Dieci «Supercharger» aperti anche ai clienti di marche auto rivali

Tesla punta a diventare leader nell’infrastruttura di ricarica e inizia a sperimentare nei Paesi Bassi l’accesso di tutta la clientela dell’auto elettrica nella sua rete di Supercharger

Per iniziare sono dieci siti Tesla coinvolti in un programma-pilota che saranno in grado di accogliere anche gli automobilisti di altre marche di veicoli elettrici. Per questo ballon d’essai la casa americana ha scelto dieci sedi in cui i conducenti di auto elettriche immatricolate nei Paesi Bassi troveranno i Supercharger aperti.

L’Olanda è il paese europeo che al 1 ottobre scorso secondo i dati EAFO aveva più postazioni di ricarica (ben 82.615). Ma il successo delle immatricolazioni di BEV e PHEV per un mercato che è da tempo un battistrada significa anche che ci sono 4 veicoli elettrificati per ogni sito di ricarica, contro 7 in Italia o 18 in Germania.

Insomma in Olanda l’operazione, al cui riguardo giravano da tempo voci nella comunità di clienti della marca, oltre che interessante per l’esperienza della rete Tesla potrebbe anche essere un successo commerciale. Gli automobilisti troveranno aperti anche a loro i Supercharger installati a Sassenheim, Apeldoorn Oost, Meerkerk, Hengelo, Tilburg, Duiven, Breukelen, Naarden, Eemnes e Zwolle. Le colonnine saranno ora disponibili anche per i conducenti olandesi non-Tesla che scaricheranno l’app Tesla in versione 4.2.3 o successiva.

Select Superchargers in the Netherlands are now open to all electric cars. https://t.co/DwPxc1vcF4 pic.twitter.com/BveSRZUsC3— Tesla Charging (@TeslaCharging) November 1, 2021

Tesla ha anche precisato sul proprio sito: “il nostro obiettivo è sempre stato quello di aprire la rete Supercharger anche alle auto elettriche non-Tesla, incoraggiando così più conducenti a guidare elettrico. Questo passaggio supporta direttamente la nostra missione di accelerare la transizione del mondo verso l’energia sostenibile. Più clienti che utilizzano la rete Supercharger consentono un’espansione più rapida. Il nostro obiettivo è imparare e migliorare rapidamente espandendo in modo aggressivo la rete in modo da poter finalmente accogliere sia i conducenti Tesla che quelli non-Tesla in qualsiasi Supercharger in tutto il mondo”.

Dall’avvio del network di ricarica nel 2012 sono stati superati ormai i 25.000 Supercharger aperti in tutto il mondo per la clientela. Prima che l’accesso ad auto elettriche di marche di terze parti venga aperto anche in altre sedi, Tesla ora intende controllare la ricaduta nei suoi dieci siti olandesi, e considerato la densità di auto e postazioni di ricarica in questa regione, sarà facile agli esperti della casa americana registrare eventuali sovraccarichi e valutarne il feedback. In pratica: se funzionerà in Olanda, può funzionare in tutta Europa.

Questo anche perché ormai anche le auto americane arrivano sul mercato europeo con i connettori Combo CCS, il che significa che tutte le auto non-Tesla con questa predisposizione potrebbero avere una vita più semplice, mentre negli Stati Uniti le cose potrebbero essere più complicate visto che le auto che continuano ad uscire da Fremont e presto da Austin continuano ad avere gli attacchi proprietari Tesla. La cosa potrebbe essere risolvibile con adattatori, che la clientela di altre marche dovrà valutare se conveniente per poter accedere alla rete della casa che sta trasferendo in Texas il suo quartier generale.

Per quanto riguarda invece i prezzi olandesi per gli utenti non-Tesla, la casa di Elon Musk ha indicato che varieranno a seconda della località, ma si potrà visualizzarli tramite l’app prima di iniziare la ricarica. La società aggiunge però che il prezzo per kWh potrà essere ridotto tramite abbonamento a pagamento. Vari post apparsi su Twitter suggeriscono che Tesla chiede agli ospiti che guidano altre auto €0,57/kWh contro €0,24/kWh per chi guida uno dei veicoli della sua gamma. In sostanza il prezzo dovrebbe essere una delle caratteristiche distintive per continuare a favorire i conducenti Tesla.

Nel corso della penultima presentazione dei risultati della sua azienda (Musk invece non ha partecipato all’ultima) l’imprenditore aveva accennato anche a un piano per introdurre nel network prezzi dinamici più progressivi, basati sulla velocità di ricarica e sul traffico in alcune stazioni: una idea studiata per accorciare i tempi di ricarica. Ovvero: chi carica più lentamente (e pertanto occupa più a lungo la colonnina) dovrebbe pagare di più rispetto a chi contribuisce a far scorrere l’alternanza di clienti alla postazione. Inoltre anche nelle ore di punta, il prezzo per chilowattora potrebbe essere aumentato per controllare l’utilizzo della capacità.

Credito foto di apertura: per gentile concessione Tesla, Inc.