Accordo tra Mobileye e Udelv: arriva il Transporter

Mappe tridimensionali e sistemi ad automazione avanzata degli israeliani si sposano coi servizi di consegna automatizzata sviluppati dalla startup californiana, per espandersi in America ed Europa

Mobileye, l’azienda specializzata nella guida autonoma avanzata e nei sistemi di assistenza alla guida, da anni sappiamo sta preparando il terreno a futuri servizi di robotaxi, con test in complessi contesti urbani. Adesso, scopriamo, quell’esperienza sarà utile anche ad un obiettivo molto più immediato: mettere in piedi un servizio di consegne merci completamente automatizzato che si servirà di veicoli a ruote senza cabina battezzati Transporter e messi in linea dal 2023.

L’azienda del gruppo Intel non sarà da sola ma collaborerà con l’americana Udelv, che a questa attività si stava già dedicando per conto suo, e insieme intendono mettere in movimento 35.000 Transporter tra 2023 e 2028, i primi dei quali ordinati da una affiliata Hertz.

Udelv infatti era da tempo convinta che questa tecnologia avrebbe trovato più immediata applicazione e ricavi e utili più rapidi con la logistica che addentrandosi nel settore del ride hailing o dei veicoli passeggeri privati.

Così l’azienda che ha come leader Tobias Wessels, è convolata a nozze con Mobileye, che da tempo lavora a sistemi chiavi in mano con 13 camere, tre LiDAR a lungo raggio e sei a corto raggio e sei radar. In più attraverso i chip dei sistemi ADAS di migliaia telecamere di BMW o Volkswagen raccoglie immagini e dati che perfezionano il progetto in crowdsourcing chiamato Road Experience Management che è molto più articolato di una mappa tridimensionale ma è un vero e proprio manuale per guidare all’interno della mappa globale.

Il fondatore di Mobileye Amnon Shashua ha sottolineato nella nota ufficiale come l’accordo sia notevole nel panorama dell’automazione sia per ampiezza che per integrazione tecnica e sviluppo. Il suo interlocutore Wessels proviene da un passato in Deutsche Bank ed uno più recente nell’incubatore Google X che in seguito è diventato Waymo. Ma al contrario di Waymo, per la sua Udelv Wessels ha condiviso il parere dell’ex-CEO Ford Jim Hackett, che per l’automazione elevata e le startup come Argo AI era convinto che il futuro prossimo fosse roseo nella logistica e nelle consegne. Che è quello che nelle aree test Udelv sta facendo, tra magazzini e clienti finali, puntando a mercati in cui ci sarà presto anche in Occidente quella penuria di autisti che finora è stata una prerogativa solo del Giappone.

Il Transporter, mancando un guidatore, è basato sull’app e su compartimenti separati con pannelli scorrevoli: davanti al cliente si apre solo il suo. Oggi le operazioni di Udelv non sono completamente autonome: dove i servizi sono dispiegati i veicoli hanno comunque controllo da remoto: ovvero qualcuno in California sorveglia cosa succede in Texas a 3.000 chilometri di distanza. Su percorsi semplici, ad esempio autostrade, circonvallazioni o tangenziali a due o più corsie i veicoli si guidano autonomamente, e tra breve un suervisore arriverà a seguire 10/15 veicoli.

Grazie alla collaborazione con Mobileye, a Udelv preme avere accesso alle mappe del Road Experience Management per offrire i servizi non solo in Texas ma su tutta l’America e l’Europa, probabilmente a cominciare dalla Germania, da cui Wessels proviene, compatibilmente con le normative. In questo caso veicoli più convenzionali, anche se senza guidatore, potrebbero avere accesso più facile alle strade rispetto a rivali come i robot di Nuro ad esempio, che possono si entrare senza problemi in una zona pedonale, ma non sono certo adatti a percorrere una tangenziale.

Il Transporter è un veicolo che consiste di un pianale tipo skateboard che assomiglia molto a quello sviluppato da un’altra startup israeliana, REE ( o forse è proprio quello…) e viene chiuso con un cassone adeguato alle marci da trasportare, e facile da caricare per i centri logistici.

Credito foto di apertura: ufficio stampa Mobileye/Intel