BATTERIE

Con Freyr anche a Wichita si arrendono alle batterie

Koch Strategic Platforms, divisione del colosso del Kansas fino a pochi mesi fa paladino dei combustibili fossili, insieme ai norvegesi vuol costruire in America una Gigafactory di celle da 50 GWh

La startup norvegese Freyr, che sta lavorando a un progetto per produrre batterie in patria, ha annunciato la creazione di una joint venture negli Stati Uniti insieme a Koch Strategic Platforms. L’obiettivo della nuova società, che per il momento non ha ancora un nome, è valutare lo sviluppo di una fabbrica di celle negli Stati Uniti e in seguito realizzarla.

La fabbrica sarà in grado di produrre celle per una capacità annua di 50 GWh. Per confronto, l’attuale impianto Tesla/Panasonic nel Nevada è accreditato di circa 35 GWh, mentre la fabbrica di Rana, Norvegia, che Freyr sta realizzando avrà a regime una capacità di 32 GWh, e secondo i piani dovrebbe essere operativa nella seconda metà del 2022.

Saranno celle basate sulla tecnologia semisolida di 24M Technologies di cui Freyr ha già acquisito la licenza per la produzione europea. Le celle prodotte in America saranno adatte per sistemi di accumulo di energia stazionari, ma punteranno anche al settore della mobilità, considerando che la futura offerta di veicoli elettrici a metà decade ed oltre creerà una probabile inseguimento a chi sarà in grado di fornirli.

Secondo l’azienda norvegese guidata da Tom Jensen, la decisione finale di investimento sulla prima gigafactory statunitense sarà presa nel 2022. La stessa fabbrica dovrebbe essere costruita entro il 2023 e per ora non ci sono state indicazioni sul sito prescelto.

Peraltro le scelte più recenti di produttori quali la stessa Tesla oppure Ford, General Motors, ed i relativi partner industriali LG Energy Solution e SK On sono cadute sugli stati della Sun Belt, nel sud. Elon Musk ad Austin, in Texas, ci trasferirà anche il quartier generale, sebbene sostenga di voler espandere anche la presenza in California.

L’annuncio sugli Stati Uniti non giunge come una sorpresa: Freyr aveva già annunciato a giugno che avrebbe puntato a una capacità produttiva in Nord America tramite una joint venture e aveva concluso un accordo di licenza con una società americana come 24M. Anche la collaborazione con Koch Strategic Platforms (KSP) non è nuova in linea di principio, considerato che era già un investitore nel capitale di Freyr.

“KSP ha condotto la propria due diligence sull’investimento in Freyr a partire da gennaio 2021, quando abbiamo partecipato come il più grande investitore nella loro offerta via PIPE”, ha dichiarato nella nota Jeremy Bezdek, direttore generale di KSP e direttore del consiglio di sorveglianza di Freyr. “Siamo fiduciosi nelle prospettive di firmare importanti accordi commerciali di acquisto sia nel settore dello stoccaggio di energia che dei veicoli elettrici che ci consentiranno di selezionare la sede della Gigafactory negli Stati Uniti il ​​prossimo anno”.

Per l’espansione negli Stati Uniti Koch Strategic Platforms e Freyr hanno anche investito nel partner tecnologico 24M: la prima $50 milioni in obbligazioni convertibili, mentre la seconda ha investito da parte sua altri $20 milioni. Secondo la società scandinava, l’accordo di licenza (che sarà finalizzato dopo la chiusura dell’operazione) garantirà negli Stati Uniti un utilizzo da parte della nuova joint venture della piattaforma per la tecnologia delle celle semisolide con un’esclusiva condizionata limitata.

KSP è una consociata di Koch Investments Group fondata nel 2020 e con sede a Wichita, Kansas. La società è specializzata nell’investimento e nella promozione di aziende innovative e orientate alla crescita. Uno dei casi più recenti di interesse di KSP per una startup del settore della manifattura sostenibile è quello verso la società canadese Li-Cycle, al cui ultimo finanziamento basato su obbligazioni convertibili il mese scorso gli americani hanno partecipato con un esborso di $100 milioni.

Non solo, ma altro all’operazione sul capitale, KSP si è attivata con divisioni delle Koch Industries di cui anch’essa fa parte, per cercare collaborazioni che favoriscano la crescita aziendale di Li-Cycle, e la scelta non manca se si pensa che tra quelle che potrebbero essere essenziali ci saranno Koch Engineered Solutions, che offre servizi che vanno dall’engineering alla fornitura, ad altre divisioni come il gruppo Optimized Process Designs: a cui si rivolgono clienti che cercano efficienza nella manifattura, nei materiali o nelle costruzioni.

Niente di sorprendente, se non proprio il fatto in sé che Koch Strategic Platforms appartenga a quelle stesse Koch Industries che fino a poco fa avevano come maggiori azionisti i fratelli Koch: ovvero David e Charles, che erano per prima cosa e prima di tutto paladini dei combustibili fossili.

Quando David è scomparso nel 2019, una colonna apparsa sul New York Times indicava proprio nel miliardario il singolo maggior sostenitore e finanziatore globale del negazionismo sul cambiamento climatico. Non sono passati ancora tre anni dal funerale di David Koch, ed evidentemente chi è venuto dopo di lui ha deciso non solo che la sostenibilità non è una fisima, ma forse che anche a loro conviene.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Freyr via Businesswire