INFRASTRUTTURA

HERE spiega perché la miniera d’oro del traffico sono i dati e non l’infrastruttura

Un progetto di HERE, Swarco ed Audi dimostra coi semafori di Amburgo come dati ben gestiti possano fare meglio per il traffico di costose infrastrutture

HERE è la società che, nata da una divisione Nokia, si occupa da tempo di mappe e di progetti di mobilità per conto dei suoi azionisti di riferimento, che sono tutti i più prestigiosi marchi premium dell’auto tedesca.

Nello spazio della mobilità da tempo ha un occhio di riguardo per i sistemi cosiddetti collaborativi, che integrano infrastrutture e veicoli, ed ora l’azienda ha lanciato un programma pilota per mettere in connessione via cloud auto e semafori per massimizzare l’efficienza dei flussi di traffico e minimizzare le emissioni.

Il progetto pilota, ha spiegato Ivan Ivanovic sul blog dell’azienda, comprendeva la partecipazione della città di Amburgo, oltre che di HERE,  Swarco ed Audi, per mettere all’opera i dati disponibili per migliorare l’attraversamento dei semafori.

In passato non sono mancati progetti che hanno cercato di rendere più efficienti i flussi di traffico puntando sulla comunicazione tra semafori e veicoli: in Europa il programma Compass4D ha coinvolto varie città tra cui Verona, mentre in America Audi ed i municipi di Las Vegas e Washington hanno collaborato ad un sistema che fornisce un “conto alla rovescia” per il segnale verde.

Se queste iniziative sono promettenti ed hanno dato vita anche a risultati concreti (a Verona adesso i veicoli di soccorso possono avere segnale verde grazie alla integrazione dei loro percorsi con la rete viaria cittadina), il fatto che non siano diventate molto più numerose ha una spiegazione.

I semafori sono tra gli elementi delle infrastrutture che ci si aspetta debbano essere sottoposti a radicali e costosi aggiornamenti per poter rispondere alle necessità di una mobilità nella quale tendono a crescere i veicoli sempre più automatizzati. Una tendenza che intimorisce chi teme l’imminente esplosione dei costi per le istituzioni locali e nazionali e di riflesso per i contribuenti.

Invece HERE ed i suoi partner hanno puntato da un lato a migliorare i flussi di traffico ai semafori fornendo ai guidatori informazioni accurate e dall’altro a gestire i dati da inviare tempestivamente ai guidatori appoggiandosi su una piattaforma cloud esistente, che potesse passare dagli attuali canali mobili, quelli che tutti usiamo quotidianamente, come 4G ed LTE, senza attendere il prossimo sofisticato 5G.

L’operazione è stata condotta con successo e la cosa interessante è che non ha richiesto la sostituzione dei semafori esistenti con nuovi dispositivi né la cablatura di quelli attuali. Invece di nuove attrezzature la strada scelta è stata quella di una collaborazione più stretta: una parola ed un percorso, collaborazione, che l’azienda con sede ad Amsterdam promuove a 360°.

Per cominciare LSA, azienda che ad Amburgo gestisce l’infrastruttura viaria, ha fornito ad HERE tutti i dati grezzi sul traffico, insieme ad una mappa dettagliatissima dei suoi semafori. A questo punto è toccato alla società delle mappe creare modelli digitali estremamente accurati degli incroci più complessi della città anseatica.

HERE ha aggiunto i modelli di traffico generati dai dati grezzi alla sua Open Location Platform e la combinazione è servita a creare mappe dinamiche in grado di identificare dove e quando le persone ed i veicoli stiano andando, confrontando i dati attivi con l’archivio centralizzato collocato sul cloud.

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Collegandosi alla Open Location Platform e grazie agli accessi a bassa latenza (quindi ottenendo informazioni costantemente aggiornate) Swarco è stata in grado di costruire modelli predittivi basati sulla combinazione dei dati grezzi della città di Amburgo e dei modelli di HERE.

Le previsioni venivano quindi re-immesse sulla Open Location Platform, pressoché in tempo reale, con la possibilità per i veicoli che Audi ha messo a disposizione del progetto di applicare nella guida informazioni e previsioni.

L’accuratezza delle informazioni sulla situazione del traffico, sviluppata con una precisione che arriva alla singola corsia, ha consentito a chi guidava, spiegava nel suo post il tecnico di HERE, di immergersi in un traffico meno caotico perché più prevedibile.

Di conseguenza quei veicoli hanno prodotto meno emissioni. L’applicazione delle previsioni basate sui dati del traffico disponibili e sulle mappe dinamiche di fatto ha consentito di ridurre le accelerazioni inutili così come le frenate, generando un flusso di traffico più regolare. I veicoli che hanno partecipato avevano anche una ottimizzazione della funzione start-and-stop del motore in attesa ai semafori rossi.

Il progetto-pilota di HERE, Swarco ed Audi è stato condotto senza la necessità di modificare alcun segnale stradale ad Amburgo o di costruire costose infrastrutture temporanee. Quello che è stato necessario è stata una stretta collaborazione.


Credito foto di apertura: ufficio stampa RWE