I prezzi di Model Y usati come “diserbante”

Mentre inizia la produzione a Shanghai, Tesla fissa una politica dei listini che sembra fatta apposta per evitare la crescita di un gruppo di “cespugli sgraditi”: le startup cinesi

Ieri la divisione cinese Tesla ha confermato che questo mese inizieranno le consegne del crossover Model Y, le cui prime unità hanno cominciato ad essere scorte attorno alla fabbrica della zona franca di Lingang a dicembre, a un anno quasi esatto dall’inizio della produzione delle Model 3, che dallo scorso ottobre sono anche esportate, oltre che prodotte per il mercato interno.

A Shanghai pertanto è stata migliorata la capacità dell’impianto, in grado di costruire oltre 20.000 pezzi a novembre e probabilmente molti di più a dicembre, i cui dati saranno resi noti nei prossimi giorni da CPCA e CAAM, le due associazioni datoriali cinesi che pubblicano statistiche sul mercato auto.

La Model Y made in Shanghai avrà un cartellino del prezzo a partire da 339.900 yuan (circa $52.000), mentre per la più aggressiva Model Y Performance occorreranno almeno 369.900 yuan. Se Tesla ha goduto di uno straordinario gradimento nel 2020, quello appena conclusosi in Cina è stato anche l’anno delle startup dell’auto elettrica.

NIO, Li Auto, Xpeng, WM Motor hanno tutte conquistato un numero crescente di clienti e se nessuna individualmente è paragonabile alla casa americana per quote di mercato, se le si considera complessivamente non sono poi rimaste troppo lontane dalle circa 120.000 immatricolazioni con cui si ritiene Tesla abbia festeggiato il 2020.

Il che sembra aver fatto pensare ai manager Tesla che sia opportuno togliere spazio a questi cespugli ingombranti per far crescere meglio la “grande quercia” cresciuta in California e i cui rami ormai si sono estesi globalmente. Il “diserbante” in grado di mettere in difficoltà dei concorrenti che, malgrado le rispettive cavalcate in borsa, non hanno certo le spalle larghe della società di Elon Musk sembra essere stato individuato nei prezzi della nuova Model Y.

Ogni mossa recente Tesla in Cina su questo versante è stata mirata a compiacere la clientela e infastidire le rivali, alcune delle quali ormai hanno versioni a listino di modelli che costano più di quelli prodotti a Lingang, ma senza averne ancora l’aura premium che secondo molti l’azienda americana si è ormai conquistata. Il SUV al 100% elettrico NIO, ad esempio, parte da 368.000 yuan, mentre il SUV a sei posti Li One che quest’anno ha dominato nel settore ibrido ricaricabile è stato lanciato nel 2019 a partire da 400.000 yuan.

Quando nel 2018 WM Motor aveva lanciato il SUV di taglia media EX5 aveva esordito con prezzi compresi tra 186.550 e 247.300 yuan, mentre uscendo dal settore dei SUV una berlina elettrica come la P7 ad elevata autonomia proposta dall’altra startup Xpeng Motors ha un listino nazionale che spazia tra 229.900 e 349.900 yuan in base alle versioni a due o quattro ruote motrici.

Credito foto di apertura: sito web Tesla