Già nel 2022 in arrivo il prototipo della «Jidu car»

Sarà un “robot”, si azzarda a promettere il leader della joint venture appena nata tra Geely e Baidu, che investirà $7,7 miliardi nei prossimi cinque anni per realizzare automobili sempre più guidate da computer e software

La divisione Jidu Auto del colosso di internet Baidu ha deciso di investire 50 miliardi di yuan, equivalenti a circa $7,7 miliardi, nel corso del prossimo quinquennio, nonché di reclutare tra i 2.500 ed i 3.000 nuovi dipendenti nel corso dei prossimi due, tre anni per supportare il lancio del proprio prodotto automobilistico, che sarà caratterizzato da elevati livelli di automazione, molto al di là di quanto possano assicurare i più consistenti sistemi di sicurezza ADAS attuali.

Lo ha dichiarato alla stampa cinese Xia Yiping, numero uno di quella Jidu Auto che oggi dispone di un nocciolo duro di un centinaio di progettisti ed ingegneri, che ha anche anticipato che l’arrivo del primo prototipo della marca non si farà troppo attendere ancora: sarà alla Beijing International Automotive Exhibition nella primavera 2022. In futuro, dopo il primo lancio, la casa intende presentare un nuovo modello con una cadenza di uno ogni anno, anno e mezzo.

Robin Li, il fondatore di Baidu (un tempo nota come la Google cinese ma che da anni ha poco da invidiare alla rivale del gruppo Alphabet) tiene moltissimo al progetto, sostiene Xia. Avrebbe preso parte attivamente anche a fasi del lavoro di progettazione e design, quasi a sottolineare la solidità di uno sforzo che tra non molto andrà anche alla ricerca di denaro fresco per passare alla fase più dispendiosa della propria crescita, col passaggio ad attività di manifattura su larga scala.

Naturlamente nella fase industriale della joint venture inaugurata il 2 marzo di quest’anno (e in cui Baidu detiene una quota del 55%) il partner fondamentale per la manifattura è la Zhejiang Geely Holding Group di Li Shufu, così come la sua piattaforma elettrica SEA un componente essenziale.

Secondo Xia la cooperazione tra i due partner va oltre una suddivisione dei ruoli come quella tra Apple e Foxconn, in cui a Geely toccherebbe la veste della seconda: per il manager di Jidu Auto la cooperazione è assai più ampia e la condivisione di tecnologie è la norma.

Xia, che ha un background nell’auto che ha incluso tappe professionali in Ford ed FCA, in Cina era finora noto soprattutto come co-fondatore di Mobike, il servizio di bike sharing che era arrivato anche in Italia, prima del passaggio al gruppo del delivery Meituan. Il CEO di Jidu Auto ha descritto la prima Jidu car come un robot, quasi a voler rendere soverchiante il ruolo del software e dei sistemi di Baidu in questo futuro veicolo.

Al Salone Auto di Shanghai in corso in questi giorni Zhenyu Li, numero uno dell’Intelligent Driving Group di Baidu, ha rivelato che i sistemi basati sull’ormai noto software open source Apollo hanno da poco completato i 10 milioni di chilometri in test svoltisi su strade aperte al pubblico in modalità di Livello 4 SAE, che non richiede alcun intervento umano.

Inoltre la divisione ha comunicato che il sistema Apollo Navigation Pilot è stato usato su autostrade e strade urbane di 20 città, che saliranno a 100 entro il 2023: si tratta di un dispositivo a costi inferiori rispetto ad altri, privo di sensori LiDAR e già installato sulla Weltmeister W6 di WM Motor e che lo sarà su un modello elettrico di un’altra casa nella seconda parte del 2021. Xia non ha rivelato ancora di quale dotazione sarà provvista la Jidu car, ma sembra più probabile che si possa scoprire un sistema molto avanzato, come quello dei robotaxi Apollo Go, che uno low cost.

Credito foto di apertura: sito web Apollo open source software