Celle prodotte con le rinnovabili per le fabbriche della “famiglia elettrica” EQ

Siglato accordo di fornitura tra il gruppo Daimler e Farasis Energy per assicurare agli impianti di assemblaggio della gamma EQ di Kamenz, Brühl e Sindelfingen batterie di certificata sostenibilità

Erano passate meno di ventiquattro ore da quando, la sera prima dell’apertura del Salone Auto di Francoforte, Herbert Diess aveva rivelato che a ogni cliente della nuova ID.3 Volkswagen consegnerà un’auto “carbon neutral“, uno sforzo che richiederà un ricorso a tutto tondo alle energie rinnovabili per i fornitori e il gruppo di Wolfsburg.

Markus Schäfer, il responsabile della ricerca e sviluppo ha replicato il giorno seguente dallo stand Daimler al Salone, annunciando che le celle destinate alle prossime Mercedes-Benz che arriveranno negli stabilimenti di assemblaggio di Kamenz (raffigurato nella foto di apertura), Brühl e Sindelfingen proverranno da Farasis Energy.

Si tratta, non a caso, di un fornitore di celle che le produce usando fonti rinnovabili; un processo che riguarderà anche le materie prime che contengono ed il fine vita delle celle, il tutto certificato nei dettagli dalla società Dekra.

Farasis, società cinese che ha peraltro centri di ricerca avanzati sulle batterie negli Stati Uniti, sta da alcuni mesi mettendo in moto il primo impianto europeo a Bitterfeld-Wolfen, nel land della Sassonia-Anhalt, nel quale investirà a regime circa €600 milioni.

Per le sue auto elettriche, secondo quanto ha dichiarato Schäfer all’agenzia Reuters, Mercedes-Benz nei prossimi mesi userà prodotti con chimica del catodo NMC (dalle iniziali di nickel, manganese e cobalto). Il manager non ha indicato il tipo di cella su cui cadrà la scelta: se NMC 622 o il NMC 811 dalla capacità più elevata ma la cui manifattura, per l’elevato contenuto di nickel, comporta maggiori difficoltà produzione.

Per la divisione Mercedes-Benz, che punta ad avere una gamma interamente carbon-neutral entro la fine del 2039, l’approvvigionamento da un fornitore certificato e monitorato di celle agli ioni di litio provenienti da fonti rinnovabili, può contribuire a ridurre del 30% l’impronta sul ciclo di emissioni dei futuri modelli della gamma EQ.

Il contributo delle fonti rinnovabili alla produzione delle celle è un fattore che non premia solo Farasis Energy. Northvolt (partner Volkswagen e BMW) aprirà la sua Gigafactory da 32 GWh in Svezia perché il mix energetico locale farà sì che produrre lassù le celle permetta ad un’auto elettrica (paragonata a un’auto convenzionale che emetta 150 grammi di CO2 a chilometro) di arrivare alla parità sulle emissioni clima-alteranti in soli nove mesi rispetto ai due anni e mezzo di un’auto dotata di batteria prodotta con mix di generazione attuale, considerando una percorrenza media di 12.000 chilometri l’anno.


Credito foto di apertura: ufficio stampa Daimler AG