Renault Zoe certificata per l’integrazione nella rete elettrica olandese (che guarda già oltre)

Jedlix ed ElaadNL certificano come pronta per le reti “smart” Renault Zoe, mentre i Paesi Bassi dal 2020 vogliono andare oltre con la ricarica bi-direzionale in 21 città e 472 postazioni V2G

La società olandese specializzata in sistemi e software di smart charging Jedlix e il centro ricerche ElaadNL hanno certificato che Renault Zoe, in particolare il suo pacco batterie e il suo impianto elettrico, sono qualificate per bilanciare la rete elettrica nazionale gestita dalla società TenneT.

Nei Paesi Bassi TenneT è l’operatore di rete responsabile per connettere all’energia elettrica i clienti privati e le aziende, come in Italia Terna. Un compito essenziale di tutti gli operatori TSO (transmission system operator) è mantenere la produzione e la distribuzione di energia bilanciata anche di fronte a imprevisti. Finora le opzioni primarie per prevenire gli squilibri si appoggiavano a impianti che consumano combustibili fossili.

Da tempo come alternative si studiano e preparano impianti di stoccaggio, ma con la diffusione dei veicoli elettrici specialisti come Jedlix e altri (dal Regno Unito alla Danimarca sono attualmente otto i TSO che partecipano a progetti innovativi in cinque nazioni d’Europa) propongono le auto collegate a colonnine intelligenti come strumento diffuso e distribuito per bilanciare la frequenza delle reti.

Presso il centro prove Elaad di Arnhem, in Olanda, è stato accertato senza ombra di dubbi che la Zoe è in grado di rispondere alle richieste ed esigenze del TSO, in questo caso TenneT, nel giro di secondi. Jedlix, una società nel quale dal 2017 è presente nell’azionariato il gruppo Renault, è riuscita quindi a dare un’ulteriore conferma che le auto elettriche possano costituire una risorsa che contribuirà sostenibilmente alla resilienza delle reti, specie al crescere della quota di rinnovabili nel mix.

Jedlix ed ElaadNL avevano già certificato come integrabile senza riserve nella rete elettrica olandese già due anni fa alcuni modelli Tesla. E i partner sperano di attirare altre case auto per farli entrare nel sistema nazionale, una possibilità che attira anche Jedlix che, dal 2018 è partner nell’app Renault che consente in alcuni paesi del nord Europa di partecipare a programmi di smart charging, con risparmio per la clientela e maggiore efficienza per TSO ed utility coinvolte.

Smart charging in questo caso è un processo con carica uni-direzionale, dove la complessità è nel gestire l’ingresso nella rete dell’impianto dell’auto elettrica massimizzando l’efficienza. Peraltro è del 2018 la prima certificazione di un’auto, la “cugina” della Zoe Nissan Leaf, come adeguata all’integrazione in una rete con attività bi-direzionale, a cura del TSO tedesco.

Renault peraltro sembra pronta a imitare presto la casa con cui coabita nell’Alleanza franco-giapponese perché non è un segreto per gli addetti ai lavori che stia preparando per la nuova genrazione Zoe versioni disponibili anche con caricatori imbarcati bi-direzionali.

Se i caricatori Cameleon sono stati finora graditi dalla clientela dell’elettrica transalpina, ancora di più probabilmente lo saranno quelli che faranno risparmiare (soprattutto le flotte) ulteriormente vendendo corrente alla rete grazie a caricatori bi-direzionali. Il primo dei quali già presentato dalla casa francese su una Zoe prototipo a Lione al simposio EVS32, riteniamo essere quello dell’americana Wolfspeed, da 6,6 kW (qui la scheda tecnica per chi è del mestiere).

E probabilmente proprio quei modelli sono stati utilizzati sulla quindicina di Zoe che fanno parte di alcuni progetti-pilota che hanno centri ricerche ed istituzioni olandesi per protagoniste, tra i quali si è segnalata la città di Utrecht per disponibilità.

Ora il governo dell’Aia intende passare ad un progetto nazionale partendo con un finanziamento di €5 milioni da destinare a 21 città per incrementare la diffusione della tecnologia V2G (vehicle-to-grid), una accelerazione che è seguita con energia dalla sottosegretaria alle Infrastrutture dei Paesi Bassi Stientje van Veldhoven.

Il governo vuole arricare a equipaggiare 472 punti di ricarica del necessario perché siano compatibili con protocolli V2G e consentano quindi di cedere indietro alla rete elettrica olandese quando opportuno energia dalle celle delle auto a zero emissioni. I primi punti di ricarica del programma dovrebbero essere in linea già nel 2020.

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Credito foto di apertura: ufficio stampa Renault Italia