Gli americani possono già ordinare anche Model Y Standard Range

Scenderà da $49.999 a $41.990 l’entry-level per il crossover elettrico di Elon Musk: scheda tecnica e prezzi sembrano mirati a tagliare la strada ai concorrenti Tesla in arrivo sul mercato degli Stati Uniti

Lo stesso giorno in cui le classifiche dei miliardari globali hanno registrato come nuovo numero uno globale Elon Musk davanti al precedente leader Jeff Bezos, la clientela Tesla americana ha ricevuto un regalo: nel configuratore della Model Y improvvisamente è spuntata una versione Standard Range a sola trazione posteriore (oltre a una opzione per alloggiare sette persone).

Non disturbatevi a guardare il configuratore italiano: lo abbiamo fatto noi e anche se l’apparizione della Model Y a queste latitudini non è ancora imminente restano disponibili soltanto, si fa per dire, la versione Long Range a partire da €63.000 e la Performance a partire da €71.000.

La clientela americana potrà quindi contare su un modello che partirà da $41.990 (non lontano dal prezzo di $39.000 indicato nel lancio del marzo 2019), laddove la meno costosa delle due Model Y a trazione integrale mantiene un cartellino del prezzo base di $49.990. Il regalo per la clientela nordamericana in qualche misura si sconta in termini di autonomia, visto che l’omologazione EPA accredita la Model Y Long Range a trazione integrale di 326 miglia (quasi 525 chilometri) laddove la nuova versione disponibile si fermerà a 244.

Quella che sembra però una autonomia di ripiego in una Tesla, a ben guardare è un valore medio per la concorrenza attuale nel campo dell’auto elettrica. E non sembra casuale che la versione entry level appaia sul mercato americano mentre sta arrivando la quota di ID4 1st Edition destinate oltre Atlantico, quota che la succursale Volkswagen sostiene sia andata esaurita da settembre 2020.

Il crossover che sarà presto costruito anche in Tennessee ha una batteria in grado di portare la clientela fino a 250 miglia e dopo questa versione speciale inaugurale che parte da $43.995 sarà disponibile anche nelle altre: a cominciare dalla Pro, con listino dai $39.995 in su.

Non va scordato però che Tesla (come General Motors) vendendo da alcuni lustri auto elettriche al 100%, ha ormai esaurito la quota oltre la quale decade l’intervento dei sussidi federali. Incentivi che invece saranno disponibili per i clienti Volkswagen.

In altri termini, quella che si sta delineando negli Stati Uniti è una concorrenza sostanziale, in cui la differenza di prezzo potrebbe far cambiare opinione a una parte della clientela, anche a fronte di migliori performance o autonomia, che restano complessivamente a favore di Tesla.

Per evitare di lasciare troppo spazio alla concorrenza, meglio metterla sotto pressione coi prezzi: una possibilità che per la casa americana non appare troppo onerosa, considerato il margine sui propri veicoli. Si dice sia più del doppio di quello delle marche premium europee, un margine che nei casi migliori arrivava nel recente passato all’11-12%.

La stessa cosa ha iniziato ad avvenire lo scorso anno in Cina, dove a fronte della crescita delle startup come NIO, Li Auto, WM Motor, Tesla da tempo agendo sui prezzi di quella Model 3 che è stata accolta entusiasticamente dal pubblico, mentre ha già iniziato a lavorare sui prezzi anche con Model Y, la cui produzione si è appena avviata, la cui accoglienza sembra perfino essere superiore di quella della prima Tesla prodotta a Shanghai, nonostante di Standard Range non vi sia traccia.

Tra classifiche dei miliardari, competizione sui prezzi, e l’imminente arrivo a Washington di un esecutivo che certo non sarà scettico né malevolo con industria dell’auto elettrica e delle rinnovabili, il 2021 per Elon Musk sta iniziando proprio come si era concluso il 2020. E il suo è uno dei pochi casi in cui questo è un bene.

Credito foto di apertura: sito web Tesla