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Eletre apre la porta agli hyper-SUV elettrici

Nelle prime immagini il SUV Eletre sembra rivelare le qualità necessarie per non far… arrossire il fondatore Colin Chapman per un modello Lotus così alto da terra e così pesante

Dopo un lungo tour di presentazione diviso tra Oriente ed Occidente in cui è stata offerta una prima anticipazione ad investitori, stampa ed addetti ai lavori, Lotus ha ora diffuso le prime immagini dell’Eletre, il secondo veicolo al 100% elettrico della marca inglese dopo l’hypercar Evija e una ulteriore novità a poca distanza dal lancio dell’ultima convenzionale della casa: Emira, che sostituisce Elise, Exige ed Evora.

Certo, con il secondo modello elettrico Lotus cambia completamente pagina perché anche la marca di Hethel si arrende alla necessità di avere in gamma un SUV, probabilmente molto più una rottura col passato rispetto a quanto non sia stato l’arrivo di motori elettrici e batterie di trazione, novità che non avrebbero intimorito un innovatore come il fondatore Colin Chapman, che in Formula 1 non si è fatto mancare alcun esperimento, anche con motori a turbina.

Con l’Eletre Lotus risponde alla diffusa domanda attuale con un mezzo il cui stile a prima vista appare particolarmente riuscito nel mettere insieme tradizione con istanze della clientela: meno muscolare e spigoloso dell’unico sostanziale riferimento attuale nella gamma dei SUV di case super-sportive, Lamborghini Urus, il modello inglese (ma costruito in Cina, a Wuhan) ha muso corto e forme aerodinamiche sfuggenti accentuate dalla carrozzeria bicolore, col tetto nero che lo fa apparire più piatto e basso di quanto non sia.

L’Eletre infatti è lungo ben 5,10 metri (e con un passo di 3,02), largo 2,13 ed è peraltro alto 1,63 metri, con interni classici ma con concessioni al digitale che hanno la possibilità di ospitare comodamente anche i due passeggeri posteriori in interni, una eventualità che era quasi un anatema per gli storici modelli del marchio del Norfolk.

In precedenza noto col nome di progetto interno Type 132, è il primo di quattro modelli elettrici che la casa del gruppo Geely prevede di lanciare nei prossimi anni; essendo il primo, il direttore generale della marca Matt Windle ha definito il suo lancio “un momento epocale nella nostra storia”. Una svolta è anche aprire la pagina degli hyper-SUV elettrici: per ora non c’è concorrenza, visto che i rivali al massimo sono ibridi o plugin.

Sulla scia del lungo e a volte dirompente retaggio nel settore aerodinamico, il SUV Eletre ha beneficiato delle lezioni apprese con Evija sui benefici che l’efficienza conferisce all’autonomia dei veicoli al 100% elettrici, e quindi troviamo non solo spunti scontati come i retrovisori sostituiti da telecamere, ma soprattutto lezioni quasi da auto da competizione.

Ad esempio nel plasmare i flussi, specie sotto la scocca munita di diffusore, ma anche con la realizzazione di un muso con la griglia che può essere parzializzata e maniche ricavate nella carrozzeria per meglio gestire l’aria nella zona dei parafanghi posteriori. Non mancano nemmeno sfiati nella zona del montante D dove sono state ricavate delle alette montate sul tetto, mentre lo spoiler posteriore è retrattile.

(credito foto: ufficio stampa Lotus Cars via Newspress)

Se questo tipo di ricerca e sviluppo sarebbe stato quasi certamente il primo aspetto esplorato da Chapman nell’esaminare questo SUV, oggi è altrettanto importante il lavoro effettuato riguardo a powertrain e batteria. La piattaforma battezzata Electric Premium Architecture in cui si fa ampio uso di alluminio e carbonio strutturale, nasce con un impianto ad 800-volt, come rivali sportive che si chiamano Porsche Taycan o Audi E-Tron GT, quindi all’insegna della leggerezza e delle performance.

La sua batteria ha un contenuto energetico di oltre 100 kWh, ma per il momento non viene rivelata la capacità effettiva, così come l’autonomia; in attesa di omologazione con ciclo WLTP la casa indica come obiettivo un range massimo fino a 600 chilometri.

La potenza massima espressa dall’Eletre sarà di 441 kW, abbastanza per affrontare l’accelerazione da 0 a 100 km/h in meno di 3″. I propulsori distribuiti sui due assi saranno tra quelli più compatti ed efficienti anche dal punto di vista della leggerezza del combinato di motore elettrico, inverter, scatola nera, riduttore.

La potenza massima di ricarica dell’Eletre dovrebbe essere di 350 kW, nella nota ufficiale si indica che il SUV può ripristinare una autonomia di marcia di 400 chilometri in 20 minuti a una colonnina di ricarica ultra-veloce da 350 kW. Lotus ha inoltre deciso di montare un caricatore imbarcato da 22 kW per uso nelle diffuse colonnine urbane AC, il che significa che un cliente italiano che dal 2023 ne guidasse una non passerà più tempo a ricaricare di quanto ne occorra ad una più spartana Zoe…

Infine questo nuovo SUV elettrico progettato presso il centro esperienze Lotus Technology di Coventry, che nel Regno Unito avrà un prezzo-target di £100.000, soprattutto per il mercato cinese e quello americano punta anche alla assistenza alla guida ad elevata automazione.

Se il cliente europeo comprerà una Lotus soprattutto per guidarla, probabilmente quello cinese apprezzerà un sistema di guida di Livello 4 SAE, con una ricchissima dotazione di sensori (LiDAR inclusi) in grado di sollevarlo dal compito di controllare strada e traffico, per lo meno dove le norme lo consentiranno, ma probabilmente non già all’uscita della versione di produzione.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Lotus Cars via Newspress