BUSINESS

7 giorni di business che cambia la mobilità: 4 – 10 aprile 2022

I protagonisti della settimana: Aurora, Gogoro, Hertz, Huawei, Polestar, Rivian, Sono Motors, Valmet, Vianode, Vinfast

4 aprile : Polestar annuncia di aver perfezionato un contratto con Hertz che prevede da parte del gruppo dell’autonoleggio l’acquisto di fino a 65.000 esemplari al 100% elettrici prodotti dal marchio scandinavo. La gamma Hertz per la clientela comincerà a proporre Polestar in Europa già questa primavera, mentre solo dalla fine dell’anno questi modelli saranno disponibili anche in Nord America e in Australia. Il primo modello ad essere interessato dal contratto sarà la berlina Polestar 2. A ottobre dello scorso anno Hertz aveva stretto un accordo commerciale simile con Tesla per inserire nella disponibilità dei suoi punti di noleggio di fino a 100.000 veicoli della casa americana, con una stima degli addetti ai lavori di un valore di $4,2 miliardi per il contratto.

4 aprile: il colosso Huawei accresce la propria presenza nell’innovazione tecnologica del settore batterie investendo in HiNa Battery Technology Co., una startup cinese con sede nella provincia dello Jiangsu che sta sviluppando celle agli ioni di sodio alternative a quelle più diffuse che contano sul sempre più costoso litio. Huawei ha effettuato il suo investimento facendo ricordo a la divisione specializzata nel capitale di rischio Shenzhen Hubble Technology Investment Partnership, controllata dal gruppo della telefonia e dell’elettronica di consumo. Non è stata resa nota l’entità dell’investimento.

5 aprile: la startup tedesca Sono Motors ha dovuto cambiare il proprio fornitore a contratto dell’elettrosolare Sion; all’accordo vincolante con Valmet Automotive abbiamo dedicato questo articolo.

5 aprile: dopo aver dovuto abbassare le proprie stime di produzione a 25.000 veicoli per il 2022, Rivian può dare segnali confortanti di essere in grado di rispettare le nuove previsioni, malgrado crisi della fornitura e delle materie prime. Finora l’azienda californiana ha migliorato la produzione del 150% rispetto ai soli 1.015 esemplari del pickup elettrico R1T costruiti nell’ultimo trimestre nel suo stabilimento dell’Illinois. In pratica ne sono stati ultimati entro il 31 marzo 2.533 tra pickup, SUV e furgoni per Amazon, 1.227 dei quali consegnati: lo scarto tra produzione e consegne fa ritenere che dopo le prime sorprese capitate con i modelli elettrici a praticamente tutte le case i controlli all’uscita delle linee siano ancora intensi, il che non sarà alla fine un male per la clientela.

5 aprile: il momento d’oro delle SPAC e delle fusioni inverse a Wall Street potrebbe essere già passato, e forse un giorno scopriremo che il canto del cigno è stato la quotazione della taiwanese Gogoro, che ha fatto il suo ingresso al Nasdaq aprendo lunedì a $10,33 e chiuso venerdì pomeriggio a $14,10, con una capitalizzazione di $3,95 miliardi su oltre 272 milioni di titoli in circolazione. La società asiatica specializzata negli scooter elettrici con batterie a cambio rapido, soluzione verso la quale ha ormai convinto gruppi rivali di ogni dimensione dalla quotazione dovrebbe aver raccolto $335 milioni in denaro fresco che le serviranno ad espandere il mercato e a sviluppare nuove tecnologie (come le celle solid state per cui ha un accordo con ProLogium Technology) per rendere sempre più competitive le sue batterie che ormai stanno diventando uno standard di fatto per le due ruote, andando oltre Taiwan: nei “paradisi degli scooter” come India e Sud-est asiatico.

6 aprile: due partner industriali, Elkem e Hydro e uno finanziario (Altor Fund V), stanno mettendo a punto una strategia di investimento per la creazione di una fabbrica di materiali per le celle da realizzare presso la città di Herøya, in Norvegia, attraverso la startup Vianode, fondata nel 2021 e che oggi ha un organico di 50 persone presso l’impianto-pilota di Kristiansand. La nuova fabbrica una volta completata dovrà inizialmente produrre grafite, componente essenziale degli anodi delle batterie agli ioni di litio, su una scala sufficiente a equipaggiare le celle di 20.000 veicoli elettrici l’anno. A regime questo volume dovrebbe crescere fino al materiale per un milione di veicoli elettrici: particolare non di dettaglio, la catena della fornitura sarà all’insegna della sostenibilità, non solo per le materie prime ma per l’energia elettrica utilizzata per realizzare la grafite, basata sull’idroelettrico abbondante in Norvegia. L’investimento per la fase uno del progetto è di circa €200 milioni.

6 aprile: da tempo la startup della guida autonoma Aurora si è installata in Texas con test sugli scenografici (ma interminabili per gli autisti) percorsi del Sudovest americano. Adesso giunge conferma che insieme al colosso della logistica Werner Enterprises sta mettendo alla prova sugli imponenti camion locali il suo Aurora Driver sul percorso autostradale di 600 miglia tra Fort Worth ed El Paso, parte della rotta che unisce Atlanta e Los Angeles con nove ore di monotonia interrotta ogni tanto da qualche serpente a sonagli. I supervisori di ogni camion, per il momento ancora a bordo, avranno più tempo per vedere i rettili o i coyote di quanto abbiano da fare in cabina, mentre prenderanno il comando usciti dalle tratte più facili per sensori e software.

7 aprile: la vietnamita VinFast conferma che procederà all’IPO a Wall Street attraverso una richiesta della propria holding con sede a Singapore. L’ingresso in borsa è opportuno per finanziare i progetti di espansione della produzione di veicoli elettrici con la realizzazione del polo produttivo americano nella Carolina del Nord per il quale è previsto un investimento da $4 miliardi. Secondo le voci degli analisti finanziari VinFast (partner industriale dell’italiana Pininfarina, responsabile del design degli ultimi modelli lanciati) cercherebbe di rastrellare circa $2 miliardi con l’offerta pubblica iniziale, con una valutazione di circa $60 miliardi della divisione auto. Il gruppo asiatico ha già sottolineato che cercherà per la sua Gigafactory anche sussidi e sgravi fiscali disponibili a livello locale e federale.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Gogoro