una incognita gli interni che saranno svelati nel 2023 nel periodo di apertura degli ordini. Non è però difficile indovinare che ci sarà il nuovo schermo multimediale da 10,25 pollici.

Il prossimo crossover CH-R provvederà anche ad aggiornare il powertrain ibrido convenzionale che ha contribuito al suo successo in Europa e aggiungerà all’offerta un motore ibrido plug-in, i cui dati tecnici sono stati tenuti riservati. Ma questa tecnologia dovrebbe prevedere anche la trazione integrale, che sarebbe una novità assoluta per CH-R.

Se prenderà le mosse dalla tecnologia Prius 5 potrebbe trattarsi della versione con cilindrata di 1,8 litri da 223 cavalli e con autonomia solo elettrica ancora da confermare, sebbene di per sé l’aerodinamica rialzata da crossover non faccia pensare allo stesso valore della Prius 5 (70 chilometri).

Credito foto di apertura: ufficio stampa Toyota Europe