Magna International costruirà veicoli elettrici sulla piattaforma REE

A poche settimane dall’ingresso in borsa, la startup israeliana valutata $3,1 miliardi ottiene il supporto di uno dei maggiori attori nella manifattura automotive globale: migliaia i pezzi previsti per i pianali modulari

Lo scorso febbraio, la startup REE aveva proceduto ad una fusione inversa con la società-veicolo 10X Capital Venture Acquisition Corp. che l’aveva portata in borsa con una valutazione di circa $3,1 miliardi. Che accanto all’operazione ci fosse anche sostanza industriale, oltre a quella finanziaria che alternativamente gonfia le vele o crea brutte sorprese al mondo delle SPAC, lo suggeriva la presenza tra gli investitori di Magna International.

Il gruppo canadese della fornitura automotive aveva infatti partecipato alla PIPE, l’investimento ad accesso priviliegiato riservato ad alcune società selezionate, perché aveva evidentemente piani di collaborazione con la società israeliana. REE oltre ad aver collaborato all’ingegnerizzazione in vari settori come telaistica e powertrain con gruppi automobilistici globali, da tempo lavora ad una sua piattaforma per veicoli elettrici che si caratterizza per un pianale elettrico modulare che lavora con motori elettrici collocati alla ruota, in base ad un sistema che l’azienda chiama REEcorner.

Oggi le due società hanno confermato che Magna produrrà pianali skateboard in propri impianti per terzi, servendosi delle soluzioni studiate e realizzate in forma di prototipi da REE. Per il momento non è stato precisato di quali gruppi sia costituito il portafoglio ordini di REE e Magna. In una intervista del CEO Daniel Barel all’agenzia Bloomberg il manager ha indicato che la startup ha accumulato ordini per circa 260.000 veicoli in grado di basarsi sulla piattaforma.

Questo non vuol dire che saranno necessariamente automobili: in particolare in una logistica dell’ultimo miglio ed urbana che sempre più frequentemente punta sulla sostenibilità, una piattaforma elettrica dai costi contenuti ed in grado di essere rivestita localmente con carrozzerie su misura potrebbe avere carte da giocare.

Da parte sua Magna International non è certo una nuova arrivata, visto che da tempo lavora a modelli elettrificati, in particolare coi gruppi BMW e Jaguar Land Rover. Nel corso del prossimo anno in Austria, dove già nasce Jaguar I-Pace, produrrà un altro SUV elettrico, stavolta per conto della startup Fisker: l’Ocean. Inoltre Magna ha da poco intrapreso una collaborazione con LG Electronics, insieme alla quale con la joint venture LG Magna E-Powertrain intende proporre una gamma di motori elettrici e componentistica ad essi collegata.

Nella nota stampa relativa al varo della collaborazione tra Magna e REE non si fa menzione di fornitura di eventuali motori elettrici da utilizzare sulle ruote delle piattaforma elettriche: ma non sarebbe sorprendente se questo avvenisse in futuro.

Nelle scorse settimane i motori elettrici alla ruota hanno ricevuto una cattiva pubblicità dal fondo di investimento Hindenburg che ha aspramente criticato la tecnologia prescelta dalla startup Lordstown Motors per il suo futuro pickup Endurance.

Peraltro quest’ultima intende produrre un veicolo con motori su licenza slovena, che non risultano essere la scelta operata da REE. Inoltre la piattaforma israeliana sembra destinata a mezzi più convenzionali e ad utilizzo prevalente urbano e stradale, rispetto all’uso di motori alla ruota su un pickup, che potrebbe essere impiegato con maggiore frequenza in uso fuoristradistico, con maggiori sollecitazioni ai propulsori.

Credito foto di apertura: ufficio stampa REE via PR Newswire