Herbert Diess per rilanciare inizia da Wolfsburg

L’uomo della svolta elettrica Volkswagen porta a casa una quota della spesa totale fino al 2026 investita in innovazione aumentata al 56% (dal 50% della pianificazione precedente): e proprio il sito della Bassa Sassonia appare decisivo per la partita

La lotta di potere a Wolfsburg che si gioca spesso attorno e dietro al Consiglio di Sorveglianza ha superato un altro snodo complesso: il CEO del gruppo Herbert Diess manterrà il suo incarico e in futuro si occuperà anche di questioni strategiche della giovane divisione Cariad, società posta a presidiare un settore come quello del software tanto importante che ieri il gruppo rivale Stellantis gli ha dedicato una giornata intera per convincere gli investitori di quanto avanti sia nel riuscire a spremerne ricavi e utili.

Entro il 2030 i vertici tedeschi prevedono che quasi un terzo dei ricavi nel mercato globale della mobilità proverrà da servizi basati su software. Per sfruttare questo potenziale, entro il 2026 sono stati stanziati €30 miliardi per la digitalizzazione dei prodotti e dell’azienda, compresa la guida autonoma, con un incremento di circa il 10% rispetto alla precedente pianificazione.

Per la mobilità elettrica, l’ibridazione e la digitalizzazione è stato stanziato un totale di circa €89 miliardi, €16 miliardi in più rispetto al Planning Round 69. I costi di investimento e di sviluppo per la mobilità elettrica sono stati aumentati di circa il 50 percento nel Planning Round 70 a 52 miliardi di euro.

Il fabbisogno di investimenti aggiuntivi è dovuto principalmente all’accelerazione dell’accelerazione della mobilità elettrica nell’ambito del New Green Deal, nonché la creazione di fabbriche di celle e l’integrazione verticale nella catena del valore delle batterie.

Il capo del marchio Volkswagen Ralf Brandstätter entrerà nel Consiglio il prossimo anno nel nuovo anno, e dal prossimo agosto solleverà anche Diess dall’occuparsi della Cina. Il suo successore sarà il capo della Skoda Thomas Schäfer. Le decisioni sono state precedute da speculazioni sul futuro di Diess, criticato per molte ragioni, incluso essere troppo fan… Tesla, per un numero uno di Wolfsburg. Il presidente del Consiglio di Sorveglianza Hans-Dieter Pötsch ha mediato e la navigazione del gruppo può continuare.

Continuando quindi con gli investimenti e il rinnovamento verso il futuro: che riguarderanno principalmente la mobilità elettrica e la digitalizzazione, rappresentando questi per la prima volta la quota maggiore degli investimenti totali di €159 miliardi, con il 56% ovvero €89 miliardi. Una rotta giustificata dalle previsioni che valutano che la quota di veicoli elettrici puri nella flotta venduta crescerà da circa il 5-6% attuale a circa il 25% nel 2026.

Per questo nell’ambito del Planning Round 70 il gruppo tedesco ha deciso di spingere l’acceleratore sulla conversione all’elettrico dei suoi stabilimenti europei nel perseguimento dell’obiettivo di diventare leader del mercato globale della mobilità elettrica entro il 2025, espressa nella strategia battezzata New Auto: più siti coinvolti permetteranno di generare ulteriori sinergie e sfruttare le economie di scala.

Il gruppo investirà circa €21 miliardi nei suoi stabilimenti nella sola Bassa Sassonia, una scelta che ha reso entusiasta Stephan Weil, ministro presidente dello Stato della Bassa Sassonia e membro del Consiglio di Sorveglianza del gruppo, la maggior parte dei quali sarà convogliata in siti di produzione e impianti di componentistica. A medio termine Hannover diventerà completamente elettrica, avviando un ammodernamento del sito.

Il progetto attualmente più innovativo sarà realizzato proprio ad Hannover: lì verrà prodotto il primo veicolo del programma Artemis. Confermata anche la realizzazione di pianali e carrozzeria per un nuovo modello Bentley. Un altro modello derivato dalla piattaforma flessibile MEB, il California, è stato approvato per questo sito. Inoltre ad Hannover farà capo la guida autonoma del gruppo, come gli shuttle della consociata MOIA e il robotaxi ID.Buzz AD.

Per il sito principale, Wolfsburg, il Consiglio di Amministrazione ha delineato i piani per una profonda riorganizzazione dello stabilimento entro il 2030: il destino della definitiva via dell’elettrificazione su cui spinge Diess passerà anzitutto dal Trinity Project.

Data la forte domanda di veicoli elettrici, il gruppo prevede anche di riattrezzare il sito per la piena produzione dell’ID3 dal 2024, garantendo la redditività con un pacchetto di siti. Entro il 2024 è prevista una produzione parziale con forniture da Zwickau. Il piano consentirà al Gruppo di servire volumi di mercato aggiuntivi che Zwickau da solo non sarebbe in grado di gestire a causa delle buone previsioni di utilizzo della capacità a lungo termine.

Il capo del Consiglio di Fabbrica Daniela Cavallo (nella foto di apertura a destra con Pötsch e Diess), che aveva attaccato frontalmente l’amministratore delegato in passato, almeno nelle dichiarazioni riportate dalla nota ufficiale appare aver gradito il precisarsi di un ruolo nel piano industriale che non appare indebolire Wolfsburg né il suo organico, dicendo di approvare una trasformazione sistematica che vada di pari passo con prospettive sostenibili per la salvaguardia dei posti di lavoro vanno di pari passo.

Il CEO Diess le era venuto incontro dichiarando: “Wolfsburg, la sede storica del nostro gruppo, sarà al centro della trasformazione, perché possiamo salvaguardare la nostra posizione di forza a lungo termine solo se Wolfsburg avrà successo. Daremo al sito di Wolfsburg una nuova identità con la nostra visione per il 2030. Il nostro obiettivo è creare un sito sostenibile a livello internazionale con una guida efficiente del gruppo, due impianti di produzione elettrica, oltre a un centro di ricerca e sviluppo all’avanguardia e stabilire ed espandere altri campi orientati al futuro”.

Il progetto Trinity, per il quale è allo studio una fabbrica dedicata al di fuori dell’attuale impianto, ha lo scopo di creare un veicolo al 100% elettrico di prossima generazione innovativo e con facoltà di guida automatizzata di Livello SAE 4. Ci sono piani per costruire un secondo impianto di produzione elettrica all’avanguardia negli attuali locali della fabbrica entro il 2030. Il sito sarà integrato dal centro di ricerca e sviluppo più moderno d’Europa, il Sandkamp Campus.

(credito immagine: Volkswagen AG)

Gli stabilimenti tedeschi di componenti continueranno la trasformazione verso la mobilità elettrica avviata nel 2015. Oltre all’hardware per l’infrastruttura di ricarica, lo stabilimento di Hannover produrrà anche assali per i modelli MEB. A Braunschweig, Salzgitter e Kassel, il gruppo investirà nell’espansione della produzione MEB esistente di sistemi di batterie, rotori/statori e motori elettrici.

Inoltre, gli impianti si stanno già preparando per produrre componenti determinanti della futura piattaforma SSP. Volkswagen sta quindi compiendo il prossimo passo nel suo sviluppo strategico in un fornitore chiave di moduli e piattaforme elettriche.

Il sito di Salzgitter sarà ulteriormente ampliato in un hub di batterie europeo. Il gruppo investirà circa €2 miliardi per produrre la cella unificata, o standard, promessa da Volkswagen al Power Day per i modelli da grandi numeri nella sua fabbrica in Bassa Sassonia a partire dal 2025. Anche lo sviluppo, la pianificazione e il controllo della produzione di batterie saranno riuniti a Salzgitter sotto la divisione diretta dal responsabile della Tecnica Thomas Schmall.

A tal fine, il Consiglio di Sorveglianza ha approvato la costituzione di una nuova società europea (quindi la sede potrebbe non essere in Germania) che unirà tutte le attività relative alle batterie del gruppo e faciliterà il coinvolgimento di terzi in futuro. La nuova società supervisionerà anche le partnership strategiche incluse quelle con Umicore, 24M e Vulcan Energy appena rese pubbliche.

È stato infine concordato che un futuro programma di produzione per il sito di Osnabrück e un piano di uso secondario per la fabbrica di vetro di Dresda sarebbero stati presi in considerazione nel Planning Round 71. A Lipsia, le sinergie dell’architettura elettrica saranno sfruttate per il segmento premium con due modelli Porsche.

Per quanto riguarda l’elettrificazione dello stabilimento di Neckarsulm, è stato deciso di riequipaggiarvi la prossima generazione della famiglia di modelli E6 di Audi. A partire dal 2026, lo stabilimento già completamente elettrificato di Bruxelles ora casa delle E-Tron ed E-Tron Sportback produrrà il nuovo mega-SUV elettrico Audi Q8 E-Tron.

Nella penisola iberica si prevede di costruire veicoli elettrici compatti nello stabilimento di Martorell e SUV elettrici nello stabilimento di Pamplona a partire dal 2025. La decisione finale dipenderà dalle condizioni generali e dalla presenza di incentivi governativi, come già anticipato nell’evento della passata primavera per i 70 anni SEAT.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Volkswagen AG