Il primo robotaxi commerciale della California approvato per le strade di San Francisco

La divisione Cruise controllata da General Motors dalla ricerca e sviluppo passa al business: i dipendenti della startup della guida autonoma saranno raggiunti dal pubblico nel servizio di ride hailing

I robotaxi sono ormai una cosa reale in California, non solo oggetto di esperimenti ma motore di business, per quanto ancora lontano da dimostrare di essere un settore capace di produrre utili. Ieri i funzionari dello stato del Pacifico hanno dato la bandiera verde al lancio di un’attività di ride-hailing basata su regolari tariffe con auto prive di conducente umano al volante e di supervisore a bordo.

La California Public Utilities Commission ha rilasciato una autorizzazione all’attività notturna: ovvero Cruise, la divisione controllata da General Motors che l’ha richiesta, potrà offrire servizi al pubblico con la sua flotta fino a una velocità massima di 30 miglia orarie, dalle dieci di sera alle sei del mattino e solo in condizioni meteo favorevoli, non con la nebbia tipica di San Francisco, ad esempio.

Il servizio di Cruise è considerato di Livello SAE 4 perché non richiede in alcun modo responsabilità per chi è a bordo, ma con queste limitazioni finisce per somigliare a quello di Livello SAE 3, un gradino sotto, ad esempio offerto da Mercedes-Benz in Germania su alcuni modelli, con paletti di tipo geografico, solo sulle autostrade e strade di grande comunicazione e solo nelle code e nel traffico più fitto, perché anche in quel caso la velocità massima è piuttosto bassa: 60 km/h in Europa o 40 miglia negli Stati Uniti.

La compagnia di San Francisco non ha precisato quanti saranno i robotaxi in servizio ma, secondo il quotidiano Free Press di Detroit, Cruise schiererà fino a 30 Bolt completamente prive di conducente e supervisore a bordo. Le Chevrolet Bolt sono costruite in Michigan presso la Orion Assembly e Chevrolet ha comunicato che presto ne farà il modello al 100% elettrico più economico d’America, a partire da meno di $30.000.

I permessi rilasciati dalla California Public Utilities Commission a Cruise peraltro si riferiscono a veicoli al 100% elettrici di prezzo molto superiore a quel livello: in effetti a far salire il costo di un robotaxi ci sono sensori laser, radar, ultrasuoni, telecamere, software. Cruise è la prima azienda ad avviare una attività commerciale di robotaxi nello stato occidentale ma la seconda negli Stati Uniti: la prima come noto era stata (nel 2020) Waymo.

Ma la società che sviluppa il progetto della vecchia Google-car ha scelto con Chandler, in Arizona, una zona molto meno complicata per sensori e software della caotica San Francisco, e in molti vedono la California come un terreno più probante dell’infuocato deserto.

Dallo scorso febbraio il pubblico poteva familiarizzare con un’app per il servizio, come prima facevano i dipendenti di Cruise che hanno affrontato la fase di test. Le tariffe saranno simili a quelle addebitate dalle compagnie di trasporto, ha affermato la compagnia al momento di confermare l’ottenimento dei permessi.

L’avvento delle auto senza conducente ha richiesto molto più tempo di quanto il settore promettesse nell’ultimo decennio, poiché le startup hanno pubblicizzato il futuro raccogliendo anche ingenti finanziamenti di capitale di rischio e spingendo per normative amichevoli da parte delle istituzioni nazionali e locali.

Le auto senza conducente rimangono lontane dall’implementazione su vasta scala e la disponibilità per i singoli acquirenti sembra molto lontana, visto i costi aggiuntivi del materiale richiesto: il Drive Pilot Mercedes come opzione costa €5.000, ma a quei prezzi non si copre nemmeno un LiDAR di elevate prestazioni.

Nonostante tutto le attività di robotaxi progettate per operare all’interno di aree geograficamente mappate e limitate non cessano negli Stati Uniti, in Cina e in misura minore in Europa. Una rivale di Cruise e Waymo come Argo, controllata da Ford e Volkswagen sta portando i dipendenti in giro per le sezioni di Miami e Austin, in Texas, in auto completamente prive di conducente.

Al contrario di quello che potrà partire in California, Argo per un servizio commerciale di robotaxi non ha ancora rivelato una data. Anche a Las Vegas abbondano i veicoli sperimentali di diverse aziende, anche se la maggior parte include ancora un autista di sicurezza umana al volante.

Baidu e Pony.ai hanno lanciato servizi robotaxi commerciali completamente senza conducente in Cina. Ma sulla trasparenza dei risultati delle startup cinesi, spesso pesantemente supportate da istituzioni e fondi locali, esiste qualche perplessità, specie riguardo a disguidi e ostacoli nello sviluppo.

Di recente la motorizzazione californiana DMV, che consente con appositi permessi a decine di aziende di sperimentare robotaxi con o senza supervisore a bordo sulle strade pubbliche della California, ha sospeso il permesso di effettuare test proprio alla cinese Pony.AI, che peraltro non ha in America un impegno pari a quello che ha in patria: curiosamente pare per comportamenti poco corretti non del software ma dei… supervisori.

L’amministratore delegato di Tesla Elon Musk, come noto dal 2016 promette che i robotaxi Tesla saranno disponibili entro pochissimo. Poche ore fa Musk ha spostato al prossimo 30 settembre la data del secondo AI Day aziendale: fino a poco tempo fa si sarebbe pensato per presentare un formidabile e affidabile robotaxi pronto alla commercializzazione. Ma ora invece Musk pare appassionarsi più alla robotica che all’auto e ha affermato che potremmo vedere un prototipo di robot umanoide Optimus. Il robotaxi Tesla? Chissà.

Credito grafico: AUTO21; fonte dati: UNRAE