24 ore di reazioni all’addio a Volkswagen di Herbert Diess

Con tre anni di anticipo sulla scadenza del suo contratto, dal 1 settembre Diess lascerà Wolfsburg, dove si era rivelato il massimo sostenitore di un’auto rinnovata, basata su batterie e software. Come chi lo ha preceduto, anche chi lo seguirà viene da Porsche: Oliver Blume

“È una sorpresa, una colossale sorpresa estiva”, scrive il quotidiano finanziario francese Les Echos, subito dopo la rivelazione del “divorzio”. “Herbert Diess, l’uomo che ha cercato di elettrificare la Volkswagen sin dal suo arrivo nel 2015, nel bel mezzo del Dieselgate, lascia il suo posto a capo del gruppo automobilistico leader in Europa. Il Consiglio di Sorveglianza ha nominato Oliver Blume, il capo della Porsche, al suo posto, a partire dal 1 settembre“.

“Diess è stato informato intorno a mezzogiorno di giovedì che i principali azionisti della società e i rappresentanti dei lavoratori avevano deciso di licenziarlo”, scrive il Wall Street Journal ricostruendo le ultime ore che hanno preceduto l’addio del sessantatreenne manager a Volkswagen. “Il più ampio Consiglio di Sorveglianza ha appreso della decisione in una riunione intorno alle 16:30 di venerdì (ora locale), secondo una persona che ha familiarità con il provvedimento”.

“Con il cambio ai vertici del gruppo, il Consiglio di Sorveglianza trae le conclusioni da anni di litigi intorno a Herbert Diess“, osserva il quotidiano economico tedesco Handelsblatt. “È stato sul punto di essere rimosso diverse volte, l’ultima all’inizio di dicembre 2021. A quel tempo, aveva attirato le ire dei dipendenti quando aveva suggerito di tagliare 30.000 posti di lavoro presso la sede di Wolfsburg”.

“Nel suo breve mandato, spinse massicciamente il gruppo nella direzione dell’elettromobilità e si scontrò ripetutamente con il potente consiglio di fabbrica”, fa notare la testata specializzata tedesca Automobilwoche. “Ammira Tesla e il suo capo Elon Musk, ma si dice che abbia rifiutato l’offerta per diventare il CEO del pioniere elettrico. Senza i suoi continui ed energici avvertimenti, il passaggio di Volkswagen a produttore di auto elettriche non sarebbe mai avvenuto così rapidamente. La Volkswagen è ben preparata per il futuro, nonostante vari problemi alla Cariad. L’azienda può ringraziare Herbert Diess per questo”.

“Fonti a conoscenza della questione hanno affermato che le famiglie Porsche e Piech, che possiedono oltre la metà dei diritti di voto e una partecipazione del 31,4% in Volkswagen, hanno fatto pressioni per un cambio al timone”, rivela l’agenzia Reuters. “”Diess era incorreggibile. Ha cambiato in modo significativo la Volkswagen, in meglio. Ma la sua comunicazione era inadeguata”, ha detto una fonte, chiedendo di non essere nominata“.

“La guida Porsche [Oliver] Blume era stato a lungo considerato un possibile successore di Diess” osserva dal centro degli affari tedesco, Francoforte, il quotidiano FAZ. “Il suo nome era stato menzionato più volte dietro le quinte quando un conflitto tra il capo della Volkswagen e il potente consiglio di fabbrica su possibili nuovi programmi di austerità si è intensificato l’anno scorso. Già prima c’erano state violente divergenze di opinione con parti del Consiglio di Sorveglianza sull’ulteriore strategia e su un possibile taglio drastico di posti di lavoro presso la più grande casa automobilistica europea”.

Il 1 settembre Herbert Diess dirà addio al gruppo Volkswagen, nel quale era approdato nel 2015 proveniente da quello rivale BMW (credito foto: ufficio stampa Volkswagen AG)
Credito foto di apertura: ufficio stampa Volkswagen AG