7 giorni di business che cambia la mobilità: 18 – 24 luglio 2022

I protagonisti della settimana: Amazon, BMZ, CALB, CARIAD, Envision, Ford, Jet H2 Energy, Phoenix Mobility, Renault, Rivian, Rolls Royce, Samsung SDI, Skeleton, STM

18 luglio: Envision AESC dopo l’ampliamento a Sunderland e l’avvio di un polo in Francia per fornire Renault, ha deciso di aprire una terza Gigafactory europea in Spagna, con la collaborazione col governo spagnolo che ha assicurato (come in precedenza la fabbrica di batterie Volkswagen approvata per Sagunto) l’accesso alle sovvenzioni nazionali del programma PERTE. Alla fabbrica di celle che sorgerà nella città dell’Estremadura di Navalmoral de la Mata e entrerà in funzione nel 2025 con una capacità fino a 50 GWh, collaboreranno 12 partner di dieci comunità autonome aderenti al progetto “VENERGY+”. L’importo del finanziamento non è menzionato nella comunicazione ufficiale. Nel piano per la fabbrica sono inclusi un centro digitale Net Zero, un impianto di idrogeno verde e un impianto di assemblaggio per turbine eoliche. Fino a 3.000 posti di lavoro saranno essere creati nella sola nuova fabbrica di batterie. Envision AESC non fornisce ancora ulteriori dettagli sul tipo di celle prodotte lì, né sui primi possibili clienti della produzione spagnola. Si sa però che l’impianto per la produzione di idrogeno verde sarà costruito nella regione di Castiglia-La Mancia mentre finiranno in Castiglia e nella regione di León, nel nord-ovest del paese, gli impianti per l’assemblaggio di turbine eoliche (Envision in Cina prima di occuparsi di batterie è nato come gruppo attivo nelle rinnovabili).

18 luglio: Renault e Phoenix Mobility, azienda di Grenoble specializzata nella trasformazione dei veicoli commerciali in elettrici, firmano una lettera di intenti mirata allo sviluppo e commercializzazione di un kit di retrofit, un inedito in Francia nel mercato dei veicoli commerciali. Questa soluzione innovativa permette di trasformare i veicoli commerciali termici più vecchi di 5 anni in veicoli elettrici. La prima fase, in forma di Proof of Concept, consiste nello sviluppo congiunto di un primo kit di retrofit per Renault Master in previsione della commercializzazione a partire dal 2023. L’obiettivo di questa prima fase consisterà nel commercializzare e installare circa 1.000 kit dimostrando ai clienti professionali i vantaggi del retrofit (comfort della guida elettrica, rispetto dell’ambiente, risparmio economico, ecc.). A lungo termine, questa soluzione innovativa sarà estesa ad altri modelli. I kit saranno assemblati dal gruppo Renault nel sito di Flins, dedicato all’economia circolare; Phoenix Mobility si occuperà della commercializzazione.

18 luglio: Rolls-Royce lancia un nuovo programma sull’idrogeno. Il gruppo inglese sta pianificando una serie completa di test al banco per dimostrare che l’idrogeno può fornire energia in modo sicuro ed efficiente per aeromobili di piccole-medie dimensioni dalla metà degli Anni ’30 in poi. L’azienda si propone di passare a una fase di test in volo come parte del programma a lungo termine. Sono previsti due test a terra: su un motore Rolls-Royce AE 2100 nel Regno Unito quest’anno e un motore a reazione Rolls-Royce Pearl 15 in una data futura. Ciò si baserà sui test di combustione dell’idrogeno già ben avviati in collaborazione con l’Università di Loughborough e l’istituto di ricerca tedesco DLR, con l’input della Cranfield University sulla gestione del sistema di alimentazione. Anche i sistemi ibridi-elettrici e a idrogeno fanno parte di un progetto di ricerca sul settore dell’aeronautica regionale in corso con WiderØe ed Embraer. La ricerca sull’elettricità ibrida di Rolls-Royce è stata condotta sul dimostratore Power Generation System 1 (PGS1), costituito da un motore AE 2100 con controlli specialistici e sistemi di gestione termica. I test a Bristol, nel Regno Unito, e a Trondheim, in Norvegia, si sono da poco conclusi: il sistema ha fornito oltre 1,5 megawatt di potenza, la prima volta che tale valore è stato raggiunto in aviazione. Rolls-Royce ora punta a capire come una versione commerciale di PGS1 potrebbe essere definita e discutere su quali potrebbero essere i loro requisiti futuri dei veicoli così equipaggiati.

19 luglio: la divisione britannica del gruppo petrolchimico americano Phillips 66 ed H2 Energy Europe hanno perfezionato una nuova joint venture paritaria per creare e gestire una rete di postazioni di vendita al dettaglio di idrogeno in Germania, Austria e Danimarca. JET H2 Energy Austria GmbH combinerà l’esperienza di vendita al dettaglio di Phillips 66 e l’esperienza sull’idrogeno di H2 Energy e sarà ben posizionata per promuovere lo sviluppo dell’idrogeno in Europa. La nuova società prevede di sviluppare circa 250 stazioni di rifornimento di idrogeno entro il 2026. La rete di stazioni di rifornimento di idrogeno di JET H2 Energy per veicoli pesanti, leggeri e passeggeri comprenderà stazioni di vendita al dettaglio a marchio JET esistenti e nuove sedi sulle principali rotte di trasporto e presso sedi di clienti. La società intende fornire ai propri siti idrogeno verde (H2 Energy sta sviluppando un impianto di elettrolisi da 1 GW in Danimarca in grado di generare circa 100.000 tonnellate annue di idrogeno verde proveniente da eolico offshore) e costruire relazioni con clienti e case, a cominciare dai legami già stretti con Hyundai Hydrogen Mobility.

20 luglio: la divisione del gruppo Volkswagen dedicata al software CARIAD ed il gruppo franco-italiano dei semiconduttori STM annunciano che vareranno a breve lo sviluppo congiunto di un SoC (System-on-Chip) automobilistico dall’architettura unificata. I partner stanno sviluppando hardware su misura per la connettività, la gestione dell’energia e gli aggiornamenti via etere. La cooperazione pianificata si rivolge alla nuova generazione di veicoli del gruppo Volkswagen. Entrambe le aziende si stanno muovendo per concordare che la produzione effettiva del chip, la cosiddetta attività di foundry, sia affidata a Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC). La mossa di CARIAD mira a garantire la fornitura di chip per la gamma del gruppo di Wolfsburg con anni di anticipo evitando il ripetersi di periodi di carenza di componenti come quello attuale.

19 luglio: la startup Skeleton Technologies annuncia l’espansione della sua produzione di supercondensatori. Il secondo sito produttivo dell’azienda estone sarà costruito in Germania a Markranstädt, in quell’area di Lipsia che ha già attirato altri poli produttivi collegati alla mobilità e all’innovazione e che entrerà in funzione nel 2024. Nel progetto l’azienda sta investendo €220 milioni, con il gruppo Siemens che è entrato in una partnership tecnologica per lo sviluppo, la pianificazione e l’implementazione di un impianto di produzione completamente automatizzato e digitalizzato lungo l’intera catena del valore, dalla progettazione di celle di supercondensatori alla produzione e ai servizi. I supercondensatori Skeleton sono utilizzati nei trasporti, nella rete, in applicazioni industriali e auto, utilizzando il materiale brevettato “grafene curvo”.

20 luglio: il gruppo tedesco BMZ e quello cinese CALB (China Lithium Battery Technology) firmano un accordo di cooperazione strategica grazie al quale vogliono sviluppare e produrre batterie agli ioni di litio per l’uso in veicoli commerciali e d’opera elettrici per i mercati di Europa, America e Asia-Pacifico. All’inizio si prevede di basarsi su celle con chimica ternaria NMC realizzate da CALB, ma dal 2025 in poi saranno offerte anche batterie a stato solido, di cui la nota ufficiale non rivela per il momento alcun dato tecnico. BMZ finora si è concentrata soprattutto su un mercato fatto di camion e autobus, nonché veicoli agricoli e mezzi da costruzione elettrici. A febbraio BMZ aveva presentato TerraE come marchio globale di batterie, ma non è chiaro se almeno in Europa i frutti della collaborazione manterranno il marchio. A settembre 2021 CALB, in espansione nella quota di mercato nazionale, aveva annunciato l’intenzione di espandere la propria capacità produttiva a 300 GWh entro metà decennio, anche con una Gigafactory da 50 GWh a Hefei e, come annunciato lo scorso gennaio, una fabbrica di batterie in Europa.

21 luglio: ai piani e ai nuovi accordi Ford sulla catena della fornitura di materie prime per le batterie, svelati in questa data, abbiamo dedicato un articolo intero che trovate qui.

21 luglio: con una cerimonia ufficiale parte la costruzione della seconda fabbrica di celle Samsung SDI in Malesia, dove i coreani sono presenti dal 2012. Il nuovo impianto di Seremban, nel quale Samsung SDI investirà 1,7 trilioni di won (circa $1,3 miliardi), dovrebbe iniziare la produzione in serie di celle cilindriche nel 2024, probabilmente anche nell’attesissimo formato 4680 lanciato a suo tempo da Tesla. Una linea-pilota per le celle cilindriche di grande formato è attualmente in costruzione in Corea del Sud, ma la produzione in serie avverrà a Seremban, secondo il solitamente bene informato sito specializzato The Elec. Nel 2024 prenderà l’avvio la produzione in formato più tradizionale 21700, che saranno vendute col marchio PRiMX adottato dai coreani per la linea di celle e che contraddistinguerà anche il prodotto che nascerà nell’Indiana dalla joint venture americana con Stellantis. Oltre a queste e alle celle 4680, Samsung SDI starebbe anche sviluppando celle dello stesso diametro ma più corte per altre case automobilistiche, tra le quali addetti ai lavori coreani ipotizzano l’interesse di BMW per tali celle 4640 o 4660 per i modelli elettrici della futura piattaforma Neue Klasse.

21 luglio: dopo la fase sperimentale, Amazon inizia ad utilizzare i furgoni elettrici di Rivian negli Stati Uniti per le proprie consegne. Il lancio riguarda oltre una dozzina di città tra cui Baltimora, Chicago, Dallas, Kansas City, Nashville, Phoenix, San Diego, Seattle e St Louis. Entro la fine dell’anno, migliaia di furgoni al 100% elettrici di Rivian saranno utilizzati in oltre 100 città, secondo il colosso della vendita al dettaglio online. I veicoli sono stati sviluppati dal 2019 per soddisfare le esigenze del business delle consegne di Amazon, dopo che il gruppo fondato da Jeff Bezos aveva ordinato 100.000 esemplari e acquisito una quota della startup. Tutti i furgoni di consegna dell’ordine devono essere consegnati entro il 2030. Il veicolo utilizza la piattaforma Rivian su cui si basano il pickup R1T e il SUV R1S ed esiste in due varianti (EDV500 e EDV700), corrispondenti a 500 e 700 piedi cubici di volume di carico (equivalenti a 14,1 e 19,8 metri cubi). Una terza variante con un volume di carico di 900 piedi cubi (equivalente a 25,5 metri cubi) seguirà in un secondo momento. I veicoli nascono nello stesso stabilimento ex-Mitsubishi aperto da Rivian a Normal, Illinois.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Amazon

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